Ci sono persone, e credo che Ingroia sia una di queste, che hanno vissuto sulla propria pelle anni complicati in luoghi ancor più complicati. Io li chiamo i “Vivi per caso”. Sono persone semplici che hanno sempre fatto il proprio dovere e con la schiena dritta hanno cercato di contrastare la mafia con tutta la loro determinazione. Per caso sono sfuggiti ad attentati, o sono riusciti ad avere fortuna, o si sono protetti con una diffidenza esasperata verso tutti, o sono stati ben protetti da collaboratori fidati ed instancabili. Essi son oggi i testimoni di un lutto civico del nostro Paese. Immaginatevi per un attimo cosa sarebbe stata l’Italia se avesse potuto contare nel recente passato su un governo con Falcone o Borsellino Ministri di Grazia e Giustizia. Oppure con un Gen.Dalla Chiesa Ministro degli Interni o della Difesa. O con un Pio La Torre Ministro dell’economia, anche solo per una sola legislatura. Ed anche magari, Rostagno ministro dei Beni Culturali.

Immaginatevi un’Italia che solo per pochi anni avesse potuto avere al proprio servizio anche politico, l’enorme patrimonio morale, professionale e culturale di questi nostri veri e propri eroi civici. Pensate se solo per un po’ al governo fosse passato anche solo da sottosegretario un Ambrosoli, o nella commissione vigilanza Rai fosse capitato un Pippo Fava. Che Italia sarebbe stata e che “profumo” avrebbe emanato il nostro Paese in tutto il Mondo. Non avremmo avuto decenni di problemi sulla Giustizia, o di sviluppo disintegrato tra Nord e Sud. Pensateci bene ed immaginate quali leggi avrebbero promosso questi uomini e come avrebbero prosciugato la palude nella quale per decenni ha sguazzato il rapporto mafia politica.

Che Italia ci siamo persi noi è i nostri figli. Che Italia ci hanno negato con l’assassinio vile e le stragi dimostrative. Oggi Ingroia, De Magistris, Di Pietro ed Orlando possono, oltre che ricordarci cosa ci siamo persi, ricostruire un entusiasmo civico che si opponga a piani ed agende preordinate da poteri forti e multinazionali. Io preferisco un’agenda rossa ad altre agende, e credo che Ingroia non sia solo l’ombra scomoda che aleggia da molto sui sonni inquieti di tanta classe politica italiana, ma sia una vera speranza che molti di noi osservano camminare nel futuro con accanto i volti che ricordiamo di Cassara’, di Montana di Livatino di Impastato e delle decine di servitori dell’Italia che hanno pagato con la vita la voglia di un’Italia migliore e profumata di legalità.