Proprio così.

La Camera dei deputati ha approvato ieri il disegno di legge contro il testamento biologico. Se il testo passerà anche al Senato, non potremo più decidere della nostra vita: lo hanno già fatto per noi Udc, Lega, Pdl e –sembrerebbe – una ventina di parlamentari dell’opposizione, meschine comparse di un film scritto in Vaticano. Dopo che con la legge 40 sulla fecondazione assistita hanno rubato la vita e la libertà di ricerca scientifica, questa volta ci rubano anche la morte.

Le Dat (dichiarazioni anticipate di trattamento) saranno valide, infatti, solo se la persona si trova “in assenza di attività cerebrale cortico-subcorticale”. In pratica quando sei di fatto morto. Non avranno nemmeno un valore vincolante, perché la decisione finale spetterà al singolo medico. E comunque alimentazione e idratazione non potranno essere interrotte.

L’ossessione di questi moderni aguzzini è disinnescare le conquiste di libertà che le lotte di Welby e della famiglia Englaro hanno garantito a tutti gli italiani. Nell’inverno del 2006 il militante Radicale Piergiorgio Welby, costretto dalla distrofia muscolare a vivere immobilizzato grazie ad un respiratore artificiale, ha combattuto per affermare il suo – e il nostro – diritto costituzionale a interrompere le terapie. Per aver staccato il ventilatore polmonare e somministrato una sedazione che gli evitasse una morte tra i rantoli, il dottor Mario Riccio subì processi penali e professionali dai quali risultò poi assolto. Beppino Englaro e la sua famiglia impiegarono invece 17 anni prima che un Tribunale riconoscesse la volontà della figlia Eluana di rinunciare alla nutrizione artificiale qualora fosse stata nella condizione di stato vegetativo.

Contro tutto questo, cioè contro la libertà di autodeterminazione della persona garantita dall’articolo 32 della Costituzione, si è mobilitato quel sistema di potere che chiamo per comodità Vaticano e che ha in Parlamento i suoi tanti baciapile. Sono stati 278 i deputati che hanno messo il loro nome su una legge infame. La cosa più grave è che sanno benissimo che sarà smantellata dalla Corte Costituzionale, come già siamo riusciti a fare con la legge 40 grazie all’avvocato Filomena Gallo. Solo che ci vorranno anni, duranti i quali si ripeteranno i drammi umani che colpiranno migliaia di famiglie e soprattutto i più poveri.

Un esempio? Pensate a una persona affetta da malattia degenerativa che si trovi davanti alla scelta di farsi impiantare un sondino nasogastrico per nutrirsi: se lo farà non potrà più tornare indietro perché quel sondino non potrà più essere staccato.

Ma se tutti i sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani e degli stessi cattolici è favorevole al diritto di scelta e al testamento biologico, quello vero, allora come hanno potuto lorsignori votare il disegno di legge Calabrò? Semplice, perché sanno che non ne risponderanno davanti agli elettori, come invece accadrebbe in una democrazia. Certo, il Porcellum che rende tutti nominati dai partiti c’entra molto.

Ma c’è di più. Perché chi poteva mobilitare le masse non lo ha mai fatto? Eppure quando ci fu il tentativo del governo di sequestrare il corpo di Eluana decine di migliaia di persone si riversarono nelle piazze. Ieri invece davanti Montecitorio, così come nei mesi passati, ci siamo trovati ancora una volta soli a manifestare. Ora si parla di referendum. Benissimo, ma c’è ancora una possibilità per fermare questa legge prima che il Senato la approvi. Una grande mobilitazione popolare che dica a questi aguzzini di lasciare a casa loro i ceppi e le catene che vorrebbero mettere a tutti noi.

Se non ora, quando?