Il Cavaliere deve essere davvero ancora tanto preoccupato del processo Ruby se i suoi uomini al Senato le stanno provando tutte per cambiare “in nuce” il reato di concussione con una serie di emendamenti mirati al disegno di legge anticorruzione. L’ultima trovata è arrivata quando si stanno per aprire ufficialmente le porte della discussione sugli emendamenti (comincerà martedì mattina), ma è di tale portata da rendere a questo punto inevitabile il ricorso alla fiducia da parte del ministro Severino.

Tra le proposte di modifica, infatti, oltre al già presente emendamento firmato da Francesco Sisto del Pdl che che punta a concretizzare il reato di concussione solo nel caso in cui ci sia il danno patrimoniale, ne è venuto fuori un altro, il 19.24, firmato da Luigi Compagna e Maria Alessandra Gallone (Pdl) che punta a modificare la condotta stessa del reato di concussione. E questo solo grazie al cambio di un avverbio. Probabilmente non se ne sarebbe accorto nessuno, ma tra “illecitamente” e “indebitamente” corre un abisso. E non solo in giurisprudenza.

In sostanza, nella scrittura del testo, la Severino, pur avendo diviso il reato di concussione in due fattispecie, non aveva cambiato il senso del reato proprio per evitare che la modifica potesse incidere sui processi in corso. Che, invece, in caso di cambio sostanziale del reato, in virtù del “favor rei” verrebbero azzerati totalmente.

Così, nel nuovo reato di “induzione indebita a dare o promettere utilità” (nella versione messa a punto dal ministro) si parlava di un pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio che “abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere ‘indebitamente’, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità”. Esattamente la stessa condotta prevista nella norma attualmente in vigore della concussione.

Tradotta sul fronte del processo Ruby, nulla avrebbe cambiato nelle responsabilità del Cavaliere che avrebbe, infatti, fatto valere “indebitamente” la sua autorità con i dirigenti della questura di Milano per far liberare la giovane marocchina. Grazie al secondo emendamento Compagna-Gallone, invece, la parola ”indebitamente” si chiede che venga sostituita con il termine ”illecitamente”. E questa modifica, ad una prima lettura apparentemente ‘innocua’, in realtà provocherebbe due effetti: uno di minore impatto e cioè la condotta dovrebbe diventare senz’altro più “stringente”.

E uno dirompente: se l’emendamento venisse approvato si stravolgerebbe la norma attualmente in vigore e sarebbero “a rischio” i processi in corso. Sempre applicando la modifica al processo Ruby, a quel punto si dovrebbe provare anche che la condotta del Cavaliere è stata “illecita”, anziché “indebita”. E non è una cosa di poco conto, anche se con la rimodulazione del reato, il processo verrebbe totalmente azzerato. Tanto per non farsi mancare nulla, Antonino Caruso (Pdl) ha anche suggellato questo tentativo di nuova legge “ad personam” con un altro emendamento per ridurre la pena per l’abuso d’ufficio: da uno a tre anni (invece che da uno a quattro). Cosa cambia? Non scatta l’arresto.

Insomma, una serie di richieste di modifica che non potranno che risultare indigeribili al ministro Severino. Con il Pd che, a questo punto, premerà in modo sempre più pesante per fare in modo che il governo non abbia altra strada che quella di approvare il testo uscito dalla Camera. E dunque rendendo immediatamente operativa la nuova legge (si parla del passaggio in aula al Senato per il 15 ottobre). In verità, la Severino starebbe mettendo su un maxi-emendamento dove raccogliere alcune piccole modifiche, compresa quella dell’emendamento Anti Batman che pareva essergli piaciuta parecchio, su cui poi mettere la fiducia e consentire una quarta e definitiva lettura alla Camera prima della fine della legislatura. Tutto questo, comunque, verrà deciso entro la fine di questa settimana, dopo la “discussione” degli emendamenti in commissione Giustizia di Palazzo Madama.