Un violento nubifragio con pioggia e grandine si è abbattuto su Catania. Centinaia sono state le telefonate giunte al centralino dei vigili del fuoco intervenuti per soccorrere automobilisti rimasti in panne e bloccati nelle loro auto nel quartiere di San Giovanni Galermo e nei paesi della cintura dell’Etna, tra Mascalucia e Gravina di Catania. Un fiume d’acqua si è riversato in via Etnea, la strada che taglia in due la città. Il comune ha attivato il sistema di Protezione civile, ma sottolinea di “non avere ricevuto alcuna segnalazione di allerta meteo” sull’evento. 

Nelle prime ore si era sparsa la voce di un possibile disperso in seguito al ritrovamento di uno stivale e di un portafogli contenente un codice fiscale nelle vicinanze di piazza Duomo. Fortunatamente si trattava di un falso allarme: l’uomo, un pastore, era nella sua casa in campagna ad accudire le pecore. Un anno fa aveva denunciato la scomparsa dei documenti. Un altro uomo che inizialmente si temeva disperso nella zona industriale della città è stato recuperato da pompieri e condotto in ospedale con fratture multiple. Si tratta di un tecnico manutentore tratto in salvo dai sommozzatori e condotto in ospedale per numerosi traumi. Era precipitato in una buca profonda otto metri, tra una cella frigorifera in cui stava operando e il muro perimetrale dell’azienda.

I vigili del fuoco sono intervenuti anche nel quartiere di San Nullo dove alcune persone si sono arrampicate sui tetti per evitare di essere trascinati dalla pioggia. A causa delle difficili condizioni meteorologiche, l’aeroporto della città etnea è stato temporaneamente chiuso. Quattro voli che dovevano atterrare nello scalo di Fontanarossa sono stati dirottati al Falcone-Borsellino di Palermo. Lo scalo è poi stato successivamente riaperto e le operazioni stanno tornando alla normalità.

Intanto montano le polemiche per il mancato avviso di criticità. E’ il Comune che lancia l’accusa: “Alla Protezione civile comunale non era giunto dagli organi competenti della Protezione civile nazionale e regionale alcun bollettino di allerta meteo”. L’ex governatore Raffaele Lombardo attacca il suo successore Rosario Crocetta: “Fa paura il silenzio della Regione su questa vicenda. Sembra non sia stato diramato alcun allarme dalla Protezione civile e il presidente Crocetta continua la sua campagna elettorale come niente fosse”.

Respinge le accuse la Protezione civile nazionale: il centro funzionale centrale del dipartimento della Protezione civile (“che sostituisce quello della Regione siciliana, inadempiente dal 2004”), ieri ha emesso un bollettino di criticità per le zone della Sicilia orientale. Il dipartimento chiede, piuttosto, se l’amministrazione di Catania “sia dotata di un piano aggiornato, e magari esercitato, di protezione civile”. La Sicilia, infatti, è “l’unica Regione a non avere ancora risposto alla richiesta di conoscere quanti e quali comuni sono provvisti di un piano di emergenza”. Quindi la bacchettata finale: “Prima di rifugiarsi nel ricorrente scaricabarile sarebbe utile che chi è autorità di protezione civile conoscesse il sistema e lo mettesse a regime”.