“In linea generale corrisponde al vero che l’Asl Napoli 1 è quella più sofferente nei pagamenti, e non da adesso. Ma c’è un ritardo nell’ambito di tutta la Regione”. Gaetano Giancane, assessore al Bilancio della Regione Campania, conferma che la maglia nera assegnata a livello nazionale dalla Cgia di Mestre all’Asl Napoli 1 è meritata. Secondo la graduatoria stilata dall’associazione degli artigiani e delle piccole imprese, impiega 1.676 giorni (quasi cinque anni) per pagare le fatture.

Al secondo posto di questa singolare classifica c’è l’azienda ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, dove i fornitori aspettano fino a 1.414 giorni (quasi quattro anni). Ma non finisce qui: altra due aziende sanitarie campane pagano i fornitori dopo i mille giorni: l’Ospedale Federico II di Napoli (1.321 giorni) e l’Asl di Salerno (1.157 giorni).

Il Direttore generale dell’azienda casertana, Francesco Bottino, si giustifica così: “Si tratta di un problema di cassa che si è particolarmente acuito dal 2008 ad oggi. E l’esposizione debitoria ha impedito un più puntuale assolvimento dei pagamenti nei confronti degli aventi diritto”. In un’altra Asl, quella della provincia di Caserta, tra le più grandi della Campania (classificata al dodicesimo posto su 286 nella lista della Cgia di Mestre), le cose non vanno tanto diversamente. “Da noi – spiega il direttore al Bilancio, Francesco Balivo – i creditori vengono pagati con un ritardo che va dai 12 ai 18 mesi, non di più. I ritardi sono dovuti al deficit accumulato dall’Asl a partire dal 2000 in poi. In sostanza, il deficit strutturale è dovuto essenzialmente al fatto che la quota del fondo sanitario regionale assegnata alla nostra Regione è bassa. Purtroppo nel definire i criteri in ambito nazionale, la Campania è stata penalizzata. Da qui una minor rimessa dal governo centrale. Ma, devo dire francamente, che le Asl hanno avuto anche un po’ il ruolo di ammortizzatore sociale. C’è stato un appesantimento dovuto dalle assunzioni di personale che ha inciso sul bilancio. Per il 2011, intanto, abbiamo pagato i fornitori di beni fino a tutto aprile. I fornitori di servizi sono stati pagati fino al mese di giugno. E per le categorie convenzionate: farmacie, cliniche, laboratori, i pagamenti sono stati effettuati fino a luglio”.

Ma il deficit accumulato dalla Regione Campania non lascia ben sperare per il futuro. “Al 31 dicembre 2009 – spiega l’assessore regionale Giancane – i debiti complessivi nel settore della Sanità erano di 5 miliardi. Nel 2010 sono scesi di poco. Invece nel 2011 c’è stato già un discreto recupero. Nel senso che sono stati effettuati pagamenti ai fornitori per ben 600 milioni. Tutti vecchi debiti. E dunque il divario temporale rispetto ad altre regioni si è un po’ accorciato”. Ma per la Cgia di Mestre i tempi medi dei pagamenti delle Asl in tutta la Regione Campania restano di 771 giorni. Ancora troppo per non avere ricadute negative sui creditori. “Abbiamo difficoltà nel pagare gli stipendi ai dipendenti e ai nostri fornitori – dice Nino Pisani, farmacista di Napoli e creditore dell’Asl n. 1 – tra anticipazioni su fatture o scoperti di conto corrente, o il ricorso alle società di factoring, cerchiamo di fare fronte alla difficoltà. Ma quando i ritardi dei pagamenti cominciano ad essere consistenti i problemi si fanno seri. Le società di factoring si fermano a 10 mesi per le anticipazioni.” Per mesi le cooperative sociali del terzo settore, quelle che assicurano servizi tramite le Asl, hanno protestato nelle forme più disparate per ottenere parte dei crediti vantati. In tanti sono ricorsi anche allo sciopero della fame e della sete per essere pagati. I ritardi alimentano un contenzioso che pesa sul bilancio regionale. Nel 2011, sempre secondo stime della Cgia di Mestre, quasi un fallimento su tre è avvenuto a seguito dei ritardi nei pagamenti.

“Paradossalmente – dice Balivo – in questa situazione Il beneficio maggiore lo ricevono gli avvocati che, in un modo o nell’altro, riescono sempre a trovare percorsi per i quali le spese legali diventano molto consistenti. Il contenzioso diventa una parte importante del nostro debito che ci costringe a pagare interessi rilevanti”. La conferma arriva anche dall’assessore regionale al Bilancio. “Nei cinque miliardi di debiti – spiega Giancane – ci sono accantonamenti per pignoramenti per oltre un miliardo di euro”.

“Le nostre aziende sono tutte in perdita e sono tutte malate – dice il farmacista Nino Pisani – e, purtroppo, non c’è altra medicina se non quella che la Regione ci paghi il dovuto. Altrimenti non ci resta che chiudere”.