Per i genitori e la moglie il suo gesto ha una sola motivazione: Vincenzo Di Somma, ex operaio di una ditta dell’indotto Fincantieri, si è suicidato a soli 32 anni, a Castellammare di Stabia (Napoli) “perché depresso dalla mancanza di lavoro e di soldi per condurre un’esistenza dignitosa”. Così hanno riferito i familiari agli agenti del commissariato di Pompei, che come è prassi in questi casi hanno indagato sul suicidio attraverso le testimonianze, i rilievi e l’esame esterno della salma compiuto dal medico legale. L’uomo è stato ritrovato dal padre. Era impiccato a una trave del garage dell’abitazione dei genitori a via Fontanelle, una zona di Pompei che confina con Castellammare di Stabia. L’intero incartamento è stato trasmesso al pm di turno di Torre Annunziata, Sergio Raimondi.

Di Somma era stato licenziato il 19 novembre 2008. Qualche mese di ammortizzatori sociali, un impiego in un supermercato, altri lavoretti. E quel male di vivere che lo aveva reso malinconico e taciturno, e che può stordire chi non riesce a trovare un impiego stabile su un territorio dove i tassi di disoccupazione raggiungono picchi tra i più alti d’Italia. Di Somma, la moglie e i due figli di 6 e 8 anni erano andati a vivere dai genitori di lui: non potevano più permettersi una vita e un alloggio indipendente. Una versione smentita invece da un cugino di Di Somma: “E’ vero, aveva lavorato per anni in un’azienda dell’indotto della Fincantieri di Castellammare di Stabia, ma, dopo quell’esperienza, aveva anche lavorato in un supermercato della zona. Forse c’era un disagio anche sul fronte lavorativo, ma era divorziato e, probabilmente, la causa principale non era il lavoro” conclude l’uomo.

Da quattro mesi Di Somma non percepiva nemmeno il sussidio e si arrangiava con lavoretti saltuari. Era stato dipendente, in qualità di manutentore, della Navalcarena Group, una delle numerose ditte che gravitano nell’indotto della Fincantieri, la cui crisi sta impoverendo l’intero tessuto produttivo dell’area ricompresa tra Castellammare e Torre Annunziata, seminando migliaia di disoccupati e cassintegrati.

In una nota, il vice segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Laura De Rosa, conferma lo sciopero nazionale per la vertenza Fincantieri indetto per domani, esprimendo cordoglio per l’operaio che si è suicidato. ”Confermiamo lo sciopero perché vogliamo che la vertenza venga risolta con un tavolo a Palazzo Chigi e perche’ non riteniamo sufficienti le rassicurazioni espresse da Fincantieri nell’incontro di lunedi’ scorso”, spiega la De Rosa, sottolineando ”la gravita’ di questa situazione che si trascina senza risultati da fin troppo tempo”. ”Non a caso oggi a Castellammare di Stabia un operaio dell’indotto si e’ suicidato impiccandosi dopo aver perso il posto di lavoro – aggiunge – I nostri sentimenti di cordoglio e vicinanza ormai non servono piu’ ai familiari di una persona sopraffatta dall’impossibilita’ di fare fronte alle proprie responsabilita’, in mancanza di un’occupazione”. Secondo la sindacalista ”per evitare il ripetersi di simili tragedie e per dare a questo settore la stessa dignita’ attribuita al Gruppo Fiat, e’ necessario che Palazzo Chigi si faccia promotore di un patto tra governo, regioni, aziende e sindacati per il rilancio della cantieristica, per rendere effettivi tutti quegli impegni istituzionali e aziendali fino ad oggi rimasti sulla carta e per predisporre un vero piano industriale”.