Il mondo FQ

Media: “Netanyahu ordina il cessate il fuoco in Libano”. Vance pronto a partire per la Svizzera, domenica al via i colloqui con l’Iran

Tel Aviv blocca l'Idf, ma specifica: "Rimaniamo nel sud del Paese". Gli attacchi delle scorse ore hanno messo a rischio la fragile tregua e l'inizio delle trattative Usa-Iran sul programma nucleare. Witkoff e Kushner già in Svizzera, atteso Vance
Media: “Netanyahu ordina il cessate il fuoco in Libano”. Vance pronto a partire per la Svizzera, domenica al via i colloqui con l’Iran
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

“Intesa violata”, l’Iran richiude Hormuz. Ma partono i colloqui in Svizzera

Il memorandum of understanding fra Iran e Stati Uniti traballa con i nuovi attacchi di Israele in Libano. E puntando il dito contro i raid che violano l’accordo raggiunto, Teheran annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz pochi giorni dopo averlo riaperto. Una mossa che getta un’ombra sulle trattative che si aprono domenica in Svizzera – dopo la cancellazione dell’appuntamento di venerdì a Lucerna – e che rappresentano il primo passo concreto per dirimere lo spinoso dossier sul nucleare, insieme alle altre questioni rimaste in sospeso, entro i 60 giorni stabiliti. Anche se la scadenza dei due mesi non è improrogabile, il conto alla rovescia è partito e la chiusura di Hormuz mostra come il cammino dei negoziatori non sarà facile.

Da Washington non è arrivata alcuna conferma dello stop al passaggio di navi nello Stretto. Il vicepresidente JD Vance ha detto a Fox che non ci sono prove di una chiusura, mentre il Centcom ha riferito che il “traffico navale commerciale è aumentato il 20 giugno” con il transito di “55 navi mercantili“. Le forze americane, comunque, restano vigili nell’area. Nonostante le tensioni su Hormuz, Teheran ha deciso di inviare la sua delegazione in Svizzera per gli attesi colloqui, mentre Benyamin Netanyahu ha ordinato all’Idf il cessate il fuoco in Libano “in coordinamento con gli Stati Uniti”, ossia sotto il pressing della Casa Bianca. L’Iran sarà rappresentato dal capo negoziatore Mohammad Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi.

“Chiederemo alla controparte di attuare gli impegni e di chiarire come intendono rispettarli”, ha spiegato il dicastero guidato da Araghchi mettendo in evidenza che “l’inizio dei negoziati per l’accordo finale è subordinato all’attuazione delle clausole del memorandum d’intesa“. A dispetto di quanto dichiarato da Donald Trump, Teheran ritiene che la fase due dei negoziati per l’intesa finale non sia ancora iniziata, proprio a causa delle violazioni del cessate il fuoco. Si potrà parlare di nucleare “quando l’attuazione degli impegni secondo le clausole 1, 4, 5, 10 e 11 comincia e prosegue.

“Purtroppo non stiamo assistendo a questa situazione”, ha osservato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei. Per gli Stati Uniti sono già a Bürgenstock gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Anche il premier del Qatar Al Thani è già in Svizzera, dove ha iniziato a lavorare con gli americani alla stesura di un piano per consentire all’Iran di accedere a miliardi di dollari, attualmente congelati, per le spese umanitarie. L’obiettivo – riporta il Wall Street Journal – è mettere a disposizione di Teheran un potere di spesa pari a 100 miliardi di dollari in risorse congelate sparse per il mondo, a partire da sei miliardi parcheggiati a Doha.

Proprio per questo la delegazione qatariota e quella americana lavorano a un piano che servirà da modello per gli accordi futuri. L’ipotesi allo studio prevede che Doha autorizzi acquisti di cibo, medicinali e altri beni umanitari ordinati dalla banca centrale iraniana con soldi prelevati dai fondi di Teheran congelati. Atteso in Svizzera anche JD Vance, il volto del memorandum of understanding con l’Iran per l’amministrazione Trump. Il vicepresidente difende da giorni a spada tratta l’intesa dalle accuse dei democratici e dei falchi repubblicani, che l’hanno bocciata in tronco sul fronte della revoca delle sanzioni e del fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione iraniana.

