Monte dei Paschi chiuderà 400 filiali prevendendo un esubero di 4600 lavoratori.  “Il personale di Banca Mps si ridurrà di qui al 2015 di 4.600 unità, per effetto delle cessioni di asset, della razionalizzazione del gruppo, dell’esternalizzazione (outsourcing) delle attività di back office e dei processi di esodo per coloro che hanno maturato il diritto alla pensione”, scrive la banca senese in una nota, dopo aver approvato il nuovo piano industriale 2012-15. Le azioni “saranno realizzate attraverso un percorso socialmente sostenibile, teso ad evitare importanti ricadute sui livelli occupazionali”. Sono previsti tra l’altro la riduzione dell’organico di 100 dirigenti, il 20% del totale e un taglio one-off del 5% della retribuzione per 12 mesi. Il management “sarà fortemente impegnato a diffondere una cultura meritocratica del lavoro, per assicurare il massimo engagement (impegno, ndr) di tutti i dipendenti”. Allo scopo, conclude la banca, “è stata delineata una politica attiva di gestione delle risorse umane e verrà introdotto un nuovo modello di organizzazione del lavoro (denominato Lpo – Lavoro Per Obiettivi) che preveda obiettivi quali-quantitativi e comportamentali diffusi a tutto il personale, accompagnato da sistema premiante trasparente e motivante”.

Il nuovo piano industriale è caratterizzato – secondo la nota diffusa da Montepaschi – da una “discontinuità che porterà un significativo rafforzamento patrimoniale, una politica rigorosa a tutela dell’asset quality, un equilibrio strutturale e nessuna dipendenza dalla Banca Centrale Europea (Eba)”. Sotto il profilo patrimoniale, il Core Tier 1 secondo i criteri dell’Eba al 30 giugno ed il rapporto Common equity Tier 1 secondo Basilea 3 al 2015 è previsto all’8,07% (8,05% nel 2013) attraverso i Tremonti Bond e l’annunciato aumento di capitale fino a 1 miliardo di euro.

Quanto alla liquidità, il piano prevede un rapporto totale impieghi/depositi all’88,4% (110% il rapporto commerciale) nel 2015 con un Nsfr (Net stable funding ratio, rapporto di resistenza strutturale) al 101% già nel 2012. Il piano prevede inoltre un costo del credito di 77 punti base a fine periodo, un rapporto costi/margine di intermediazione al 58,5% ed un risultato operativo netto superiore a 1,3 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuo del 26,2% ed una redditività operativa (rote) al 7%.