Nel solo mese di gennaio del 2013 abbiamo rischiato di dare circa 35 milioni di euro alle mafie. Dico rischiato perché, grazie al sequestro, le corrispondenti sostanze stupefacenti non sono state vendute. Lo dicono i dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno che diffonde ogni mese i numeri dei sequestri di stupefacenti, e se si fanno i calcoli sul costo minimo delle varie sostanze, ecco trovati i numeri della droga.

Ma se questo è il numero delle sostanze sequestrate, quante invece ne sono state comprate? Verosimilmente i numeri dei sequestri sono molto più bassi di quelli venduti o non ci sarebbe vantaggio per le organizzazioni criminali di mettere in atto tali traffici. In base a questo ragionamento possiamo affermare che in un solo mese abbiamo regalato alle mafie almeno 35 milioni di euro e chissà quanti di più. E senza prenderci in giro, l’abbiamo fatto noi cittadini e la colpa è solo nostra. Non ci sono costrizioni, non ci sono minacce. Se non in rarissimi casi, nessuno ti obbliga a drogarti, sei tu che decidi di farlo.

Se sono stati sequestrati 2.222,776 kg di sostanze stupefacenti, nel solo mese di gennaio, è perché c’erano cittadini onesti (?) che erano disposti a comprarli. Al di là dei giusti ragionamenti sul legalizzare o meno le droghe, con la legge, attuale, il primo discorso da fare è che finché continuiamo a prenderci in giro e comprare queste sostanze, non possiamo dirci incolumi da una collusione con chi poi questi soldi li utilizza per comprarsi le armi, fare strozzinaggio, inquinare l’economia.

Quando parlo agli studenti faccio sempre l’esempio del compagno di scuola che all’intervallo ci passa il grammo di marijuana per farci la nostra canna il sabato sera. A 16 anni forse sei scusato nel non pensare che quei grammi di marijuana il tuo compagno non li ha presi dalla piantina che ha curato seminandola in casa, ma arrivano da un giro molto più grosso che risale fino al traffico internazionale degli stupefacenti.
Come ripete spesso Nando Dalla Chiesa “la forza della mafia sta fuori dalla mafia”. Guardiamoci in faccia e diciamocelo apertamente: molto spesso siamo noi con i nostri comportamenti a finanziare le mafie. A 16 anni sei scusato. Una volta che lo sai, non lo sei più.