La nuova chiusura di Hormuz sembra dare ragione ai critici, convinti che l’unico risultato dell’avventura di Trump in Iran sia stato una Teheran più forte che controlla lo Stretto, divenuta una potente leva che prima dell’incursione americana non aveva. Vance ha cercato senza molto successo di rassicurare sulla bontà dell’accordo e respingere la pioggia di critiche, anche quelle arrivate da Israele.

Con i suoi raid in Libano, l’alleato sta agitando nubi nere sulla tenuta del memorandum e mettendo in risalto i limitati poteri americani nel controllare Benyamin Netanyahu. Un’interpretazione che Trump contesta: Teheran è finita e “ho in mano le carte per la rielezione di Bibi”, ripete da giorni ai suoi e sul suo social Truth rivendicando un successo che a molti sfugge, anche ai suoi alleati in Congresso.

Momenti chiave

    • 11:39

      Media, “tra un giorno o due” via ai colloqui tecnici Usa-Iran in Svizzera

      Dovrebbero iniziare in Svizzera “tra un giorno o due” i colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito fonti del governo pakistano all’agenzia di stampa turca Anadolu. “Il Pakistan, insieme ad altri mediatori, è in contatto con entrambe le parti, che dovrebbero incontrarsi in Svizzera tra un giorno o due per avviare la fase successiva del Memorandum d’intesa di Islamabad”, ha dichiarato una fonte vicina al processo di mediazione.
      Intanto oggi è atteso a Teheran il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi, che ha in programma incontri con alti funzionari iraniani come riporta l’agenzia di stampa Irna. L’Iran aveva rinviato i colloqui a livello tecnico con gli Stati Uniti in segno di protesta per le “continue” violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano.

    • 11:37

      Libano, media: “Morti 4 membri di una famiglia in attacco Israele”

      L’agenzia di stampa libanese Nna ha riferito che un attacco israeliano contro il villaggio di Barish, nel Libano meridionale, ha causato la morte di quattro membri della stessa famiglia. L’agenzia ha definito l’attacco un massacro, precisando che le vittime erano un padre, una madre e i loro due figli.

    • 11:32

      New York Times: “Secondo l’intelligence Usa Netanyahu continuerà i raid sul Libano”

      L’intelligence americana è convinta che Israele continuerà i raid contro Hezbollah nel sud del Libano nonostante l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore ieri. Lo scrive il New York Times citando proprie fonti, secondo le quali Israele è frustrata dall’accordo che gli Stati Uniti hanno raggiunto con l’Iran.
      Inoltre, prosegue il giornale, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si trova ad affrontare una pressione politica interna che gli chiede di continuare a colpire Hezbollah per garantire la sicurezza delle comunità israeliane che vivono al nord.

    • 11:26

      Esercito libanese: “Israele ha preso di mira un soldato e lo ha ucciso. Così ostacola stabilità”

      L’esercito libanese ha dichiarato che un attacco israeliano ha ucciso un suo soldato nel sud del Paese oggi, nonostante il nuovo accordo di cessate il fuoco raggiunto il giorno prima tra Israele e Hezbollah. “Un attacco nemico israeliano ha preso di mira un soldato dell’esercito sulla strada Kfar Rumman-Nabatieh, causandone il martirio”, si legge in un comunicato dell’esercito, aggiungendo che “la continuazione dei brutali attacchi israeliani punta a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta di ripristinare la stabilità in Libano”.

    • 11:25

      Teheran: “Gravi e immediate conseguenze se Israele prosegue la guerra”

      “Teheran è pronta a procedere passo dopo passo e a continuare il processo diplomatico con Washington, se l’altra parte dimostrerà la stessa serietà e garantirà che Israele rispetti i termini del recente memorandum d’intesa firmato tra Iran e Stati Uniti”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh. Il “proseguimento della guerra” da parte di Israele avrebbe “gravi e immediate conseguenze”, ha aggiunto, parlando ad Al Jazeera e denunciando i recenti attacchi israeliani contro il Libano. “L’Iran cerca la pace su tutti i fronti, inclusa Gaza. Il Libano è stato incluso nel memorandum d’intesa anche per il suo diretto coinvolgimento nel conflitto”, ha affermato.

