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Libano, nuovi raid Idf dopo la tregua. Beirut: “Almeno 16 morti e 12 feriti, ucciso un nostro soldato”. Israele: “Risposta agli attacchi Hezbollah”

Bombe nella notte, nel distretto di Nabatieh, a sud del Paese dei Cedri. Ma secondo fonti militari di Tel Aviv, Hezbollah aveva già lanciato 50 razzi. Pasdaran a Araghchi: "Non incontrare Witkoff, accordo violato"
Libano, nuovi raid Idf dopo la tregua. Beirut: “Almeno 16 morti e 12 feriti, ucciso un nostro soldato”. Israele: “Risposta agli attacchi Hezbollah”
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Libano, Protezione civile: “Almeno 16 morti e 12 feriti nei raid Idf dopo il cessate il fuoco”

Sono almeno 16 le persone che sono state uccise oggi in Libano e 12 quelle rimaste ferite a causa dei raid aerei israeliani condotti il giorno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco concordato da Israele e Hezbollah. Lo rende noto la protezione civile libanese riferendosi agli attacchi israeliani contro il distretto di Nabatieh, nel sud del Paese.
Il personale della protezione civile ha trasportato in ospedale “16 morti e 12 feriti”, si legge in un comunicato. La protezione civile, prosegue la nota, è al lavoro “dalle prime ore del mattino” nel distretto di Nabatieh in risposta agli “attacchi che prendono di mira la zona”.

  • 14:16

    Pasdaran a Araghchi: “Non incontrare Witkoff, accordo violato in Libano”

    L’agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha lanciato un avvertimento al ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Araghchi! Non c’è alcun motivo per incontrare Witkoff”, l’inviato della Casa Bianca che in Svizzera dovrebbe portare avanti i negoziati tecnici con Teheran. La Tasnim ricorda che il primo articolo del memorandum d’intesa chiede la cessazione dei combattimenti su tutti i fronti, compreso il Libano, e afferma che questo punto “è stato, in pratica, completamente violato”.
    Questa parte del memorandum è stata “violata apertamente e ufficialmente dalle estese azioni militari di Israele nel Libano meridionale”, ha affermato la Tasnim, aggiungendo che “qualsiasi prosecuzione dei colloqui con i funzionari statunitensi sarebbe un grave errore e di fatto darebbe agli Stati Uniti il permesso di continuare a violare il memorandum”.
    Secondo la Tasnim, “i funzionari addetti ai negoziati non solo dovrebbero sospendere tutti i colloqui successivi, ma, prima che sia troppo tardi, dovrebbero anche chiudere completamente lo Stretto di Hormuz”.

  • 13:23

    Libano, media: “Altre 7 persone uccise e 13 ferite nel raid Idf vicino Sidone”

    Altre 7 persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano su un villaggio vicino alla città di Sidone, nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco annunciato ieri con Hezbollah. Lo afferma l’agenzia statale Nna. L’attacco a Qannarit ha ucciso “sette persone e ne ha ferite altre 13, secondo un bilancio preliminare”, ha affermato l’agenzia.

  • 13:21

    Libano, media: “Nel mirino di Israele la base strategica di Hezbollah ad Ali Taher”

    “Colpito uno degli asset strategici di Hezbollah: l’Idf sta operando nei pressi della dorsale di Ali Taher, vicino alla fortezza del Beaufort, dove si trova una delle basi più grandi e importanti di Hezbollah”. Lo riferisce il corrispondente militare di Channel 12. Secondo quanto riferito, le operazioni di terra dell’Idf nel Libano meridionale si stanno concentrando nella zona della dorsale di Ali Taher e nel villaggio di Tebnit dove Hezbollah mantiene uno dei suoi principali centri nevralgici, insieme con le basi a Beirut e nella Valle della Beqaa. Sotto la dorsale di Ali Taher, Hezbollah ha costruito un vasto complesso sotterraneo, una rete di bunker e tunnel lunga oltre un chilometro, riporta l’emittente israeliana. Nel sito ci sono anche depositi di armi e piattaforme per il lancio di razzi.
    Secondo i corrispondente militare, l’Idf ha attaccato con raid aerei ma non sarebbe riuscito a distruggerlo completamente a causa della profondità nel sottosuolo. Per questo l’esercito ha deciso di raggiungere l’area con truppe di terra e demolire la struttura, ritenendolo il luogo da cui il comando sud di Hezbollah ha diretto le operazioni contro Israele negli ultimi tre anni.

