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Primario arrestato per abusi sessuali sulle colleghe, chiuse le indagini: “Almeno 8 vittime”. Ma l’ordine gli ha revocato la sospensione

Come rivelato dal Corriere della sera, dopo sei mesi ai domiciliari, è tornato al lavoro in uno studio privato
Primario arrestato per abusi sessuali sulle colleghe, chiuse le indagini: “Almeno 8 vittime”. Ma l’ordine gli ha revocato la sospensione
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Almeno otto vittime e decine i presunti casi di violenza sessuale. Come rivelato da il Corriere della sera, sono terminate le indagini a carico del professor Emanuele Michieletti, ex primario del reparto di Radiologia dell’ospedale “Guglielmo da Saliceto” di Piacenza. Nel frattempo, dopo aver scontato sei mesi agli arresti domiciliari, il medico è tornato al suo lavoro, anche se in uno studio privato: l’ordine dei medici ha infatti revocato la sospensione dalla professione. L’uomo il 6 maggio di un anno fa è stato arrestato per violenza sessuale e stalking ai danni di dottoresse e infermiere dell’ospedale ed è rimasto ai domiciliari per circa sei mesi.

I pm accusano il medico della serialità delle violenze, emersa grazie alla prima denuncia di una delle dottoresse molestate, una radiologa che ha raccontato l’episodio risalente al 21 novembre 2024 quando, come si legge nelle carte citate dal Corriere della sera, “alle 11,30 si reca nell’ufficio del primario per parlare di ferie. Lui dopo aver chiuso la porta a chiave la prendeva per le spalle e la spingeva contro una libreria”. La donna è riuscita a divincolarsi solo grazie all’arrivo fortuito di una persona e ha poi deciso di denunciare nonostante il pesante clima di omertà in reparto.

Dopo il racconto sono subito partite le intercettazioni che hanno fatto emergere un quadro di abusi ben ramificato, con episodi ben antecedenti al 2024 e “trentadue presunte violenze sessuali nell’arco di quarantacinque giorni”. Come hanno poi ribadito le successive denunce – del totale di cinque querele formali – le vittime a denunciare i presunti abusi sono otto: “Un’altra dottoressa ha riferito che già nel 2015 Michieletti non si era limitato agli strusciamenti ma “si era abbassato i pantaloni davanti a lei… cercando poi di palpeggiarla”, nel 2020 di fronte a una radiologa “lui si abbassa i pantaloni… dicendole con orgoglio: “Guarda che effetto mi fai” e poi ancora c’è il resoconto di un’infermiera addetta allo “sfogo continuo delle sue pulsioni sessuali” e costretta a rapporti sessuali completi almeno due volte al mese.

Ora Michieletti avrà venti giorni di tempo per presentare memorie. Il legale Pietro Gabriele Roveda ha fatto sapere che il suo assistito valuterà l’ipotesi di farsi interrogare.

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