“Se qualcuno pensa di potermi mandare a casa solo per qualche chilo di pesce e cozze pelose si sbaglia: rimarremo qui consapevoli degli errori commessi ma con la determinazione che solo le persone perbene riescono a mettere insieme”. E’ il mezzo mea culpa con il quale il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha risposto a chi ha chiesto le sue dimissioni in relazione ai rapporti suoi e dell’amministrazione comunale con la famiglia di imprenditori baresi De Gennaro coinvolti nell’inchiesta su alcuni appalti realizzati a Bari negli ultimi anni.

Il sindaco ha più volte respinto le accuse di avere favorito nelle scelte dell’amministrazione l’impresa De Gennaro difendendosi anche nel merito delle singole vicende contestate nell’ambito dell’inchiesta. “In questi cinque giorni ho imparato molto di più che negli ultimi anni. mi sono reso conto di avere avuto l’arroganza di un ragazzo. In questi cinque giorni ho capito molte cose e ho raggiunto la maturità di un uomo”.

Emiliano si è scusato, ha detto che non avrebbe dovuto accettare quella “valanga di pesce”, ha dato ragione persino ai giornalisti che lo avevano criticato in passato per i rapporti troppo stretti con i De Gennaro, ma ha respinto punto per punto le accuse di avere favorito l’impresa edile Dec finita al centro dell’inchiesta su alcune opere pubbliche realizzate negli ultimi anni a Bari. Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ammette di aver fatto “l’errore più grosso” quando non ha “tenuto distinta la politica dall’imprenditoria”. Chiarisce subito, però, che “se qualcuno pensa di potermi mandare a casa solo per qualche chilo di pesce e cozze pelose, si sbaglia: rimarremo qui consapevoli degli errori commessi ma con la determinazione che solo le persone perbene riescono a mettere insieme”. Il riferimento al pesce e alle cozze è sui regali che si sono scambiati Emiliano e i De Gennaro.

Il sindaco di Bari ha convocato i giornalisti per parlare dell’inchiesta che il 13 marzo scorso ha portato ai domiciliari i fratelli Daniele e Gerardo De Gennaro (quest’ultimo consigliere regionale del Pd), due professionisti e tre dirigenti comunali e regionali e dalla quale emergerebbe una notevole capacità di condizionamento della famiglia di imprenditori sull’amministrazione. Ma anche per fare ammenda per non avere restituito il famoso omaggio natalizio dei Degennaro: “Il pesce era talmente tanto che lo avevamo messo anche nella vasca da bagno, avrei dovuto riportarglielo e ho sbagliato a non farlo”.

Il primo cittadino del capoluogo pugliese parla da non indagato, ma – ci tiene a precisare – per difendere innanzitutto la sua reputazione e “perchè Bari non può essere rappresentata come la città di un sindaco che si fa comprare con qualche spigola e una bottiglia di champagne”. “Leggere dai giornali quello che succedeva negli uffici comunali – ha detto – mi ha molto impressionato, e mi costringe a dire oggi di avere sbagliato ad avere rapporti troppo stretti con il gruppo imprenditoriale De Gennaro e di avere commesso un errore ancora più grave facendo entrare in giunta la figlia di De Gennaro (Annabella, figlia di Vito, ndr)”.

“Il livello politico dell’amministrazione non è toccato dall’indagine – precisa – i capi di imputazione di cui parliamo fanno riferimento al livello amministrativo del Comune e della Regione più altri soggetti”. Nega di avere mai chiesto posti di lavoro e di avere mai favorito la Dec. Anzi, dice, ha impedito la realizzazione di un megaparcheggio interrato per il quale la “Dec aveva già il contratto in tasca”. “Se avessi voluto favorire questa azienda – ha detto – per quale motivo avrei dovuto mettermi di traverso?”. Cita anche la più grande opera pubblica varata dalla sua amministrazione, un ponte stradale per 30 milioni di euro: la Dec ha partecipato alla gara ma non l’ha vinta. Quando arriva l’inviato di Striscia la notizia che gli offre il provolone “perchè sta bene con il pesce”, Emiliano scherza e ne assaggia un po’. E scherza anche con i giornalisti invitandoli a portarsi a casa i regali ricevuti negli ultimi tempi e che ha messo in mostra su un tavolo nella sala consiliare.

Emiliano ha riferito che il rapporto con i Degennaro non era diretto con lui ma mediato dalla Margherita di cui gli imprenditori facevano parte e che era un partito che sosteneva la sua amministrazione. “Non ci fu alcuna agevolazione nell’aggiudicazione” dei lavori e lo dimostra il fatto che, nello stesso periodo – ha detto – in cui i De Gennaro con la Margherita sostenevano la mia amministrazione, pur avendo io ereditato dalla precedente amministrazione la realizzazione del garage sotterraneo di Corso Cavour il più importante dei tre garage previsti (gli altri due sono stati poi realizzati dalla Dec), mi sono messo di traverso perchè eravamo contrari alla realizzazione di parcheggi in centro”. “Ribadimmo che mai la Dec che pure aveva il contratto in mano – ha aggiunto – avrebbe realizzato il garage di corso Cavour, e la Dec non ha mai chiesto di cantierizzare pur potendolo fare”. “Se avessi voluto favorire questa azienda – ha concluso – per quale motivo avrei dovuto tenere una posizione di questo genere su una cosa fatta dalla precedente amministrazione?”. “E invece – ha sottolineato in conclusione – la gara per la più grande opera pubblica varata dalla mia amministrazione, il ponte stradale dell’Asse Nord Sud, per un valore di 30 milioni di euro, non è stato vinto dalla Dec che ha partecipato al bando, ma non ha vinto”.