Basterà il dubbio di un conflitto di attribuzioni. E il giudice sarà costretto a sospendere il processo. Senza nemmeno attendere il parere della Consulta che – per ipotesi – potrebbe anche arrivare in zona prescrizione. Alla Camera basterà insomma sollevare il dubbio per bloccare la magistratura. E’ questa la nuova mossa della maggioranza per salvare il premier, pensata all’occasione per stoppare sul nascere il procedimento nato dal ‘caso Ruby‘.

L’idea non è proprio nuovissima. Doveva essere presentata già il 17 marzo, e inserita nella prescrizione breve per gli incensurati, ma avrebbe rischiato di bloccare l’iter alla Camera della legge, votata lo scorsa settiamana. Il ‘blocca-Ruby, però, non va sciupato.

Come scopre il quotidiano il ‘Sole 24 Ore’, la norma è già sotto le mani dell’avvocato Roberto Nania e potrebbe essere presentata da Franco Mugnai, capogruppo del Pdl in commissione Giustizia al Senato, per poi essere inserita nel ‘processo lungo‘, il disegno di legge che prevede l’allungamento senza limiti dei procedimenti: aggiungendo udienze su udienze, permettendo alla difesa di presentare infiniti elenchi di testimoni e, su tutte, vietando l’uso come prova di una sentenza definitiva. Tutte le strade portano alla prescrizione, insomma.

Per far passare in Senato il ‘blocca-Ruby’, il relatore punterà al principio della parità tra le parti. Quando il giudice si rivolge alla Consulta il processo si blocca: allora deve valere anche il contrario, se solo ne esiste il dubbio. Non è necessario, insomma, che la Consulta decida e si rivolga al giudice – che sarebbe poi la parità – ma basterà che il Parlamento sollevi il dubbio di un conflitto. Come nel caso dell’ultimo processo al premier.

“Mi auguro che non ci sia bisogno di un emendamento”, dà per scontato il blocco il capogruppo dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri. E se per Antonio Di Pietro si tratta di “un’ipotesi vergognosa”, per il deputato Fli, Nino Lo Presti, “è una vergogna nazionale”. “E’ possibile che una banda di cialtroni possa cambiare le norme che infastidiscono il sultano?”, si chiede il senatore IdV Luigi Li Gotti.