La Lega Nord suona la carica contro l’Imu. Dice di farlo nell’interesse dalle amministrazioni locali e delle famiglie, ma la sensazione è che la leva della rivolta fiscale serva per recuperare il terreno perso con gli scandali delle ultime settimane.

Quando si sentono ancora forti le scosse di assestamento del terremoto che ha sconvolto il Carroccio, Roberto Maroni chiama a raccolta tutti i sindaci, anche quelli che leghisti non sono, invitandoli ad adottare misure contro la nuova imposta municipale introdotta dal governo Monti, sventolando addirittura il rischio di uno scivolone antidemocratico. “La prima casa – ha detto Maroni a Como, durante un incontro elettorale – deve essere esente da tasse, sono altre le cose da colpire, dalle transazioni alle speculazioni”. E poi ha continuato: “Contrasteremo l’Imu in ogni modo, a partire da iniziative che prenderanno i comuni, fino ad arrivare all’obiezione fiscale da parte dei cittadini. A volte serve mandare segnali forti perché se non si reagisce a questa iniziativa, che è contro le autonomie locali, il rischio è che tra poco ci troveremo di nuovo il podestà”.

Un’affermazione forte, che Roberto Maroni ha sottolineato nuovamente: “Io credo che nessuno voglia arrivare a tanto, perché la democrazia è un valore che va salvaguardato sempre e comunque. Queste iniziative del Governo Monti hanno quel sapore lì, del ritorno ad un passato che nessuno vuole possa ritornare”. E dunque, secondo Maroni la battaglia contro l’Imu è da combattere in nome di valore superiore, tanto da volerla allargare a chi non agisce in nome dei lumbard: “In questa battaglia chiediamo anche l’appoggio dei sindaci che non sono della Lega – ha detto – È un’iniziativa a tutela delle autonomie. Ho visto con piacere che anche il sindaco di Cagliari aderisce, è un ragazzo giovane che conosco, e che prima di sentirsi di centrosinistra evidentemente si sente sindaco. Sa che se i sindaci hanno meno soldi possono svolgere meno la loro funzione di sindaci”.

Parlando poi degli scandali che hanno interessato la Lega in queste settimane, Maroni ha detto di comprendere quei leghisti che si sentono demoralizzati e demotivati dalla situazione: “A loro chiedo solo di guardare alla reazione che la Lega ha saputo mettere in campo. Altri mettono la polvere sotto il tappeto, noi stiamo facendo vera pulizia”. Interrogato sulla tenuta dell’alleanza con il Pdl a livello regionale, Roberto Maroni ha confermato la volontà di mantenere l’impegno assunto nel 2010: “Siamo delle persone serie – ha detto -. Dal novembre scorso le cose sono cambiate con il Pdl, ma non sono cambiate le alleanze fatte prima di quella data. Resteremo insieme fino al 2015”. 

Nei giorni scori Umberto Bossi si era detto preoccupato per il contraccolpo elettorale dovuto all’affaire Belsito, Roberto Maroni ha sottolineato come “qualche effetto negativo lo porterà, ma sono anche fiducioso che in questi giorni riusciremo a spiegare quello che è successo e a far capire ai cittadini che la Lega c’è e continua le sue battaglie”.