Pasqualino Di Leva, l’ex assessore all’Edilizia del Comune di Sesto San Giovanni

La Procura di Monza apre il filone delle coop rosse. Nei prossimi giorni, i pm Walter Mapelli e Franca Macchia, che hanno messo sotto inchiesta il dirigente del Pd Filippo Penati, intendono interrogare Omer Degli Esposti, vicepresidente del Consorzio cooperative costruzioni, indagato per il presunto giro di tangenti sulla riqualificazione delle aree ex Falck e Marelli di Sesto San Giovanni. Secondo l’accusa,le “coop emiliane” avrebbero preteso circa 3,5 milioni di euro dall’imprenditore Giuseppe Pasini per entrare nell’affare immobiliare.

Oltre a Degli Esposti, i magistrati sono intenzionati a convocare il costruttore Luigi Zunino, anche lui indagato, che subentrò a Pasini nella proprietà dell’area Falck.

In mattinata si sono svolti diversi interrogatori. Si è dichiarato totalmente estraneo alle accuse Pasqualino Di Leva, l’ex assessore all’Edilizia del Comune di Sesto San Giovanni finito in carcere per corruzione giovedì scorso nell’inchiesta dei pm di Monza sul presunto giro di tangenti per le aree ex Falck e Marelli. L’architetto Marco Magni, anche lui arrestato per corruzione con Di Leva, davanti al Gip di Monza Anna Magelli, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere.

Secondo le dichiarazioni di Di Leva di fronte ai magistrati, una parte dei 415mila euro che la procura ritiene essere una ‘mazzetta’ incassata dagli imprenditori era in realtà un anticipo di liquidazione che l’Enel, per la quale lavorava gli aveva corrisposto come “incentivo all’esodo”. Di Leva ha spiegato di avere incassato dall’Enel circa 140 mila euro. Stando invece alla ricostruzione della Procura, che ha chiesto e ottenuto il suo arresto nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti relative alle aree Falck e Marelli, quei 415mila euro confluiti da marzo a dicembre 2008 sul conto corrente intestato a Di Leva e alla moglie “non trovano riscontro in altri negozi giuridici in grado di giustificare la provenienza di tale denaro, né in trasferimenti intergenerazionali di ricchezza”.

L’avvocato Giuseppe Vella, legale di Di Leva, ha precisato che l’ex assessore, nel difendersi durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, ha prodotto tutta una serie di documenti che dimostrerebbero la sua “estraneità alle accuse”. Il difensore ha chiesto che il gip rimetta in libertà Di Leva o che, almeno, gli siano concessi gli arresti domiciliari. Il legale di Magni, Luigi Peronetti, ha reso noto che l’architetto davanti al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere perché alla difesa non sono ancora state fornite tutte le carte depositate nell’inchiesta. Magni, però, ha reso delle dichiarazioni spontanee davanti al giudice. Anche il suo legale ha chiesto per lui remissione in libertà o domiciliari: “Non sussistono le esigenze cautelari perché dal 20 luglio, giorno in cui è stato perquisito, al momento dell’arresto, poteva inquinare le prove e non lo ha fatto”.

Intanto, in procura a Monza i pm Walter Mapelli e Franca Macchia hanno ascoltato Nicoletta Sostaro, che all’epoca dei fatti era responsabile dello sportello unico dell’edilizia del comune di Sesto. La donna ha parlato di una mazzetta da cinquemila euro incassata dall’imprenditore Piero Di Caterina, ma subito restituita. A rivelare la tangente era stato lo stesso Di Caterina, che aveva raccontato ai pm di avere versato la somma di denaro “per riequilibrare la sua posizione allo sportello unico delle attività produttive dove i suoi architetti Barile e Corengia avevano difficile accesso, mentre Magni, Pizzuti e Fiscella avevano un accesso privilegiato”. La Sostaro ha ammesso di avere intascato i cinquemila euro, ma ha spiegato di averli ridati subito indietro, negando, inoltre, di aver ricevuto soldi per garantire una corsia preferenziale a Di Caterina. Ha poi detto che non aveva significati particolari una cena che si svolse in un ristorante milanese nel 2005, in un periodo in cui venivano prese decisioni nevralgiche sull’area Falck, alla quale parteciparono, tra gli altri, lei e il costruttore Luigi Zunino. La donna verrà interrogata nuovamente nei prossimi giorni per chiarire il contenuto di alcune intercettazioni ritenute significative dagli inquirenti.

La Procura di Monza inoltre, ha nominato un architetto urbanista come consulente. Il professionista avrà il compito di spiegare le logiche edilizie che hanno ispirato lo sviluppo e le decisioni relative alle aree ex Falck e Marelli nel Comune di Sesto San Giovanni.