“Ho chiesto al direttore Vittorio Feltri di scendere in campo” candidandosi alle primarie. Lo annuncia il segretario Pdl Angelino Alfano nel corso di una conferenza stampa in via dell’Umiltà, in cui ha anche indicato il 27 giugno come data della Direzione nazionale chiamata a “rilanciare la proposta politica del partito”.

In un’intervista a Libero, però, il direttore editoriale del Giornale afferma di non aver ricevuto alcuna richiesta e afferma: “Per accettare o rifiutare una candidatura c’è bisogno di ricevere l’offerta”. E oggi ribadisce a La Zanzara di Radio24: “I parlamentari sono degli straccioni. Io guadagno 700 mila euro l’anno, non posso rinunciare all’attuale reddito per andare a prendere quella straccia di indennità parlamentare. Non voglio campare, voglio vivere”. Poi aggiunge: “Non dico no in assoluto alla politica ma prima devo capire di che cosa si tratta, se la proposta mi garba la valuto”. 

Poco dopo, un’ulteriore precisazione all’Ansa: “Stamattina ho sentito Alfano, che mi ha detto: guardi non è vero che lei ci sta sulle scatole come hanno scritto. Non si è parlato di candidature. Ho sentito anche Gasparri, che mi ha detto la stessa cosa di Alfano. Sono telefonate di cortesia che si fanno in questi casi”.

“Le primarie -ha spiegato Alfano- sono una grande competizione aperta a tutti” e l’età di Feltri non è una pregiudiziale negativa: “Quando gioca la Nazionale non è che si chiamano solo quelli dell’Under 21…”. Alfano ha risposto anche sulla candidatura di Daniela Santanchè: “Ci mancherebbe altro. Sono per primarie aperte in cui ciascuno dica la propria”.

Alle primarie, contro lo stesso segretario Alfano, si candida anche un berlusconiano della prima ora, l’ex ministro Giancarlo Galan. Il segretario, ha spiegato in una conferenza stampa, non sarebbe legittimato da “primarie farlocche. Farle così sarebbe stupido e pure ingiusto, anche per lui. Il momento è difficile, al partito serve un autentico confronto di idee”. Tra le motivazioni della sua corsa, Galan annovera quella di “restituire rappresentanza alle posizioni laiche, quelle dei diritti civili, della regolamentazione delle coppie di fatto”.

Il segretario ha attribuito il calo dei consensi, registrato nelle ultime elezioni amministrative e nei sondaggi che danno davanti addirittura i 5 Stelle di Beppe Grillo, al sostegno che il Pdl dà al governo Monti. “Il sostegno al governo Monti ha certamente un peso perché scontiamo l’opposizione significativa dei nostri elettori che sono contrari. Ma c’e’ anche un elemento per cosi’ dire positivo che ci conforta: in tutti i sondaggi emerge che i nostri elettori non hanno aderito ad altri partiti ma rimangono tra gli indecisi e quindi il nostro obiettivo è riconquistare il loro voto attraverso la nostra azione sui temi economici”.