Si prepara un nuovo bando per la vendita della Serravalle. Almeno, questa è la linea della Provincia di Milano sulla cessione dell’82% della società autostradale dopo che l’asta che si è chiusa questa mattina è andata deserta. E l’ente presieduto da Guido Podestà è quello che ha più peso nella partita, dal momento che il capofila dei venditori, Asam, è controllato all’80% dalla Provincia di Milano, mentre il restante 19% è in mano a Monza e Brianza e l’1% ad altre istituzioni locali.

“Il bando ha fatto registrare un alto interesse degli operatori del settore e una concreta partecipazione alla data room. Le presentazioni, anche all’estero, Londra e Parigi, hanno ricevuto forte consenso – ha commentato Podestà – probabilmente i tempi ristretti non hanno consentito ai soggetti interessati di predisporre un’offerta adeguata”. Di qui, la proposta: “Ritengo, quindi, che sarà opportuno, sentiti i responsabili delle altre istituzioni coinvolte, procedere all’avvio di un secondo bando di offerta. Il Consiglio provinciale sarà chiamato a riflettere su tale tema”. 

Bisognerà vedere a quali costi e, soprattutto, a che prezzo. Se, cioè, per invogliare i compratori, si deciderà di abbassare ulteriormente la base dell’asta: quella andata deserta era di 4,45 euro per azione, circa la metà di quanto l’amministrazione provinciale aveva pagato i titoli della Serravalle nel 2005 eppure oggi, nonostante l’interesse dei gruppi Gavio, Gamberale, Toto e Benetton, con gli austriaci di Strabag e il Fondo Strategico italiano alla finestra, non è arrivata nessuna offerta concreta.

Il pallino, in ogni caso, ce l’ha in mano Asam, che detiene il 52,9% della Serravalle ed è capofila del bando per la vendita della partecipazione che include l’autostrada Milano-Genova e le tangenziali del capoluogo lombardo. Voce in capitolo ce l’avranno anche altri enti, dal momento che il totale della partecipazione sul mercato somma anche le piccole quote in mano a Comune di Milano, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Como, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Pavia. A caldo, in ogni caso, Asam  aveva fatto sapere che “preso atto dell’esito dell’asta e completate tutte le procedure previste dal bando resta in attesa delle valutazioni e delle successive determinazioni che perverranno dagli azionisti”.

A partire appunto dalla Provincia di Milano, che in questi giorni sta tirando le fila anche del procedimento per il collocamento in Borsa della società che gestisce gli aeroporti milanesi, la Sea. E molto potrebbe appunto dipendere anche dall’andamento della quotazione di Sea nella decisione se proseguire nel percorso di vendita delle azioni Serravalle, che nel 2005 l’amministrazione provinciale, allora guidata da Filippo Penati, pagò 8,83 euro  al gruppo Gavio – lo stesso che oggi viene annoverato tra gli interessati all’acquisto – per arrivare alla maggioranza assoluta della società autostradale.