Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro e Augusto Minzolini hanno partecipato oggi un convegno sulla libertà d’espressione organizzato dal Pdl. I tre direttori (rispettivamente de Il Giornale, di Libero e del Tg1) si sono incontrati al dibattito “In difesa della libertà di stampa due pesi e due misure” organizzato a Roma, un’iniziativa che – dice il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi – serve per contrastare il “conformismo della sinistra, che presenta una realtà fatta di faziosità e di distorsioni”.

“Dopo il terremoto degli anni Novanta – ha ricordato Bondi – la sinistra ha messo in campo i suoi eserciti: magistrati e giornalisti politicizzati. Non eravamo pronti a un’offensiva di questo genere e abbiamo lasciato da soli per troppo tempo il presidente Berlusconi e i giornalisti che ci hanno difeso. A cominciare da Oriana Fallaci” e poi “Feltri, Belpietro, Ostellino, Fede“. Su questo punto ha parlato il direttore de Il Giornale: “I giornalisti di sinistra sono buoni, meravigliosi, in grado di conquistare i posti migliori. Si proteggono, sono protetti da tutte le associazioni di categoria, i partiti di riferimento li coccolano”. L’impressione è che a voi dei giornalisti di destra non ve ne freghi niente, preferite Ezio Mauro, tenetevelo. Se non ci aiutate non ce la faremo, la libertà va conquistata, intorno a noi c’è il deserto”.

La questione è stata presto declinata ai temi di attualità, come l’archiviazione dell’indagine sulla casa di An a Montecarlo. “Non mi spiego la decisione della procura”, ha affermato Feltri. Quindi ha proseguito: “Non penso comunque che l’aspetto civile della vicenda non debba essere chiarito”.

I “colleghi” – Feltri non ha precisato quali – sono tra coloro che insieme ai potentati cercano di minacciare la libertà di stampa: “In Italia ci sono editori finti che utilizzano i giornali non per fare business, ma come mezzi per fare favori che non hanno nulla a che vedere con un’informazione corretta”. Belpietro sostiene l’esistenza “di una cupola che impedisce di essere informati” perché “si è data da fare per nascondere il caso della casa di Montecarlo, sembrava che lo avessimo inventato Feltri ed io”. Un’altra vicenda che secondo il direttore di Libero gli altri media hanno mostrato come un’invenzione è quella del fallito attentato contro di lui.

A proposito del talk show del giovedì sera, Minzolini sottolinea che la differenza tra lui e Michele Santoro, “è che lui non accetta un punto di vista differente”, mentre “io ho avuto problemi per il mio ultimo editoriale, che di per sé era del tutto banale”. Sulla Rai, poi, Feltri ha idee chiare: “Se potessi la disintegrerei, la affiderei a privati che sappiano trasformarla in un’azienda vera. Il solo fatto che abbia 12-13 mila dipendenti è uno scandalo”, ha detto Feltri a proposito della Rai.

A una domanda sul caso Unipol e dell’indagine sul suo editore Paolo Berlusconi, il direttore de il Giornale ha detto che “è il primo caso in Italia di un editore portato in tribunale per una vicenda come questa. Per anni ci sono state pubblicazioni di intercettazioni, ci sono giornali che hanno pubblicato camionate di intercettazioni ma non hanno avuto problemi. Prima o poi Paolo Berlusconi finirà che sarà fucilato in piazza con tanto di gente che applaude…”