Ha ucciso a colpi di arma da fuoco due impiegate della Regione Umbria urlando: “Mi avete rovinato” e poi si è tolto la vita. E’ successo a Perugia dove, secondo una prima ricostruzione, un uomo è entrato lasciando i documenti all’ingresso ed è salito al quarto piano dell’edificio della Regione sparando alcuni colpi di pistola in aria. Tra il panico dei presenti, è poi entrato in uno degli uffici e in rapida successione ha fatto fuoco contro due impiegate, Margherita Peccati e Daniela Crispolti. Successivamente è uscito da quella stanza ed è entrato in un’altra, ha puntato la pistola contro se stesso e ha premuto il grilletto

L’autore del gesto è Andrea Zampi, un imprenditore di 40 anni cui la Regione non avrebbe confermato l’accreditamento della sua piccola impresa di formazione bloccando di fatto un finanziamento di circa 100mila euro a suo favore, anche se i vertici regionali smentiscono l’esistenza di una pratica legata alla sua azienda. L’imprenditore aveva anche dei problemi psichici per i quali ultimamente era stato ricoverato in ospedale.

L’omicida ha usato la sua pistola Beretta nove per 21 semiautomatica regolarmente denunciata. I colpi esplosi sarebbero una decina, alcuni si sono conficcati nelle pareti di una sala riunioni, del corridoio e della stanza in cui Zampa si è suicidato. Secondo alcune indiscrezioni l’uomo ha gettato dei fogli scritti al computer sulla scrivania delle due impiegate prima di cominciare a sparare, ma non è ancora chiaro a cosa fossero relativi.

Sul posto si trovano gli investigatori della questura e del comando provinciale dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Massimo Casucci, con i medici legali Anna Maria Verdelli e Laura Paglicci Reattelli. E’ presente anche il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, mentre la presidente della Regione Catiuscia Marini, appresa la notizia, ha lasciato la direzione del Pd a Roma per recarsi nel capoluogo umbro. E’ proprio lei a escludere che ci fosse una pratica in corso legata all’azienda di Zampi: “Le due dipendenti si occupavano esclusivamente di accreditamento e l’uomo aveva chiesto un riferimento all’ufficio accreditamento delle agenzie formative. Non era in corso nessuna pratica e nessun provvedimento di questo ente connesso a contributi pubblici o alla richiesta di alcune risposte”.

Le due donne erano impiegate all’ufficio assistenza sociale e sanità del palazzo della Regione, a ridosso della stazione ferroviaria di Fontivegge. Una delle due era precaria e insieme all’altra collega vittima dell’omicidio, prossima alla pensione, lavorava al quarto piano dove si trovano anche gli uffici del settore formazione. Un altro dipendente, testimone dell’accaduto, ha raccontato che Zampa, “dopo aver aperto il fuoco contro le due donne, è uscito dalla stanza e ha continuato a sparare colpi nel corridoio urlando: ‘Mi avete rovinato la vita, non resta che uccidermì'”.

Il Comune ha deciso di proclamare il lutto cittadino. “A seguito dei drammatici fatti avvenuti nella sede della Regione Umbria, in via del Broletto – si legge in una nota – il Comune di Perugia ha deciso di annullare tutte le manifestazioni pubbliche in programma per oggi e proclamare il lutto cittadino”.

A dicembre Zampi aveva rilasciato un‘intervista agli studenti della scuola di giornalismo Rai di Perugia per un’inchiesta su corsi di formazione e finanziamenti dicendo ”sono finito”. L’imprenditore aveva manifestato la sua preoccupazione per una burocrazia che aveva sospeso i fondi già stanziati per lui: “Mi mancavano tre cartellini, libretto di fumo, macchine in movimento, una cavolata; mi hanno tolto un accreditamento e di conseguenza i 160mila euro di finanziamento approvato”. “Potremmo dire: è stata una bella botta” replicava l’intervistatore. “No, io sono finito” aggiungeva Zampi.