Due linee di autobus diverse: una per gli “indigeni” bianchi , l’altra per gli immigrati africani, dovutamente scortati dalla polizia. Sembra l’Alabama degli anni ’60 e invece è semplicemente Trapani nel 2013. Nella città siciliana, infatti, da qualche tempo i cittadini lamentano un problema: gli autobus che collegano il centro della città con la periferia meridionale sono spesso troppo affollati. Questo perché dalle parti della frazione di Salinagrande sorge un centro per richiedenti asilo, uno dei più grandi dell’isola con circa 260 ospiti, soprattutto africani. Logico dunque che i rifugiati ospiti di Salinagrande utilizzino i mezzi pubblici per spostarsi in centro. Solo che in questo modo le linee esistenti non sono sufficienti per servire la popolazione dei quartieri periferici trapanesi. Come risolvere la situazione? Forse aumentando le corse degli autobus? Ma neanche per idea. Piuttosto si potrebbero creare due linee diverse: una per i bianchi e una per i neri.

L’insana proposta è contenuta in un comunicato ufficiale pubblicato sul sito del comune di Trapani e firmato dal consigliere comunale Andrea Vassallo, presidente socialista della sesta commissione per le problematiche del territorio urbano. “Sono state rappresentate al Presidente Saluto (il dirigente dell’azienda municipale dei trasporti, ndr) le numerose lamentele degli abituali viaggiatori indigeni della tratta i quali riferiscono di comportamenti poco civili adottati dagli immigrati che spesso creano ed alimentano all’interno del bus un clima di tensione tale da lasciar presagire, prima o poi, il verificarsi di episodi spiacevoli”, avverte Vassallo nel comunicato ufficiale. Quale soluzione adottare dunque per evitare che si verifichino i non meglio specificati “episodi spiacevoli”? “Opportuno sarebbe, a parere della Commissione – si legge sempre nell’atto pubblicato on line – valutare l’ipotesi di istituire un servizio di trasporto esclusivamente dedicato ad essi”. Ma non solo. Perché, sempre secondo Vassallo, gli autobus che dovrebbero essere utilizzati soltanto dagli immigrati dovrebbero addirittura essere sottoposti “a controllo da parte della polizia, al fine di scongiurare i pericoli di ordine pubblico che potrebbero malauguratamente ingenerarsi”.

“Una proposta , quella della sesta commissione consiliare del comune di Trapani, che farebbe piombare la nostra città direttamente nel Sudafrica dell’apartheid” scrive il blogger Natale Salvo, che ha sollevato il caso. Una proposta davvero estrema, che ha subito provocato le aspre repliche degli altri esponenti politici. “Esprimiamo e rabbia per questa proposta: questo è apartheid!” è il commento di Francesco Bellina, dirigente di Rifondazione Comunista a Trapani. “Evidentemente ai consiglieri proponenti nulla dice la storia di Rosa Parks, che nel 1955, rifiutandosi di cedere il posto sull’autobus ad un bianco, diede vita al famoso ‘boicottaggio degli autobus’ a Montgomery” è invece la replica di Fabio Bongiovanni dell’Udc.

Anche gli altri componenti della commissione presieduta da Vassallo, però, hanno subito preso le distanze dalla proposta del “doppio autobus razziale”. “Non ricordo una proposta del genere, non so se ero presente alla seduta della commissione, ma è ovvio che una cosa del genere non può esistere in nessun posto, soprattutto a Trapani, da sempre aperta e ospitale con gli immigrati” è l’immediata marcia indietro di Francesco Briale, che è addirittura capogruppo in consiglio dei Riformisti, lo stesso partito al quale appartiene Vassallo. Che nel frattempo ha deciso di prendere le distanze dalla sua stessa proposta. “Non sono razzista, se solo mi conoscesse non penserebbe male di me – si giustifica il consigliere autore della proposta – Quello degli autobus è un reale problema della comunità e andava affrontato, ma non certo nel modo estremo in cui è stato espresso nel comunicato stampa. Volevo solo che la polizia s’interessasse ai casi di disordini”. Ma chi ha scritto il comunicato stampa, che proponeva di far precipitare Trapani all’anno zero dell’integrazione? Ma sempre lui ovviamente, il consigliere Vassallo. Che però adesso chiede scusa, promettendo di auto rettificarsi: “Sono inesperto, sono in politica da sei mesi. Volevo dare rilevanza al problema ma ho sbagliato il modo dell’esposizione nel comunicato stampa. Domani manderò una rettifica. Forse era meglio evitare quel passaggio sulle linee di autobus separate per gli immigrati”. Sì, forse era meglio evitarlo. Anzi, sicuramente.