I Giochi olimpici per raccontare la Londra olimpica. Le gare, i campioni e i record della XXX edizione della più importante competizione sportiva del mondo incastonati in una realtà che non è quella patinata presentata dagli organizzatori. O almeno non solo. Lo speciale Olimpiadi del fattoquotidiano.it da ieri online è tutto questo. E ha un unico obiettivo: informare il lettore su chi vince cosa, ma anche e soprattutto descrivere e comunicare quale contesto sociale, ambientale ed economico (e le relative trasformazioni) fa da sfondo all’evento sportivo.

Tutti i numeri di Londra 2012
I dati innanzitutto, con tutti i numeri di Londra 2012. I risultati di ogni competizione, le schede degli atleti, quelle degli azzurri, le interviste ai protagonisti e alle leggende italiane, il medagliere completo e il programma giorno per giorno, disciplina per disciplina. Ma non solo. Una sotto-sezione interamente dedicata alla storia e alle storie dei Giochi: le imprese e la cronaca nera (da Settembre Nero, Monaco ’72, fino al mito di Dorando Pietri, Londra 1908), le curiosità e la comunicazione, i boicottaggi e le proteste impossibili da dimenticare.

La mappa interattiva
Da tutte le pagine della sezione, inoltre, sarà possibile accedere a una mappa interattiva della capitale inglese che permette a chi legge di comprendere la geolocalizzazione delle gare e, perché no, ache quale itinerario seguire e a quale fermata della storica metropolitana londinese scendere per raggiungere il luogo delle gare a cui si è interessati.

Le inchieste del Fatto.it
Centrali nell’economia del progetto, infine, le nostre inchieste dall’Inghilterra. Che racconteranno le Olimpiadi non dall’interno degli stadi, ma dalla strada, dai quartieri che hanno dovuto subire gli effetti collaterali di un’organizzazione che ha puntato alla grandeur poco british, ma forse ha dimenticato di tutelare i londinesi. Ma c’è anche dell’altro. La questione economica con costi decuplicati rispetto alle previsioni; il tema della sicurezza sul cui altare il governo nazionale e cittadino ha militarizzato le zone definite ‘sensibili’ (non eliminando però alcune clamorose falle); la speculazione immobiliare che esploderà dopo la fine dei Giochi; l’inaccessibilità del blindatissimo parco olimpico, dove saranno vietate addirittura le biciclette e in cui sarà ammesso solo un sandwich a persona perché lo sponsor (MacDonald’s) non vuole. Dulcis in fundo l’identikit dei grandi finanziatori, ovvero le multinazionali più importanti del pianeta che in nome del profitto non esitano ad inquinare, salvo poi sponsorizzare a suon di milioni di sterline quelli che sono stati presentati come i Giochi più ecocompatibili della storia. O almeno così vogliono far credere.