“Le persone che sono private dei diritti umani linguistici sono conseguentemente private della possibilità di godere di molti diritti umani, compresa un’equa rappresentazione politica, un giusto processo, l’accesso all’istruzione, all’informazione, alla libertà di espressione oltre al mantenimento della propria eredità culturale” (Skutnabb-Kangase Phillipson, 1965)

La storia

Ci siamo avvicinati ai ragazzi di Radio KaosItaLis più di un mese fa. E da subito mi sono resa conto che la sordità era un mondo, un mondo di cui avevo fino a quel momento ignorato l’esistenza. E come sempre, quando ci si avvicina a mondi nuovi, ci si sente curiosi, affascinati, impacciati. E comunicare è difficile.

I ragazzi, tutti sotto i trenta anni, avevano creato qualcosa di paradossale: un progetto radiofonico per promuovere l’integrazione tra sordi e udenti. E ci erano riusciti, dimostrando che le barriere all’integrazione sono nella testa degli esseri umani e possono essere superate.

Emanuele ci fece spiegare che una volta era stato male per via di un virus intestinale ed era stato ricoverato al pronto soccorso. Mentre cercava di spiegare cosa sentisse, il dottore si arrabbiò, perchè Emanuele non aveva portato un interprete. Deborah, una ventenne dagli occhi grandi di Policoro, in provincia di Matera, ci scrisse che per ottenere un’assistente alla comunicazione a scuola, dovette querelare la Provincia e la Prefettura.

La lingua che parlavano Deborah, Emanuele e gli altri, la Lingua dei Segni italiana (LIS), era bellissima e in continuo cambiamento. Ma non era riconosciuta ufficialmente nel nostro Paese. I ragazzi volevano quindi chiedere al Parlamento italiano di riconoscere ufficialmente la LIS come già – scoprimmo – avviene in 44 paesi del mondo (tra i quali Iran, Usa, Cina, Spagna, Francia). Il riconoscimento della LIS avrebbe garantito un effettivo accesso all’informazione, all’educazione, ai servizi per questi ragazzi. E così è nata la petizione #iosegno.  

Perchè la LIS non è riconosciuta

Il Disegno di legge 37 “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana” – approvato dalla I Commissione Affari costituzionali del Senato il 16/3/2011 – avrebbe rimosso le barriere che limitano la partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva, perché, nell’ambito della legge quadro sull’handicap 104/92 e dei principi sanciti dalla convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, riconosceva la LIS promuovendone l’acquisizione e l’uso, in coerenza anche con gli articoli 3 e 6 della Costituzione (principio di uguaglianza e della tutela accordata alle minoranze linguistiche).

Ma nel giugno 2011 sono stati ritirati tutti gli emendamenti e il testo base del ddl è passato alla Camera cassando ogni riferimento alla LIS. Il testo base (proposta di legge n.4207) si limita ad un riconoscimento formale della LIS ignorandone la natura identitaria e riducendola ad un mero “strumento di supporto” per le persone sorde. Il testo non è in coerenza ai molteplici principi e misure previsti dalla Convenzione Onu, vale a dire:

1) Acquisizione e uso della LIS;

2) Riconoscimento dell’identità culturale (oltre che linguistica) dei sordi;

3) Specifiche misure volte a garantire un effettivo accesso all’informazione, alla comunicazione, alla cultura, all’educazione, ai sevizi, alla vita sociale, lavorativa e perfino ricreativa.