Tempi duri per chi ha il girovita un po’ troppo ampio. Un Council, cioè un Comune del Regno Unito, ha proposto – e si appresta a mettere al voto il disegno di legge locale – di ridurre o addirittura abolire gli aiuti pubblici a tutti gli obesi che non faranno qualcosa per dimagrire. Niente più assegni di integrazione all’affitto, sussidi di disoccupazione o cure mediche gratis per chi, affetto dalla “malattia del secolo”, si rifiuterà, su prescrizione del medico curante, di andare in palestra, in piscina e di mangiare di meno e in modo più salutare.

La proposta, che potrebbe quasi sembrare uno scherzo, è arrivata dal Council di Westminster ed è contenuta anche in un documento ufficiale della Local Government Information Unit, un ente di raccordo delle vari amministrazioni locali britanniche. Nel Regno Unito, ad aprile, ci sarà un cambiamento da molti definito “epocale” sul fronte della salute pubblica, che passerà dal servizio sanitario nazionale alle amministrazioni locali. Le quali, appunto, si stanno lanciando in questi giorni in proposte e piani di riorganizzazione, come questa sugli obesi che sta facendo discutere il Paese. Il Council di Westminster, conservatore, è stato subito preso di mira dai laburisti e dai commentatori dei quotidiani di sinistra, come il Guardian. Che, in un editoriale, ha scritto: “Questa è una proposta classista e che incita all’odio di classe. È noto che le persone meno abbienti siano, spesso, anche quelle più in sovrappeso, per errate scelte alimentari o per mancanza di risorse economiche in grado di garantire una varietà di cibi più sani. Questo è anche odio per la diversità e per le persone obese e non lo possiamo accettare”.

Ma le malattie legate all’obesità costano al Regno Unito più di 5 miliardi di sterline, e cioè più di 6 miliardi di euro, ogni anno. Diabete di tipo 2, malattie cardiache, malattie al fegato e persino certi tipi di tumore: così, quel 25% di britannici classificati come “obesi”, sostengono ora gli amministratori locali, devono essere messi di fronte alle loro responsabilità. Ma come controllare se un obeso stia veramente seguendo le raccomandazioni del suo medico di famiglia? Il Telegraph scherza e scrive, in un altro editoriale, che “forse centri per l’impiego e uffici pubblici si doteranno di bilance”. Ma la proposta, questa volta seria, che arriva dal Council di Westminster va ancora più in là: dotare gli obesi di tesserine magnetiche, come quelle per la metropolitana di Londra, che registrino quante volte si va in palestra, in piscina, a fare yoga o a giocare a calcetto.

Una lotta a tutto spiano, quindi, contro l’obesità e il grasso in eccesso, perché, oltre agli obesi, dicono ora gli amministratori locali, c’è anche quel 65% di britannici che è comunque in sovrappeso. Nel Paese il cui piatto nazionale è il fish and chips, pesce fritto con le patatine anch’esse inzuppate d’olio, quindi, le amministrazioni locali potrebbero presto mettersi “contro” la maggior parte dei propri cittadini. Colpevoli di aver ceduto troppe volte alle tentazioni della gola, affetti da disturbi ormonali o da disfunzioni, “vittime” di predisposizione genetica o semplicemente troppo pigri per stare dietro ai consigli di un medico e alle imposizioni di un sindaco.