Fine vita, Forza Italia apre e provoca il Pd: “Siano aperti al confronto”. Il dem Boccia: “Votino con noi”
“Noi riteniamo che sul fine vita ci sia un vuoto legislativo, che non può essere colmato da una molteplicità di leggi regionali diverse. La strada maestra per arrivare a una legge nazionale è il voto degli emendamenti in commissione e poi l’esame in Aula”. In un’intervista a Repubblica, il capogruppo di Forza Italia alla Camera Enrico Costa risponde così alla domanda se gli azzurri, martedì in conferenza dei capigruppo al Senato, voteranno la richiesta del Pd di portare in Aula il disegno di legge delle opposizioni sul suicidio assistito, firmato dal senatore dem Alfredo Bazoli. La discussione nelle commissioni Giustizia e Affari sociali, infatti, è ferma da luglio per il veto della Presidenza del Consiglio dopo l’approvazione del testo base proposto dai relatori, Pierantonio Zanettin di Forza Italia e Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia. Quel testo non piace al centrosinistra, che lamenta l’esclusione del Servizio sanitario nazionale dalle procedure e l’attribuzione a un comitato di nomina governativa del compito di valutare la sussistenza dei requisiti indicati dalla Consulta. Nelle ultime settimane, nell’ambito del nuovo corso imposto da Marina Berlusconi, Forza Italia sta insistendo per riportare il tema alll’ordine del giorno: “Ciascun partito dovrà rinunciare a qualcosa pur di arrivare a un risultato”, dice Costa. “In tanti ritengono che non sia necessaria alcuna legge e altri che frenano perché ritengono la norma insufficiente. Ma non possiamo permettere che una materia così delicata sia in balia del caos normativo. Non decidere significa accettarlo”, afferma, in riferimento alle leggi regionali approvate da Toscana e Sardegna (la prima è stata giudicata legittima dalla Consulta).
All’intervista di Costa replica il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia, sfidando gli azzurri a votare con le opposizoni per sbloccare il disegno di legge. “È responsabilità della politica rispondere alla sentenza della Corte costituzionale che ha chiesto al Parlamento di legiferare”, afferma in una nota. “Alla Camera fu approvato nella scorsa legislatura, all’unanimità, il testo Bazoli. In questa legislatura al Senato la maggioranza non ha più voluto votare quel testo. In commissione la discussione si è arenata intorno ad un testo, secondo noi peggiorativo del testo Bazoli, che esclude il Servizio sanitario nazionale. Per noi questa resta una questione dirimente. Non è più possibile però lasciare senza risposte la sofferenza di tanti cittadini che chiedono risposte allo Stato. Se veramente anche Fi, come afferma Enrico Costa oggi in una intervista, vuole arrivare a una legge, voti con le opposizioni domani nella conferenza dei capigruppo di palazzo Madama, la calendarizzazione per l’Aula del provvedimento sul fine vita. Solo così sarà possibile un confronto alla luce del sole davanti al Paese”, incalza il capogruppo. “Ogni forza politica si assumerà così la propria responsabilità. Quello che non è più accettabile, a un anno dalla fine della legislatura, è che si continui a rimandare il varo di una legge chiesta a gran voce anche da una parte del mondo cattolico che comprende, a differenza della destra, la necessità di riconoscere dignità a scelte tanto dolorose”, conclude.
Sulla stessa linea il vicecapogruppo Bazoli, firmatario della proposta che il Pd vorebbe portare in Aula: “Osservo con attenzione e rispetto le manifestazioni di disponibilità di Forza Italia sul fine vita. Ma è dall’inizio della legislatura che le parole di apertura del centrodestra vengono contraddette dai fatti, e il tempo sta scadendo. Se si vuole davvero dare agli italiani in tempi ragionevoli una legge sul suicidio assistito, come chiede la Corte costituzionale da otto anni, basta concordare già domani una data certa per l’approdo in aula del mio testo sottoscritto da tutte le opposizioni, che rappresenta una base di discussione seria ed equilibrata. Non vi è oggi altra strada: ripartire dalla palude della commissione, tenuta ostaggio dalle divisioni della maggioranza, significherebbe semplicemente il definito affossamento della legge. Auspico dunque che alle parole di apertura Forza Italia sappia far seguire il coraggio delle decisioni”, afferma.
A incalzare gli azzurri anche la senatrice Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra: “Il Paese ha bisogno di una legge sul fine vita che garantisca uguali diritti a tutti i cittadini e a tutte le cittadine. Chi vuole una legge deve dimostrarlo nelle aule parlamentari, perché stiamo parlando della sofferenza delle persone, della loro dignità. Dopo mesi di rinvii, stop e divisioni interne, la maggioranza continua a essere spaccata e paralizzata da contraddizioni ideologiche. Basta tergiversare, è ora che la destra si assuma le proprie responsabilità. Per noi il principio resta chiaro, soltanto il Servizio sanitario nazionale può assicurare uniformità di trattamento, tutela della dignità delle persone e assenza di discriminazioni economiche o territoriali nell’accesso al fine vita. Per Alleanza Verdi e Sinistra non sono ammissibili scorciatoie privatistiche, né ulteriori tentativi di ostacolare il confronto parlamentare”, afferma.