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Flotilla, non tutti gli attivisti sbarcati a Creta sono liberi: “Abukeshek e Ávila portati in Israele”. L’equipaggio: “Sulla nave israeliana 40 ore di crudeltà premeditata”

I due membri del comitato direttivo sono da tempo oggetto delle attenzioni dell'intelligence. L'appello ai governi: "Facciano pressione sul regime israeliano per il rilascio di tutti i rapiti illegalmente. Rilasciate Thiago e Saif ora!". Madrid: "Rilasciate il nostro cittadino". La denuncia: "A bordo dell'imbarcazione israeliana calci, pugni e niente cibo e acqua"
Flotilla, non tutti gli attivisti sbarcati a Creta sono liberi: “Abukeshek e Ávila portati in Israele”. L’equipaggio: “Sulla nave israeliana 40 ore di crudeltà premeditata”
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I 173 sbarcati, i due “trattenuti” da Israele. Denunce di violenze sulla nave della Marina e cortei di protesta sull’isola | Il racconto della giornata

La nuova missione della Global Sumud Flotilla si deve fermare a Creta. Ma Israele non si ferma (espressione che ormai è una certezza da molti mesi, in diversi contesti): alle autorità di Tel Aviv non è bastato bloccare diverse imbarcazioni per un totale di 175 attivisti in acque internazionali al largo dell’isola greca, cioè dell’Unione Europea. Ha anche “scelto” chi rilasciare alle autorità greche e chi portarsi in Israele. Così due figure simbolo della Flotilla non sono sbarcati, come tutti gli altri, dalla nave militare a bordo della quale erano stati raccolti gli equipaggi delle varie imbarcazioni abbordate e fermate in mare. Proseguiranno il viaggio verso Israele Thiago Ávila, 39 anni, ambientalista, conosciuto come uno dei frontmen della branca brasiliana della Global Flotilla. Seguitissimo sui social, si occupa di attivismo da circa 20 anni. Aveva già partecipato ad altre spedizioni umanitarie verso Gaza l’anno scorso. E’ “sospettato di attività illegali“, hanno spiegato gli israeliani senza precisare quali. Saif Abukeshek, palestinese nato in Cisgiordania, che vive a Barcellona e ha cittadinanza sia in Spagna che in Svezia, da oltre vent’anni e organizza iniziative di solidarietà con la Palestina. Israele lo sospetta “di affiliazione a un’organizzazione terroristica“.

LA DIRETTA DELLA GIORNATA | Flotilla, non tutti gli attivisti sbarcati a Creta sono liberi: “Abukeshek e Ávila portati in Israele”. L’equipaggio: “Sulla nave israeliana 40 ore di crudeltà premeditata”

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Ultimo aggiornamento 4 giorni fa

Gli israeliani hanno riferito che vogliono interrogare i due. Il governo di Madrid, da parte sua, ha chiesto il rilascio immediato di Abukeshek, con il ministro della Cultura del governo Sànchez che ha definito quello che gli israliani chiamano “trattenimento” in realtà come un “rapimento”. La Global Sumud Flotilla ha chiesto al governo italiano di condannare l’accaduto e assistenza legale per il rilascio degli attivisti imbarcati su navi battenti bandiera italiana, ricordando che in “Italia è stato aperto un procedimento per torture avvenute durante la precedente missione”. Al momento tuttavia da Palazzo Chigi si registra un silenzio tombale. Alla Procura di Roma è arrivato anche un esposto di un team legale con il quale si chiede il sequestro della nave della Marina israeliana “finché è in acque internazionali” motivato dal fatto che Abukeshek è stato preso, imbarcato e portato via mentre si trovava su uno scafo italiano, la Eros 1, quindi formalmente – com’è noto per il diritto marittimo – “territorio italiano“.

La situazione degli altri 173 attivisti rimasti sull’isola di Creta, 23 dei quali sono italiani, non è molto più trasparente, anzi. Intanto c’è la denuncia dei maltrattamenti che hanno raccontato di aver subito a bordo della nave militare israeliana, sulla quale sono rimasti per 40 ore: privati di cibo e acqua, costretti a dormire su pavimenti “deliberatamente e continuamente allagati“. E poi calci, pugni, le mani legate dietro la schiena. I social della Global Sumud Flotilla hanno fatto rimbalzare i video e le foto delle ferite subite dagli attivisti: nasi tumefatti, lividi sugli occhi, ematomi in faccia. “Quaranta ore di crudeltà premeditata” ha sottolineato la Flotilla in un comunicato.

Tutte da ricostruire e chiarire anche le ore successive allo sbarco a terra dei 173 attivisti sono sbarcati a terra. Pur essendo in maggioranza cittadini dell’Unione Europea, quindi coperti in teoria dai diritti di cittadini dell’area Schengen, sono stati “impacchettati” e chiusi in 4 pullman (dove sono rimasti anche ore, secondo il loro racconto, prima di partire) in direzione degli aeroporti di Creta, in particolare Heraklion. La notizia del trattenimento dei due leader della Flotilla da parte degli israeliani e del trasferimento dei restanti partecipanti alla missione per “spingerli” fuori dalla Grecia hanno provocato proteste sulla stessa isola di Creta. La più eclatante è stata senz’altro quella di un centinaio di manifestanti che prima ha bloccato il convoglio di bus e poi l’ha “scortato” – in sostanza rallentandone la marcia – improvvisando un corteo in mezzo alla strada.

