“Per tornare da Parigi oggi servono 650 euro”, “Noi dirottati a 20 minuti dall’atterraggio”: l’odissea dei passeggeri all’aeroporto di Catania, chiuso per l’eruzione dell’Etna
“Il volo sarebbe dovuto partire alle 16:05, ma alle 15:30 abbiamo scoperto che non sarebbe partito. A quel punto è partita la caccia disperata a un altro biglietto, ma i prezzi sono inaccessibili. Oggi per la tratta Parigi–Palermo servono almeno 650 euro“. A parlare è Joel, cittadino italiano che vive a Parigi per lavoro e oggi, 12 agosto, sarebbe dovuto tornare dai familiari in Sicilia con un volo da Parigi Orly a Catania con Transavia. Il suo volo è stato cancellato visto il perdurarsi dell’intensa attività eruttiva dell’Etna che ha bloccato l’aeroporto dalla sera del 9 agosto fino almeno a domani, 13 agosto, alle ore 16.
La testimonianza di Joel è solo una delle migliaia di persone che continuano a vivere disagi tra voli cancellati, altri dirottati tra Lamezia Terme, Palermo, Catania e Comiso. E le uniche alternative sono a prezzi folli. “Siamo alla ricerca di qualche soluzione, ma siamo ancora in aeroporto, non abbiamo info dettagliate perché c’è anche scarsa comunicazione tra loro. Oggi ci è impossibile tornare: 650 euro per accaparrarsi l’unica alternativa è una follia“, spiega Joel, che conclude: “Mi conviene andare in treno da Parigi a Milano, poi spostarmi in aeroporto e prendere un Milano-Palermo”.
Curiosa è anche la testimonianza di Giuseppe e Grazia, una coppia che da Milano Malpensa – oggi, 12 agosto – tornerà in Sicilia con volo Ryanair delle 21:50, ma non atterrerà a Catania. “Ci hanno comunicato ieri il dirottamento del nostro volo a Palermo, ma non abbiamo nessuna notizia su un’eventuale navetta che ci porterà da Palermo a Catania, quindi nell’attesa abbiamo comprato i biglietti di un treno che partirà alle 5:50 del mattino con due cambi“.
La compagnia aerea garantisce il trasporto dall’aeroporto della destinazione finale fino a Catania, ma la coppia ha spiegato: “Non abbiamo nessuna notizia per quanto riguarda la navetta. Proveremo a capire non appena arriveremo al gate, così abbiamo preso un treno che partirà alle 5:50 con due cambi per tornare a casa almeno l’indomani mattina“. È infatti partito l’assalto a treni, autobus e qualsiasi mezzo di collegamento tra Palermo e Catania a qualsiasi ora del giorno e della notte, con tutti i bus di oggi già soldout e treni con pochi posti rimasti. Chiunque, in un modo o nell’altro, vuole esser certo di arrivare a destinazione.
Tra le storie più curiose c’è quella di Jacques e Manon, turisti francesi – in Sicilia per una vacanza – che oggi dovevano far ritorno a Parigi. Arrivati all’aeroporto di Catania, la conferma di ciò che sospettavano: volo cancellato. Anche in questo caso nessuna alternativa. O meglio, una che è simile a una follia. “Abbiamo deciso di prendere un autobus che da Catania ci porta a Pozzallo“, spiegano i due in francese. “Poi con un catamarano andremo a Malta, dormiamo lì una notte e domani torneremo in Francia“. Oltre al danno, la beffa, considerando che i due turisti dovranno anche pagare una notte in hotel a Malta.
C’è chi a Catania nei giorni scorsi è arrivato prima della chiusura totale, ma con non pochi disagi e ritardi. Come Rocco e Giorgia, che da Firenze – l’8 agosto – con un volo Volotea sono arrivati a destinazione dopo una giornata caotica. “Inizialmente sembrava tutto regolare, sull’app della compagnia la destinazione era comunque Catania e non era segnalato alcun ritardo. Arrivati in aeroporto, leggiamo sugli schermi che il volo è stato dirottato a Palermo. Ai banchi check–in ci spiegano tutto, ma ci lasciano in attesa dalle 16 alle 19:30 senza alcuna comunicazione, nonostante il volo fosse previsto per le 18:05. Attendiamo per diverso tempo davanti al gate e nel frattempo sul monitor appare l’aeroporto di Trapani come nuova destinazione“, spiega Rocco.
Il motivo? “L’aeroporto di Palermo era saturo a causa del dirottamento di altri voli nel corso della giornata e quindi saremmo arrivati a Trapani, con la stessa navetta che ci avrebbe portati da Palermo a Catania che avrebbe fatto lo stesso ma da Trapani“, continua il ragazzo in questione. “Ma ci hanno spiegato che tantissime persone sono rimaste anche 3 ore ad attendere il bus navetta in aeroporto. Dopodiché ci imbarchiamo, partiamo e mentre siamo in volo – a 20 minuti dall’atterraggio – ci comunicano che saremmo atterrati a Catania. Terzo cambio in meno di due ore. Ciò ha creato qualche disagio perché in tanti nel frattempo si erano anche organizzati con familiari e amici per la nuova destinazione e hanno dovuto attendere fino a due ore in aeroporto“.
Storia simile anche per Angela, che con un volo Aeroitalia da Roma a Catania, ha avuto comunicazione di un dirottamento a Comiso poco prima della partenza, salvo poi arrivare a Catania: “Ho detto ai miei genitori che sarei arrivata a Comiso, così sono partiti con destinazione Comiso e attendevano lì il mio arrivo. Mentre eravamo in volo ci hanno però comunicato che saremmo atterrati a Catania“. Angela, Rocco e Giorgia – con qualche disagio – sono riusciti ad arrivare a destinazione. Migliaia e migliaia di persone no. E c’è anche chi – come Joel – non ha nessuna alternativa. O meglio, qualcuna l’avrebbe, alla “modesta” cifra di 650 euro a persona. Oppure andare a Pozzallo e poi a Malta con un catamarano.