“La ricostruzione delFatto quotidiano’ per i diversi aspetti non è accurata, non la si può prendere come oro colato”. Padre Federico Lombardi,  portavoce della sala vaticana, risponde così ai giornalisti che chiedono della bocciatura in arrivo da parte del Moneyval, l’organismo europeo che valuta le misure antiriciclaggio degli stati e che è pronto a criticare fortemente l’azione del Vaticano per adeguarsi alla normativa sulla trasparenza finanziaria, con lo Ior, l’Istituto per le Opere di religione, che rischia di avere note insoddisfacenti, centi (cioè i giudizi “parzialmente conforme” o “non conforme”) per otto delle sedici “raccomandazioni fondamentali” in materia di riciclaggio, e quindi di non poter poi figurare nella “white list’’ dei Paesi virtuosi. “Moneyval è assolutamente contrario a una diffusione del rapporto prima che venga discusso nella sua assemblea e sarebbe grave scorrettezza da parte della Santa Sede diffonderlo”. Chi ha diffuso il “draft” di Moneyval dunque, secondo padre Lombardi, ha “compiuto una grossa scorrettezza nei confronti di Moneyval”.  

Intanto prosegue l’inchiesta interna dei cardinali sul trafugamento di documenti e lettere dalle stanze papali. Tra le 23 persone ascoltate la scorsa settimana dalla commissione cardinalizia istituita dal Papa, Julian Herranz, Salvatore De Giorgi e Jozef  Tomko, c’è anche Paolo Gabriele, il maggiordomo del di Benedetto XVI arrestato e che rimane in stato di custodia cautelare: “il magistrato non ha ancora dato una risposta favorevole alla richiesta” di scarcerazione. Gli “interrogatori formali” della magistratura, “riprenderanno a breve, non sono da considerarsi terminati”. E la stessa “commissione cardinalizia resta libera di muoversi in tutte le direzioni. I cardinali – ha detto – hanno riferito al Papa ma al di fuori di questo incontro non hanno fatto considerazioni di qualunque tipo su mandanti o complici. Tutti siamo in attesa di saperne di più, ma ci sono tempi di attesa necessari” e “non è corretto basarsi su fonti non attendibili per avanzare ipotesi su chi possano essere stati, se ci sono stai, mandanti e complici”. 

‘In una situazione di tensione o agitazione – ha detto ancora padre Lombardi – può diventare più frequente un tipo di informazione non fondata”. Che ci siano in Vaticano “elementi di tensione, noti, questo è poco ma sicuro – ha sottolineato -. Si tratta di dire se sono stati o meno interpretati correttamente”. Alcuni fatti, tensioni, descritti spesso nei termini di lotta di potere andrebbero, per il portavoce, interpretati “senza inserirli necessariamente in contesti pregiudizialmente negativi”. Essendo le “indagini ancora in corso”, ha chiarito padre Lombardi, ed essendo ancora “necessarie riflessione e approfondimento”, non possiamo dare spiegazioni “universali”. Magistrati e commissione, ha aggiunto, “stanno lavorando con meticolosità, lasciate che lo facciano, e quando il Papa avrà detto cosa ne pensa, sarà il tempo per farlo”. Mi sembra, ha rimarcato il gesuita, che “una lettura esplicativa e interpretativa sia prematura, per la fondatezza dei dati e delle argomentazioni” che abbiamo a disposizione in questo momento. 

Come ha affermato il cardinale Tarcisio Bertone nella intervista di oggi a Famiglia cristiana, a volte tra “libertà di stampa e espressione, e libertà personale, di corrispondenza, cioè tutela della privacy, ci sono diritti confliggenti –  continua Lombardi – Se ci sono dei limiti di correttezza, questo – ha detto Lombardi – è un punto degno di approfondimento da parte di tutti, giornalisti compresi”. Il segretario di Stato di Benedetto XVI, nella sua intervista al periodico dei paolini, si chiede tra l’altro se il “diritto alla privacy” garantito dalla Costituzione italiana non valga anche per quanti hanno scritto al Papa.