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Scandalo Mandelson, nuove rivelazioni inguaiano il premier Starmer: “Lo nominò ambasciatore prima di aver svolto le verifiche previste”

Il premier britannico risponde in parlamento delle ultime indiscrezioni pubblicate da Sky News. Un documento reso pubblico mostra che la nomina dell'ex ambasciatore a Washington, finito nell'inchiesta sugli Epstein Files, non ha rispettato gli standard di sicurezza solitamente previsti. Ma il leader Labour incolpa il segretario generale del ministero degli Esteri, Olly Robbins
Scandalo Mandelson, nuove rivelazioni inguaiano il premier Starmer: “Lo nominò ambasciatore prima di aver svolto le verifiche previste”
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Keir Starmer non riesce a liberarsi dal caso Mandelson e a poche ore dalla sua nuova apparizione di fronte all’aula di Westminster un’altra indiscrezione lo mette nei guai. Sky News Uk ha visionato un documento, reso pubblico assieme ad altri dall’ufficio di gabinetto su pressione del Parlamento, che racconta del tentativo del Civil Service di convincere il leader laburista a rinviare una possibile nomina “politica” per guidare l’ambasciata britannica a Washington dopo il processo di verifica su criticità e conflitti d’interesse a cui tutti i candidati vengono sottoposti nel Regno Unito per avere accesso a ruoli pubblici di spicco che prevedano l’accesso a documenti e dati sensibili per la sicurezza nazionale. Ma nel caso di Peter Mandelson, l’ex ambasciatore coinvolto nello scandalo degli Epstein Files, il primo ministro decise di procedere ugualmente prima del completamento del processo.

Anche di questo dovrà rispondere Starmer nella sua audizione di fronte alla Camera dei Comuni. Il premier è sotto il tiro delle opposizioni che ne invocano le dimissioni per aver prima ‘forzato’ la nomina del diplomatico, salvo poi rimuoverlo appena sei mesi dopo, ma crescono i malumori pure all’interno del suo stesso partito. Anche perché Starmer dovrà spiegare quanto dichiarato nei mesi scorsi, quando aveva tentato di far passare tutta la vicenda per un “errore“, pur assicurando di aver svolto i controlli e le verifiche previste dall’iter di nomina. Tutto falso, secondo il documento visionato da Sky, e Starmer dovrà spiegare il perché di questa incongruenza. In realtà, ha già tentato di farlo cercando di scaricare le responsabilità sul segretario generale del ministero degli Esteri, Olly Robbins, che è stato per questo sollevato dal proprio incarico la settimana scorsa. Ma adesso dovrà cercare di convincere il Parlamento, impresa assai più ardua, che Robbins avrebbe agito in autonomia evitando d’informare il premier o i ministri dei dubbi sollevati dai servizi.

Una ricostruzione che le opposizioni hanno già bollato come inverosimile, con la leader conservatrice Kemi Badenoch che si è detta pronta a ricorrere a “tutte le opzioni parlamentari disponibili”, dalla mozione di sfiducia alla richiesta di un’inchiesta indipendente, per provare a costringerlo a dimettersi. Il premier, al momento, esclude qualsiasi passo indietro, ma resta da vedere come uscirà da questo confronto col Parlamento. E se lo stesso Robbins non decida di sconfessarlo pubblicamente.

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