In un Paese in cui la politica è per lo più mestiere da «navigati» over 50, loro certamente sono un’eccezione: tutti assieme come età media contano ventuno anni e mezzo. E non a caso si definiscono la lista civica candidata alle elezioni amministrative più giovane d’Italia. PrimaVeraMonza, nata un anno fa come associazione e poi scesa in campo alle elezioni per il rinnovo del Comune a Monza, ha la particolarità di essere uno schieramento formato interamente da studenti. Ventuno sono i candidati in lista che aspirano a un posto in Consiglio comunale: la più piccola ha 18 anni, il più grande 24 e anche il loro candidato sindaco, Paolo Piffer, che fa parte della lista civica associata CambiaMonza (età media 30 anni), educatore nel carcere cittadino, ha appena 32 anni.

Pochissimi, considerando gli standard italiani, eppure guai a parlare con loro solo di giovani. «Non ci rivolgiamo per forza ai nostri coetanei, anche se è naturale che capiamo maggiormente le loro esigenze – spiega il referente di PrimaVeraMonza Matteo Raimondi, studente di giurisprudenza – Guardiamo anche ai 50enni delusi dalla politica tradizionale e offriamo risposte serie e concrete». Basta scorrere il loro programma per notare che fanno sul serio e che tra le loro idee ci sono elementi molto innovativi, che guardano alla multimedialità e al rinnovamento. «Taglio agli sprechi, ma non solo a parole, con informatizzazione della macchina pubblica, introduzione di servizi on line e del wireless gratuito per gli studenti in alcuni punti della città – enuncia Paolo Piffer – Abbiamo guardato anche all’esperienza degli altri paesi europei e parlato con esperti, non a caso l’unico adulto con noi è un professore dell’Università Cattolica e possiamo dire che sarebbe fattibile sfruttare le cascate del fiume Lambro che passa a Monza per produrre energia pulita».

Anche le loro iniziative sono decisamente nuove rispetto alle tradizionali campagne elettorali e non prevedono solo comizi, striscioni e «santini». Per sostenere il commercio cittadino in crisi, per esempio, sabato 21 aprile i ragazzi hanno in programma un cash mob: si ritroveranno tutti in centro e si avvieranno in gruppo verso una saracinesca in difficoltà facendo un acquisto simbolico da 5 euro. Tra le loro iniziative c’è anche una corsa provocatoria al terreno della Cascinazza di proprietà di Paolo Berlusconi, che i ragazzi chiedano venga mantenuto a verde e non reso edificabile. Qualche mese fa avevano invece «occupato» (ma con regolare permesso) le aree di sosta facendole rivivere con eventi ludici e culturali, guardando anche in quel caso alle manifestazioni già esistenti all’estero.

E come mai, viene da chiedersi, hanno scelto di lasciare pub e divertimenti per mettersi anima e corpo nella campagna elettorale? «Perché non ne possiamo più dei vecchi della politica che dicono che bisogna lasciare spazio ai giovani e poi non si fanno mai da parte, speriamo che realtà come la nostra nascano in tutta Italia – hanno spiegato sorridendo – Vogliamo cambiare davvero le cose e sentiamo che c’è bisogno di qualcuno che scardini i vecchi meccanismi della politica con idee buone ed entusiasmo. Se gli altri partiti sono la torta della grande distribuzione e i grillini quella della pasticceria, noi siamo la torta fatta in casa dalla nonna».

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