E’ preoccupante la “fotografia” della giustizia italiana che emerge dai dati appena pubblicati dalla Commissione Europea.

I giudizi civili in Italia durano più a lungo che in ogni altro Paese europeo con le sole eccezioni – assai poco confortanti – di Cipro e Malta.

Oltre 500 giorni solo per arrivare alla Sentenza di primo grado [n.d.r. una durata che sembra persino troppo breve a chi vive da vicino il sistema della giustizia civile italiano].

Abbiamo, invece, addirittura il primato assoluto in termini di giudizi pendenti in rapporto al numero di abitanti.

In nessun altro Paese europeo ce ne sono così tanti: 7 giudizi pendenti ogni 100 abitanti.

Sette volte in più della Germania e tre volte in più della Francia solo per dare qualche riferimento.

Pochi, anzi pochissimi i giudici in Italia in relazione alla popolazione, meno che in ogni altro Stato dell’Unione, eccezion fatta per la sola isola di Malta.

E i nostri giudici sono anche tra i pochi in Europa a non essere tenuti a svolgere corsi di formazione, specializzazione e aggiornamento nel corso della loro attività.

Come noi solo in Ungheria, Lituania, Austria, Portogallo, Slovacchia e Serbia.

Tutto questo, nonostante, in Italia si spendano per la giustizia cifre sostanzialmente in linea con quelle investite nella maggior parte dell’Unione Europea.

Segno evidente che sprechi ed inefficienze non mancano.

Terzi e, quindi, sul podio anche in termini di numero di avvocati in rapporto alla popolazione.

In Italia ce ne sono 350 per ogni 100 mila abitanti. Più di noi, di misura, solo in Grecia e Lussemburgo.

Uno dei numeri che desta più preoccupazioni è, tuttavia, quello del rating relativo alla percezione dell’indipendenza della giustizia nei Paesi dell’Unione Europea.

Male, anzi, malissimo il nostro Paese.

Siamo sul fondo della classifica seguiti solo da Paesi come la Repubblica Ceca, la Lituania, la Grecia o la Romania.

Siamo 68esimi al mondo in una classifica di 144 Paesi mentre, solo per dare alcuni riferimenti, tra i nostri partner europei ce ne sono molti addirittura tra i primi dieci: Finlandia, Germania, Olanda e Svezia, ad esempio.

Se è vero, come ha ricordato Viviane Reding, vice presidente della Commissione Europea nel presentare i risultati della ricerca, che la qualità, l’indipendenza e l’efficienza della giustizia giocano un ruolo essenziale nel restituire fiducia nella crescita e nello sviluppo dell’Unione, bisognerà correre ai ripari e porre, almeno per una volta, l’emergenza giustizia in cima alla lista delle priorità da affrontare e risolvere non appena – c’è da augurarsi presto – avremo, di nuovo, un Governo nel pieno delle sue funzioni.