Quasi il quaranta per cento: la Bank of Cyprus ha fissato al 37,5% il prelievo forzoso sui suoi conti oltre i 100mila euro. Nello stesso giorno in cui la Banca centrale del Paese ha revocato le restrizioni sui pagamenti con carte di credito con un nuovo decreto sui controlli dei capitali, la Banca di Cipro ha stabilito così l’entità del prelievo forzoso dei suoi conti correnti. E tutto ciò dopo che la Banca centrale ha reso noto che le drastiche misure adottate per limitare i movimenti di capitale all’interno dell’isola e verso l’estero verranno riesaminate giorno per giorno allo scopo di “aggiustarle” o “alleggerirle”.

La notizia arriva all’indomani della riapertura, dopo 12 giorni di chiusura continuata, delle banche sull’isola. Gli istituti di credito sono comunque soggetti a rigide restrizioni – e lo saranno probabilmente per almeno un mese – per quanto riguarda i movimenti di denaro, così da evitare una ulteriore fuga di capitali in seguito al piano di salvataggio concordato da Nicosia con l’Eurogruppo e che prevede appunto un pesante prelievo sui depositi di oltre 100mila euro. La riapertura degli sportelli è avvenuta senza incidenti e i prelievi di contante sono limitati a 300 euro al giorno a persona, così come i trasferimenti all’estero che, però, non possono oltrepassare i 5.000 euro al mese e chi deve lasciare il Paese non può portare con sé oltre 1.000 euro in contanti.

Il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, in una conferenza stampa, ha ribadito che l’isola non ha intenzione di uscire dall’euro. “La crisi è stata contenuta – ha detto spiegato – Non abbiamo nessuna intenzione di lasciare l’euro”. E ha concluso: “Non giocheremo con il futuro del nostro Paese”.

Nel frattempo il ministro del Lavoro di Cipro, Charis Georgiades, ha fatto sapere che le autorità presenteranno all’Eurogruppo, entro il prossimo 4 aprile, il piano di tagli e risparmi elaborato in conformità con quanto definito con i creditori internazionali. Solo dopo la presentazione di questo piano – che dovrebbe includere privatizzazioni, tagli a pensioni e a retribuzioni di dipendenti pubblici – potrà scattare il varo degli aiuti che dovranno però essere approvati da parte dei parlamenti della zona euro.