Finalmente ieri il Governo ha risposto alla interrogazione parlamentare dell’on.le Rita Bernardini riguardo alla c.d. “giurisdizione domestica” dei giudici amministrativi, strettamente legata alla mia vicenda personale. O, forse, sarebbe meglio dire che non ha risposto.

È bene ricordare che l’interrogazione – come ben rimarcato nella replica dell’on.le Bernardini – aveva ad oggetto tra l’altro il c.d. concorso delle mogli (tra cui la moglie del dott. Vincenzo Fortunato – capo di gabinetto di Tremonti e, prima, di Di Pietro – che aveva partecipato alla nomina della commissione del concorso per magistrato Tar vinto dalla moglie), il caso del consigliere di Stato invalido maratoneta (Carmine Volpe, che è stato capo dell’ufficio legislativo del ministro Fitto ed il “caso Giovagnoli” , ed era stata inspiegabilmente ritirata dall’Italia dei Valori, dopo averla in precedenza proposta.

La risposta è stata affidata all’on.le Giovanardi, che – evadendo tutte le predette questioni – si è limitato ad una serie di affermazioni, che, per la loro erroneità anche riguardo a fatti che mi riguardano direttamente, meritano una replica.

In particolare, contrariamente a quanto afferma l’on.le Giovanardi, la trasmissione Report ha correttamente riportato una mia affermazione, in cui sottolineavo (e ribadisco) di essere stato proposto per ben sei distinti procedimenti disciplinari (e non due) nel giro di poche settimane, da parte dell’organo di autogoverno della giustizia amministrativa (Cpga). Di questi ben quattro sono stati poi esercitati dal Presidente del Consiglio di Stato (tre di questi riuniti in un unico decreto di contestazione).

È falso anche quanto dice l’on.le Giovanardi riguardo al fatto che la trasmissione Report non abbia rispettato il principio del contraddittorio: è sufficiente vedere il video della trasmissione per verificare che sono stati gli interessati, ed in particolare il dott. Giovagnoli (vincitore del concorso contestato) a sottrarsi volontariamente al contraddittorio, fuggendo le domande dei giornalisti.

Infine, contrariamente a quanto afferma Giovanardi, la procedura disciplinare dei giudici amministrativi è molto diversa da quella dei giudici ordinari: basti pensare che per questi ultimi l’azione è esercitata dal procuratore generale della Cassazione (o dal Ministro della Giustizia) e decisa dalla sezione disciplinare del Csm che è presieduto dal Vicepresidente dello stesso, che è un membro laico; per i giudici amministrativi è invece esercitata dal Presidente del Consiglio di Stato (o dal Presidente del Consiglio), ed è decisa dal Cpga che è presieduto sempre dal Presidente del Consiglio di Stato.

Sarebbe interessante sapere chi sia la fonte informativa (ed il consulente giuridico) dell’on.le Giovanardi.