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Germania: “Sorpresi dal clamore per l’espulsione dei Dublinanti verso l’Italia. Fa parte dell’accordo con Roma”

"Nell’autunno 2025 - spiegano dal Ministero dell'Interno tedesco - abbiamo chiuso accordi bilaterali con Italia e Grecia, stabilendo che le norme di Dublino sarebbero state nuovamente applicate dall’entrata in vigore del sistema europeo comune di asilo, a giugno 2026. E questo significa che le espulsioni di Dublino saranno eseguite anche verso l’Italia"
Germania: “Sorpresi dal clamore per l’espulsione dei Dublinanti verso l’Italia. Fa parte dell’accordo con Roma”
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La decisione della Germania di iniziare a rispedire in Italia i Dublinanti, richiedenti asilo che però hanno varcato i confini entrando nel Paese centroeuropeo, ha scatenato le critiche nei confronti del governo di Roma per la linea dura tenuta con la Spagna. Quella di Berlino è stata letta, oltre che come una mossa propagandistica in vista delle elezioni in Sassonia di settembre, come una ritorsione per la totale mancanza di solidarietà mostrata dall’esecutivo Meloni nei confronti della Spagna dopo i fatti di Ceuta. Ma il portavoce del Ministero dell’Interno torna sulla questione dicendo che nel governo sono “un po’ sorpresi dall’agitazione sulla questione e dalle divergenze” con Roma, “e questo perché Germania e Italia già da tempo collaborano bene sulla questione migratoria e sulla implementazione del sistema di asilo comune. Nell’autunno 2025 abbiamo chiuso accordi bilaterali con Italia e Grecia, stabilendo che le norme di Dublino sarebbero state nuovamente applicate dall’entrata in vigore del sistema europeo comune di asilo, a giugno 2026. E questo significa che le espulsioni di Dublino saranno eseguite anche verso l’Italia”, ha aggiunto spiegando che “al momento si tratta principalmente dei casi successivi all’entrata in vigore” del nuovo Patto Ue.

Chi si è schierato fin dall’inizio al fianco dell’Italia dopo la decisione di sospendere Schengen e ripristinare i controlli in porti e aeroporti con la Spagna è la Danimarca. Già lunedì la premier di Copenaghen, Mette Frederiksen, aveva manifestato la propria vicinanza al governo Meloni firmando un comunicato congiunto tra i due Paesi in cui si chiedono interventi rapidi e severi da parte dell’Europa per far fronte a quella che considerano un’emergenza migratoria. Nel testo le due leader sono arrivate a collegare l’immigrazione a una serie di reati violenti registrati negli Stati europei. Così, la capa del governo danese torna sulla questione e si dice pronta a prendere gli stessi provvedimenti dell’Italia in caso di nuovi arrivi di massa: il Paese, ha detto Frederiksen intervenendo al Folketing, il Parlamento di Copenaghen, nel corso del dibattito urgente convocato sulla situazione a Ceuta, è pronto a rafforzare i controlli alle frontiere e, “in ultima istanza”, anche a chiuderle completamente nel caso di una nuova ondata. “Una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l’Europa”, ha aggiunto definendo “inquietanti” le immagini provenienti dall’exclave spagnola.

Una posizione che sembra ricalcare quella del governo italiano, anche se, come l’Italia, anche la Danimarca non confina con la Spagna, bensì solo con Germania e Svezia, e i migranti arrivati nei fazzoletti di terra spagnola in Nord Africa dovrebbero comunque sottoporsi a controlli nei porti e negli aeroporti spagnoli per poter accedere all’area Schengen che, appunto, non comprende queste due exclave. “Continuiamo a monitorare la situazione con estrema attenzione”, ha comunque assicurato la prima ministra che non esiterà “nemmeno per un secondo” ad adottare “le misure necessarie” qualora si registrassero movimenti di migranti attraverso l’Europa: “Potrebbe trattarsi di estendere i controlli di frontiera che abbiamo già oggi. In ultima istanza, di chiudere completamente la frontiera, in modo che la polizia controlli tutti coloro che entrano in Danimarca”. La polizia danese, ha spiegato, dispone già di piani di emergenza per uno scenario di questo tipo e, secondo il Ministero della Giustizia, i controlli potrebbero essere intensificati “con poche ore di preavviso”.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato dai giornalisti a margine delle commemorazioni dell’anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, ha dichiarato di non essersi ancora confrontato con l’omologo spagnolo José Manuel Albares, ma ha voluto ribadire che “la nostra non è una decisione contro la Spagna, non abbiamo fatto nessuna ritorsione, abbiamo soltanto cercato di tutelare l’interesse nazionale e la sicurezza nazionale e dell’Europa di fronte a un’emergenza che non si era mai vista prima”.

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