  • 12:48

    Idf: “Hezbollah è il problema, il Libano non è nemico di Israele”

    “Il Libano non è nemico di Israele. Il problema è Hezbollah, che trascina ripetutamente il Libano nella distruzione, privando i libanesi di stabilità, sicurezza e prosperità”. Lo ha affermato il colonnello Ella Wawiya, portavoce delle Idf, in un post su X. Se Hezbollah smettesse di violare gli accordi e di compiere da attività ostili, secondo Wawiya “la calma e la stabilità potrebbero essere raggiunte per entrambe le parti, israeliani e libanesi”. “Un futuro diverso per i libanesi è possibile. Un futuro basato sulla stabilità, lo sviluppo e la prosperità, anziché sulla continua spirale di scontri”, ha aggiunto il colonnello israeliano.

  • 12:43

    Idf: “Hezbollah ha lanciato oltre 50 razzi contro le forze israeliane”

    “Durante la notte, l’organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato oltre 50 razzi contro le forze israeliane nella zona di sicurezza nel sud del Libano. A seguito di questi attacchi, l’Idf stanno colpendo obiettivi dell’organizzazione terroristica Hezbollah nel sud del Paese”, ha detto in una dichiarazione un portavoce dell’Idf confermando i raid contro Hezbollah nel Libano meridionale. 

  • 11:54

    Media israeliani, raid israeliani risposta ai 50 razzi lanciati da Hezbollah

    Un funzionario militare israeliano ha dichiarato che Hezbollah ha lanciato più di 50 ordigni contro le forze israeliane nel Libano meridionale durante la notte, poche ore dopo che si presumeva fosse entrato in vigore il cessate il fuoco annunciato dagli Stati Uniti tra Israele e il gruppo sostenuto dall’Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Il funzionario ha affermato che l’Idf ha risposto colpendo “obiettivi di Hezbollah” nel Libano meridionale, aggiungendo che la stabilità sia per il Libano che per Israele potrebbe essere raggiunta se Hezbollah smettesse di violare gli accordi di cessate il fuoco.

  • 11:51

    Libano, Protezione civile: “Almeno 16 morti e 12 feriti nei raid Idf dopo il cessate il fuoco”

    Sono almeno 16 le persone che sono state uccise oggi in Libano e 12 quelle rimaste ferite a causa dei raid aerei israeliani condotti il giorno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco concordato da Israele e Hezbollah. Lo rende noto la protezione civile libanese riferendosi agli attacchi israeliani contro il distretto di Nabatieh, nel sud del Paese.
    Il personale della protezione civile ha trasportato in ospedale “16 morti e 12 feriti”, si legge in un comunicato. La protezione civile, prosegue la nota, è al lavoro “dalle prime ore del mattino” nel distretto di Nabatieh in risposta agli “attacchi che prendono di mira la zona”.

  • 11:42

    Esercito del Libano: “I brutali attacchi di Israele per ostacolare la stabilità”

    “La continuazione dei brutali attacchi di Israele mira a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta il ripristino della stabilità in Libano”. Lo ha dichiarato l’esercito libanese in un comunicato stampa postato su X, a condanna dei continui raid aerei israeliani sul sud del Libano nonostante ieri sia stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. L’esercito libanese afferma inoltre che nel raid condotto oggi dalle Idf è stato ucciso “un ufficiale militare” sulla strada Kafr Reman-Nabatieh.

  • 11:41

    Media: “Amministrazione Usa crea contatti con l’opposizione in Israele”

    Funzionari dell’amministrazione statunitense stanno creando contatti informali con l’opposizione in Israele: fino ad oggi, l’opposizione ha cercato di trovare un collegamento e ora l’amministrazione americana sta agendo di propria iniziativa. Lo riferisce un servizio di Channel 12. Gli Stati Uniti già da tempo hanno espresso preoccupazione per la presenza di elementi estremisti all’interno del governo di Netanyahu e stimano che vi sia una probabilità significativa di un cambio di governo in Israele. A cento giorni dalle elezioni in Israele e sullo sfondo della crisi tra l’amministrazione statunitense e il governo israeliano, l’amministrazione americana sta “creando alternative”. Channel 12 ha riferito che per il momento Donald Trump non intende trasferire il suo sostegno a Netanyahu a qualcun altro, ma all’interno dell’amministrazione Usa si ritiene che sia necessario costruire nuovi sistemi informali di fiducia e di mediazione.

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