“Abbiamo fallito”. E’ deluso Girolamo Pisano, detto Mimmo, l’unico eletto 5 Stelle che lunedì non era in Parlamento per il discorso di Giorgio Napolitano. Il deputato, in un’intervista al Secolo XIX, traccia un bilancio negativo nei primi due mesi di legislatura del M5S, tra promesse di cambiamento che rischiano di sfumare e l’occasione “irripetibile” di “potere votare Prodi“. E ancora: “Avevo dato una proposta di governo a Casaleggio. Mi ha risposto che noi non facciamo politica”. E quindi? “Che facciamo qui, le pedine? Di un gioco però, che forse non sappiamo giocare”.

Giudizi tranchant che partono dal dibattito sul Capo dello Stato. Con Prodi, spiega, “avremmo avuto delle garanzie” e “un governo con Rodotà o Zagrebelsky“, e invece no. Il risultato? “Siamo venuti per fare un governo, o no? Perché se, come penso, il nostro scopo era finire all’opposizione, allora hanno vinto quelli che volevano raggiungerlo”.

E anche sul fronte del dialogo col Pd l’esperienza del Movimento fino a oggi non ha portato a casa nessun risultato. Coi democratici il confronto pare essersi affossato perché “abbiamo tirato troppo la corda, finché non ci hanno più parlato”. Pisano, che è andato di persona a parlare coi giovani del Pd, spiega: “Alla fine quando abbiamo detto no a tutto, ancora mi chiedevano: ‘Allora, lo votano Rodotà?’. Io gli dicevo: ‘Non ce la fa'”. E così è stato. E nonostante questo i suoi compagni di Movimento continuavano imperterriti a ripetere il nome del giurista. A fronte della parziale sconfitta a Palazzo, il risultato del Friuli, dunque, non è una sorpresa: “Le gente ci chiede di agire: di fare e non solo di disfare. Dovevamo muoverci subito”. Proprio per questo Pisano aveva condiviso una proposta di governo, rimbalzata da Casaleggio. Perché? “Noi non facciamo politica”, gli ha risposto. E il deputato, dunque, si domanda se i parlamentari M5S siano tutte pedine di un gioco. Che, peraltro, non sanno giocare.