Marco Clemente, il candidato del Pdl alle comunali di Milano

Letizia Moratti difende Marco Clemente, il candidato del Pdl alle prossime comunali che al telefono con Giuseppe Amato, braccio destro della cosca Flachi, poi arrestato, in un’intercettazione riportata negli atti di un’inchiesta della Dda di Milano sulla ‘ndrangheta ha detto “speriamo che muoia come un cane”. La frase di Clemente – che non risulta indagato – era riferita al titolare di un locale notturno del capoluogo lombardo, vittima – secondo le indagini – delle estorsioni della cosca di Pepè Flachi.

“Dopo 3 anni di indagini la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano diretta da Ilda Boccassini, nota per la sua capacità e meticolosità, ha ritenuto di non dover neppure indagare Marco Clemente. Dunque i magistrati non hanno rilevato comportamenti penalmente rilevanti a suo carico”. Lo rileva, in una nota, il sindaco di Milano Letizia Moratti.

“Il portavoce di Pisapia, ormai mediaticamente diventato più presente del candidato, e membri della coalizione di sinistra, con il solito garantismo che vale solo per la loro parte, chiedono dimissioni e provvedimenti esemplari. Stanno forse dicendo – si domanda il sindaco – che la magistratura non ha fatto bene il suo dovere? Che Marco Clemente meritasse la galera o peggio? Lo dicano chiaramente, non a me, ma – conclude Letizia Moratti – ai magistrati che hanno condotto l’inchiesta”.