Farefuturo webmagazine è stato chiuso. Non starò qui a raccontarvi il perché e il percome: non penso sia molto interessante. Roba di conti? Anche. Ma non solo. Sto qui, invece, a ringraziare tutti quelli che in queste ore mi stanno dimostrando la loro solidarietà. Sinceramente: non mi aspettavo tanto affetto. E allora, non posso che costringermi a ricordare quel che abbiamo fatto in questi lunghissimi due anni. Un biennio che sembra un secolo ma che si era aperto con una polemica ancora all’ordine del giorno: quella contro il velinismo in politica. Mi ricordo come fosse ieri quella telefonata a Sofia Ventura quando le chiesi di scrivere contro il metodo di selezione di certe candidature. Sofia andò giù dura, con tutta l’onestà intellettuale di cui è capace.

Ricordo le polemiche. Ricordo tutto. Se qualcuno volesse individuare una graduatoria dei simboli della nascita di una destra finalmente affrancata dal giogo psicologico del berlusconismo, beh quell’articolo – Donne in politica: il “velinismo” non serve – avrebbe tutto il diritto di stare ai primi posti.

Il Pdl non era ancora nato. Poi è arrivato tutto quello che sappiamo, le spaccature, gli strappi, la macchina del fango, la libertà. Sono arrivati gli errori e le ripartenze. È arrivato, anche politicamente, il tentativo di dare vita a una destra diversa da quella populista e berlusconiana. Ce la stiamo mettendo tutta, nonostante tutto. Nonostante la forza ipnotica del pifferaio di Arcore.

Oggi Farefuturo webmagazine ha chiuso i battenti. Non fa niente. Il mio impegno, il nostro impegno continuerà. Dobbiamo costruire insieme l’Italia dopo Berlusconi. Lo faremo con gli strumenti del futuro. Un amico mi ha scritto: “Un sito o un giornale sono solo dei contenitori per le idee. Possono chiudere un contenitore, ma non far tacere chi ha la forza di pensare!“.  Ecco, l’unica cosa che mi sento di promettere oggi è questa: non smetteremo di parlare, non smetteremo di sognare una politica diversa, molto diversa da quella che gli uomini di Arcore hanno provato a inculcarci. Senza riuscirci.