Un aspetto positivo della discesa in campo di Ingroia e Grasso verte sul fatto che nella campagna elettorale si parlerà, inevitabilmente, di mafie, corruzione ed economia illegale: se ne parlerà con promesse roboanti, accuse infamanti, slogan edificanti. Mancherà, alle parole, la sostanza che unisce idealmente il dire al fare.

E sì che la strada maestra la tracciò La Torre trenta anni or sono, intuendo che non solo la galera ma soprattutto i patrimoni rappresentano il punto debole delle culture per male tra cui quelle mafiose.

Lo sanno perfettamente anche i nostri futuri governanti, eppure, l’unica proposta seria che rappresenterebbe un vero cambio di marcia nei confronti delle mafie non viene mai pronunciata: legalizzazione delle droghe. I profitti da sostanze stupefacenti rappresentano, ancora oggi, oltre la metà degli introiti illegali, investiti poi in seguito in attività legali.

Perché nessuno ne parla? Perché non si avvia una seria discussione su questo? Perché, infine, si preferiscono correttivi legislativi che la giustizia sfasciata italiana non riuscirà mai a mettere in pratica?

Mi piacerebbe domandarlo a Grasso o a Ingroia o a Dambuoso giusto per citare tre magistrati che un domani discetteranno politicamente di lotta alla criminalità organizzata.

Ho la certezza, invece, che nessuno dei tre ne parlerà, né ne accennerà, in Italia come in Europa.

Temo sempre più una verità non pronunciabile: all’economia illegale delle mafie (e quindi della droga), non possiamo rinunciare: troppi punti di Pil, troppa redistribuzione di reddito, troppi posti di lavoro, troppa crisi se la combattessimo realmente.

Non riesco, dopo tanti anni, a trovare altre motivazioni che possano, all’alba del 2013, giustificare se non la realizzazione, almeno un dibattito serio sulla legalizzazione. Perché diventi oggetto di interesse anche in Europa, posto che la partita in gioco è globale.

E invece nulla:  preferiamo discettare di fedine penali pulite, sospetti rocamboleschi, primati antimafia come se fedine, sospetti e primati di loro fossero sufficienti a debellare questo fenomeno.