      Riferendosi alla situazione nello Stretto di Hormuz, Khatibzadeh ha affermato che l’Iran continuerà a fornire servizi di navigazione in coordinamento con l’Oman e in conformità con il diritto internazionale. Teheran non imporrà tariffe di transito durante il periodo di 60 giorni previsto dall’accordo, ma in seguito verrà introdotto un nuovo meccanismo per la gestione della via navigabile, che sarà presentato ai Paesi della regione. Khatibzadeh ha inoltre dichiarato che qualsiasi futuro accordo dovrà includere lo sblocco di tutti i fondi iraniani congelati. 

      Riferendosi alla situazione nello Stretto di Hormuz, Khatibzadeh ha affermato che l’Iran continuerà a fornire servizi di navigazione in coordinamento con l’Oman e in conformità con il diritto internazionale. Teheran non imporrà tariffe di transito durante il periodo di 60 giorni previsto dall’accordo, ma in seguito verrà introdotto un nuovo meccanismo per la gestione della via navigabile, che sarà presentato ai Paesi della regione. Khatibzadeh ha inoltre dichiarato che qualsiasi futuro accordo dovrà includere lo sblocco di tutti i fondi iraniani congelati.

    • 11:18

      Israele, il sondaggio: per il 59% Netanyahu deve dimettersi e non ricandidarsi

      La maggioranza dell’opinione pubblica isrealiana ritiene che Netanyahu dovrebbe dimettersi e non candidarsi alle prossime elezioni. È quanto emerge da un sondaggio del talk ‘Ulpan Shishì, a quattro mesi dalle elezioni. Secondo i risultati del sondaggio, il 59% crede che Netanyahu non dovrebbe candidarsi, contro il 33% che pensa che dovrebbe farlo e l’8% che ha risposto “non so”. Il sondaggio, riporta Channel 12, ha chiesto anche chi dovrebbe guidare il Likud: al primo posto si piazza Nir Barkat con il 18%, seguito dal ministro della Giustizia Yariv Levin con il 9%, da quello della Difesa Yisrael Katz con il 7% e dal presidente della Knesset Amir Ohana con il 6%.

    • 11:05

      Libano, nuova ondata di attacchi Israele

      E’ salito a cinque morti il bilancio del raid aereo israeliano condotto oggi contro la città di Arabsalim nel sud del Libano, nonostante l’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah entrato in vigore alle 15 di ieri ora italiana. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna affermando che aerei da guerra e droni israeliani hanno effettuato una serie di attacchi nella zona di Nabatieh durante la notte e nelle prime ore del mattino, distruggendo edifici residenziali e case, mentre l’artiglieria israeliana ha bombardato Nabatieh e la sua periferia prima dell’alba.

    • 11:01

      Libano, media: “5 morti nel raid di Israele dopo il cessate il fuoco”

      Almeno tre persone hanno perso la vita in un raid aereo condotto dalle Forze di difesa israeliane (Idf) nel sud del Libano nonostante sia entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Lo rende noto l’agenzia di stampa libanese Nna. 

      E’ salito a cinque morti il bilancio del raid aereo israeliano condotto oggi contro la città di Arabsalim nel sud del Libano, nonostante l’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah entrato in vigore alle 15 di ieri ora italiana. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna affermando che aerei da guerra e droni israeliani hanno effettuato una serie di attacchi nella zona di Nabatieh durante la notte e nelle prime ore del mattino, distruggendo edifici residenziali e case, mentre l’artiglieria israeliana ha bombardato Nabatieh e la sua periferia prima dell’alba.

    DEMOCRAZIA DEVIATA

    di Alessandro Di Battista 17.00€ Acquista