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La profezia di Calenda: “In autunno Putin attaccherà la Nato. È la sua unica soluzione per sopravvivere alla guerra”

Il leader di Azione pronostica che il presidente russo "testerà la tenuta" dell'alleanza atlantica colpendo dei suoi Paesi: "Il mondo sarà più pericoloso, serve un governo 'vecchia maniera'"
La profezia di Calenda: “In autunno Putin attaccherà la Nato. È la sua unica soluzione per sopravvivere alla guerra”
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Vladimir Putin attaccherà la Nato e lo farà in autunno. La profezia non viene da un esperto militare o da una talpa del Cremlino, ma da Carlo Calenda, che lo assicura in un’intervista alla Stampa: “In autunno la Russia testerà la tenuta della Nato con un attacco a uno dei suoi Paesi. Ci siamo già andati vicino con il drone che ha violato l’aeroporto di Lipsia. Per Putin è l’unica soluzione di sopravvivenza alla guerra”, garantisce il leader di Azione. Approfittandone per rilanciare il suo obiettivo politico, la creazione di un esecutivo di larghe intese in cui il suo partitino possa avere un ruolo decisivo: dopo le elezioni, pronostica, “nascerà un governo alla vecchia maniera, per paradosso qualcosa di più serio di quel che si vede oggi. Ad esempio non potrà promettere stupidaggini come l’abolizione delle accise. Ci sarà il solito cazzeggio in campagna elettorale, poi si inizierà a parlare di cose serie. E ce ne sarà bisogno perché per allora il mondo sarà un posto più pericoloso di oggi“, avverte.

Calenda è convinto che si voterà “ad aprile, per una ragione molto semplice: Meloni non può permettersi di farlo dopo le Comunali (previste nell’autunno 2027, ndr), dalle quali uscirà sconfitta”. La legge elettorale in via di approvazione, pronostica, “produrrà un pastrocchio, un tipico caso di incomprensibile testardaggine della premier. Il premio al 42% è ridicolo, soprattutto sei dici a priori che non ti alleerai con Vannacci”. Per questo l’ex ministro si dice “certo” che il voto finirà in “pareggio”, e si immagina già kingmaker del futuro governo, che sogna guidato dal Commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni. “Dialogherò con tutti gli europeisti. Oggi – almeno sulla carta – i miei interlocutori naturali sono il Pd, che dopo il pareggio non avrà più Schlein come segretario, e Forza Italia, quando non è schiacciata sulla linea di Tajani e le stupidaggini di Meloni”. Sempre che Putin non li stermini tutti.

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