  • 22:35

    Parte degli attivisti fermati a Creta è rientrata in Turchia

    Una parte dei 175 attivisti fermati la notte scorsa dall’intervento della Marina israeliana è rientrata in Turchia con un volo di linea.

  • 22:22

    I 173 sbarcati, i due “trattenuti” da Israele. Denunce di violenze sulla nave della Marina e cortei di protesta sull’isola | Il racconto della giornata

    La nuova missione della Global Sumud Flotilla si deve fermare a Creta. Ma Israele non si ferma (espressione che ormai è una certezza da molti mesi, in diversi contesti): alle autorità di Tel Aviv non è bastato bloccare diverse imbarcazioni per un totale di 175 attivisti in acque internazionali al largo dell’isola greca, cioè dell’Unione Europea. Ha anche “scelto” chi rilasciare alle autorità greche e chi portarsi in Israele. Così due figure simbolo della Flotilla non sono sbarcati, come tutti gli altri, dalla nave militare a bordo della quale erano stati raccolti gli equipaggi delle varie imbarcazioni abbordate e fermate in mare. Proseguiranno il viaggio verso Israele Thiago Ávila, 39 anni, ambientalista, conosciuto come uno dei frontmen della branca brasiliana della Global Flotilla. Seguitissimo sui social, si occupa di attivismo da circa 20 anni. Aveva già partecipato ad altre spedizioni umanitarie verso Gaza l’anno scorso. E’ “sospettato di attività illegali“, hanno spiegato gli israeliani senza precisare quali. Saif Abukeshek, palestinese nato in Cisgiordania, che vive a Barcellona e ha cittadinanza sia in Spagna che in Svezia, da oltre vent’anni e organizza iniziative di solidarietà con la Palestina. Israele lo sospetta “di affiliazione a un’organizzazione terroristica“.

    22:35

    LA DIRETTA DELLA GIORNATA | Flotilla, non tutti gli attivisti sbarcati a Creta sono liberi: “Abukeshek e Ávila portati in Israele”. L’equipaggio: “Sulla nave israeliana 40 ore di crudeltà premeditata”

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    Ultimo aggiornamento 1 secondo fa

    Gli israeliani hanno riferito che vogliono interrogare i due. Il governo di Madrid, da parte sua, ha chiesto il rilascio immediato di Abukeshek, con il ministro della Cultura del governo Sànchez che ha definito quello che gli israliani chiamano “trattenimento” in realtà come un “rapimento”. La Global Sumud Flotilla ha chiesto al governo italiano di condannare l’accaduto e assistenza legale per il rilascio degli attivisti imbarcati su navi battenti bandiera italiana, ricordando che in “Italia è stato aperto un procedimento per torture avvenute durante la precedente missione”. Al momento tuttavia da Palazzo Chigi si registra un silenzio tombale. Alla Procura di Roma è arrivato anche un esposto di un team legale con il quale si chiede il sequestro della nave della Marina israeliana “finché è in acque internazionali” motivato dal fatto che Abukeshek è stato preso, imbarcato e portato via mentre si trovava su uno scafo italiano, la Eros 1, quindi formalmente – com’è noto per il diritto marittimo – “territorio italiano“.

    La situazione degli altri 173 attivisti rimasti sull’isola di Creta, 23 dei quali sono italiani, non è molto più trasparente, anzi. Intanto c’è la denuncia dei maltrattamenti che hanno raccontato di aver subito a bordo della nave militare israeliana, sulla quale sono rimasti per 40 ore: privati di cibo e acqua, costretti a dormire su pavimenti “deliberatamente e continuamente allagati“. E poi calci, pugni, le mani legate dietro la schiena. I social della Global Sumud Flotilla hanno fatto rimbalzare i video e le foto delle ferite subite dagli attivisti: nasi tumefatti, lividi sugli occhi, ematomi in faccia. “Quaranta ore di crudeltà premeditata” ha sottolineato la Flotilla in un comunicato.

    Tutte da ricostruire e chiarire anche le ore successive allo sbarco a terra dei 173 attivisti sono sbarcati a terra. Pur essendo in maggioranza cittadini dell’Unione Europea, quindi coperti in teoria dai diritti di cittadini dell’area Schengen, sono stati “impacchettati” e chiusi in 4 pullman (dove sono rimasti anche ore, secondo il loro racconto, prima di partire) in direzione degli aeroporti di Creta, in particolare Heraklion. La notizia del trattenimento dei due leader della Flotilla da parte degli israeliani e del trasferimento dei restanti partecipanti alla missione per “spingerli” fuori dalla Grecia hanno provocato proteste sulla stessa isola di Creta. La più eclatante è stata senz’altro quella di un centinaio di manifestanti che prima ha bloccato il convoglio di bus e poi l’ha “scortato” – in sostanza rallentandone la marcia – improvvisando un corteo in mezzo alla strada.

