Dopo la nuova offensiva dei sedicenti ‘hacker del Pd’ che hanno pubblicato altre email di esponenti del Movimento 5 stelle, i parlamentari grillini reagiscono con una conferenza stampa alla Camera. “C’è un attacco a tutto campo contro di noi – ha raccontato la capogruppo a Montecitorio Roberta Lombardi -. Siamo andati in procura. Dopo 8 ore però, non abbiamo notizie sull’attività della magistratura né della polizia postale. Non sappiamo nulla di cosa stanno facendo per tutelare questi trenta cittadini”. In serata le loro richieste sono state accolte e il sito dove era possibile scaricare le mail violate è stato oscurato.

Secondo Lombardi, che annuncia azioni legali, potrebbe esserci una ragione a motivare le incursioni degli hacker: “Siamo un gruppo politico che evidentemente sta dando fastidio a molti“. E ha aggiunto: “Abbiamo la sensazione di essere abbandonati in questo momento di grossa pressione psicologica nei nostri confronti. Nessuno nelle istituzioni ha tutelato queste persone, o se l’ha fatto non ce l’ha comunicato”. Ma non sono solo le mail ad essere violate. E’ proprio la capogruppo a Montecitorio ad annunciare che il M5s  ha subito anche il furto di un pc alla Camera. “Tre settimane fa – ha spiegato – abbiamo subito il furto di un hard disk del nostro capo dell’ufficio legislativo presso gli uffici del palazzo dei gruppi. Ieri, invece, un tentativo di effrazione della posta di un nostro collaboratore. Sono stata costretta a chiudere l’ufficio a chiave“.

Presente alla conferenza stampa anche Giulia Sarti, la prima parlamentare a essere colpita dieci giorni fa. Ed è lei a prendere la parola per spiegare il disagio creato dalla pubblicazione del contenuto delle proprie mail. “Abbiamo riscontrato una totale indifferenza e silenzio da parte della maggioranza delle forze politiche e delle istituzioni – ha attaccato la deputata stellata- devo dire grazie per le manifestazioni di sostegno ricevuta da cittadini, da giornalisti e alcuni esponenti di partito. Oltre che quelle del capo dello Stato. Ma il clima respirato in queste settimana è stato pesante”. “Questa è violenza, non trasparenza. Trasparenza è  – ha proseguito  – che tutti possano chiederci su cosa stiamo lavorando, quanto prendiamo e come usiamo i soldi pubblici, la pubblica amministrazione come una casa di vetro. Tutto quello che riguarda la nostra attività politica noi lo rendiamo pubblico, perche è vostro, ma questo non deve riguardare la vita privata delle persone.” “Interrogateci sui contenuti – ha concluso – questo è il nostro lavoro e siamo felici di poterlo fare”.

Quello che tiene a precisare la capogruppo alla Camera è che “nonostante la violenza che stiamo vivendo, noi crediamo nella libertà della Rete e per questo rifiutiamo qualsiasi atto di stupidità delle persone che usano male un mezzo”. E poi, parlando di un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo in cui veniva lodata l’azione di Assange, ha aggiunto: “Lui ha pubblicato quelli che erano documenti riservati dell’attività politica e di attività che erano svolte con i soldi dei cittadini, qui si parla di mail private di una ragazza.”

Anche Stefano Vignaroli, uno delle prime vittime dei sedicenti hacker del Pd ha commentato la vicenda: “Non abbiamo nulla da nascondere o temere, se volevano intimidirci non ci sono riusciti ma hanno fatto un buco nell’acqua”.

A prendere la parola anche Alessandro Di Battista, deputato eletto nel Lazio: “Oggi sono qui in conferenza stampa invece di lavorare e questa è una violenza gravissima.” Ma l’esponente stellato, di cui si parla come prossima vittima, è stato chiaro: “Ai sedicenti hacker dico pubblicate tutto, a me non frega niente. Oggi ho anche avuto la tentazione di rendere pubblica la password di accesso”. E ha concluso: “Come dice Giulia (Sarti) andiamo avanti più forti di prima”.

La richiesta del capogruppo Lombardi alla Polizia postale è stata accontentata. Il sito web con il link per scaricare le mail rubate ad una trentina di parlamentari del M5S è stato oscurato. Ma il sito potrebbe semplicemente essere irraggiungibile.

La risposta alla conferenza stampa è arrivata via twitter dal leghista Roberto Maroni. “Grillini double-face: accusano i partiti di essere mafiosi, ma poi piagnucolano perchè quegli stessi partiti non li difendono dagli hacker“, ha scritto il governatore della Lombardia.

E delle vicende che riguardano le minacce via web al presidente della Camera Laura Boldrini e la violazione delle caselle postali dei parlamentari del M5S, verrà investito nei prossimi giorni il Comitato per la sicurezza all’interno dell’Ufficio di Presidenza della Camera. ”Due funzionari a turno della Polizia Postale, dotati di specifiche competenze di tipo informatico – si legge in una nota di Montecitorio  – sono stati messi da giorni a disposizione dell’Ispettorato di pubblica sicurezza della Camera, dopo gli episodi che recentemente hanno messo in evidenza la necessità di una diversa attenzione alle questioni della sicurezza in rete”.
“Prima le minacce rivolte via web alla Presidente Boldrini, con parole e immagini lesive della dignità personale. Poi le gravi violazioni delle caselle di posta elettronica di alcuni deputati del Movimento 5 Stelle. In un caso e nell’altro, fatti che persistono e che minano pesantemente non solo le prerogative dei parlamentari, ma i loro diritti di cittadini”, conclude il comunicato.