”Da domani raddoppierò il mio impegno in Parlamento e nelle istituzioni per rinnovare Italia non mi arrenderò finché non avrò rinnovato l’architettura dello Stato”. Lo dice Silvio Berlusconi in un videomessaggio agli italiani trasmesso dalle reti televisive mentre il suo probabile successore Mario Monti arrivava al Quirinale per ricevere l’incarico dal Presidente della Repuubblica.

“Dobbiamo uniti far fronte insieme alla crisi, è venuto il momento di mettere da parte le faziosità”, ha proseguito. “Dobbiamo realizzare le riforme concordate con l’Europa, nessuno potrà portarci via la nostra sovranità e la nostra autonomia nelle decisioni. Siamo un grande Paese e noi saremo al servizio dell’Italia”. Un Berlusconi apparentemente commosso ha citato le manifestazioni di giubilo e le contestazioni subite ieri sera dopo le dimissioni da capo del governo: “A quanti hanno esultato per quella che definiscono la mia uscita di scena voglio dire che raddoppierò la mia forza in Parlamento. Non mi attendo riconoscimenti, ma non mi arrenderò finché non saremo riusciti a liberare il Paese dalle incrostazioni ideologiche e corporative”. Berlusconi ha sottolineato che “non esiste un’alternativa politica al nostro governo, ma al tempo stesso siamo pronti a favorire gli sforzi del presidente della Repubblica per dare subito al Paese un governo di profilo tecnico. Noi faremo il nostro dovere”.

Sulla genesi delle dimissioni, Berlusconi ha affermato: “Abbiamo messo a punto la legge di stabilità in tempi record. Abbiamo onorato la fiducia che gli elettori ci hanno dato nel 2008. Mi sono dimesso per senso di responsabilità, per senso dello Stato, per evitare un nuovo attacco della speculazione finanziaria. Non sono mai stato sfiduciato, pur contando sulla maggioranza sia alla Camera e al Senato”. Ed è tornato sulle contestazioni: “E’ stato triste vedere che un gesto generoso e responsabile sia stato accolto con fischi e con insulti. Milioni di italiani sanno che abbiamo fatto tutto il possibile per i cittadini. Ringrazio gli italiani per l’affetto che ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi”.

Il presidente del consiglio uscente ha letto alcuni brani della “discesa in campo” del 1994 e ha concluso: “Al credo politico del ’94 non sono mai venuto meno, fu quella una dichiarazione d’amore per l’Italia. La mia discesa in campo ha cambiato il Paese. Quell’amore e quella passione sono immutate”.