Quelli che si definiscono hacker del Pd hanno mantenuto la promessa e hanno pubblicato il contenuto di altre email del Movimento 5 stelle. Dopo la deputata bolognese Giulia Sarti, a finire nel mirino dei pirati informatici, secondo l’Espresso, sono altri parlamentari del movimento. Violata la posta privata anche di Massimiliano Bernini, Stefano Vignaroli e Tancredi Turco. Quello che chiedono è che vengano resi pubblici i redditi e i patrimoni di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo

Dure le reazioni degli esponenti stellati. “Non sappiamo più cosa fare questa grana è scoppiata da oltre una settimana, la denuncia alla polizia postale è partita immediatamente: eppure il sito sotto accusa è ancora lì”. E si punta il dito contro la “lentezza” delle indagini. Quella intrapresa dagli hacker è anche una guerra psicologica: ad avvisare le vittime successive c’è un countdown, che conta i giorni che separano dalla prossima gogna mediatica.

E il prossimo a doversi preparare, assicurano dal movimento, è Alessandro Di Battista, deputato eletto nel Lazio e uno dei volti più noti. Nelle ultime mail pubblicate ci sono anche quelle di Filippo Baloo che potrebbe essere un attivista del M5s. Nella posta spiata si trovano anche messaggi ricevuti da altri esponenti politici o contatti dei titolari della casella.

Dopo le istituzioni, gli esponenti del M5s se la prendono anche con le associazioni, in particolare con ‘Se non ora quando‘. Quella di Giulia Sarti è “una vicenda che ha umiliato una donna eppure nessuno ha mosso un dito. Dov’era ‘Se non ora quando’, movimento di tutela delle donne, nel momento in cui la vita privata di Giulia veniva sbandierata in Rete?”