  • 21:25

    Carotenuto: “Governo si attivi per liberazione attivisti Flotilla”

    “Quanto sta accadendo ai 175 attivisti della Global Sumud Flotilla, tra cui 22 cittadini italiani, è un fatto inaccettabile che rappresenta una violazione dei diritti fondamentali e che richiede una risposta immediata e decisa da parte dell’intera comunità internazionale. Non possiamo limitarci alle dichiarazioni di circostanza: è necessario che tutte le istituzioni internazionali condannino Israele senza ambiguità e si attivino concretamente per garantire la sicurezza e la liberazione degli attivisti coinvolti, la restituzione delle imbarcazioni e dei beni diretti alla Striscia di Gaza. Al di là delle parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, servono azioni chiare e tempestive. Il Governo italiano deve assumere un ruolo attivo per ottenere la liberazione degli italiani. Le persone attualmente trattenute, inclusi i due cittadini, uno di nazionalità brasiliana e uno di nazionalità spagnola, fermati oggi dalle autorità israeliane in Grecia siano immediatamente liberate e venga interrotta ogni forma di maltrattamento nei confronti degli attivisti. È tempo di dire basta a ogni forma di indulgenza verso il governo terrorista di Netanyahu, è tempo di dire basta all’impunità di Israele”. Lo afferma il deputato del M5S Dario Carotenuto

  • 19:04

    Blitz degli attivisti a Creta, scortano i pullman con 173 attivisti bloccati in mare dagli israeliani

  • 19:03

    La cantautrice Emma Nolde dal palco del Concertone: “In tanti con Lucio Leoni e la Flotilla”

    “Siamo in tanti con Lucio Leoni e la Global Global Sumud Flotilla“. Lo ha detto Emma Nolde al termine della sua esibizione al Concertone del 1 maggio in piazza San Giovanni. Leoni è tra gli attivisti italiani che sono stati fermati sulle imbarcazioni della missione. 

  • 19:02

    Esposto ai pm di Roma per il sequestro di Saif Abukeshek da parte della Marina israeliana

    Un esposto alla Procura di Roma in cui si ipotizza anche il sequestro di persona aggravato di Saif Abdelrahim Abukeshek, cittadino nazionalità palestinese, in possesso della cittadinanza spagnola e svedese e membro del direttivo della Global Sumud Flottilla con cui stava prendendo parte alla missione verso Gaza. E’ quanto verrà depositato dal team legale composto dalle avvocate Patrizia Corpina, Francesca Cancellaro, Tatiana Montella, Sonia Randazzo e Serena Romano.

    Le denuncianti fanno riferimento a quanto avvenuto il 29 aprile scorso quando una imbarcazione italiana della Flotilla – con a bordo Abukeshek – mentre si trovava “in acque internazionali prospicienti l’isola di Creta” è stata “avvicinata da un mezzo militare dell’esercito israeliano”. Nell’atto si afferma che “personale militare non meglio identificato ha proceduto al prelevamento forzato di Abukeshek e degli altri membri dell’equipaggio”. Gli altri membri dell’equipaggio del natante sono stati “fatti sbarcare in Grecia mentre Abukeshek (unitamente a Thiago Avila altro membro simbolo della missione e parimenti membro dello steering commitee) non sono stati fatti sbarcare ma stanno procedendo – è detto nell’esposto – forzatamente in direzione Israele, per ragioni non formalizzate e comunque non note alle denuncianti. Da quel momento non abbiamo avuto più contatti diretti con i due attivisti”. Nell’atto si ipotizza anche la fattispecie del “rifiuto di atti di ufficio in capo alle autorità italiane” perché “dovevano tutelare l’incolumità di una persona sottoposta alla giurisdizione dello Stato (di bandiera) “senza ritardo”.

    “L’abbordaggio della nave italiana, il sequestro e il trasferimento in Israele del cittadino lo sta esponendo a un rischio concreto e attuale per la sua incolumità personale, nonché al pericolo di subire tortura e trattamenti inumani e degradanti”, prosegue l’esposto con cui si chiede ai pm romani di disporre “il sequestro preventivo del natante israeliano su cui viaggia il cittadino palestinese, che si trova ancora in acque internazionali al fine di interrompere il sequestro in atto e di prevenire il rischio che subisca trattamenti inumani e degradanti”. 

  • 17:53

    Le barche della Flotilla all’ancora a Ierapetra (le immagini dell’inviato Alessandro Mantovani)

  • 17:39

    L’inviato del Fatto sulla Flotilla interviene al Concertone di Taranto: “Aspettiamo di capire cosa succede ai 173 attivisti portati via dalle autorità greche”

    Migliaia di persone assistono a Taranto nel Parco archeologico delle mura greche intitolato a Massimo Battista al Concertone dell’Uno Maggio Libero e Pensante, giunto alla tredicesima edizione. Sul palco si alternano musicisti e testimoni dell’impegno civile per la difesa dei diritti nel mondo per l’iniziativa, nata nel 2013, che è dedicata ai temi del lavoro, della salute e dei diritti, con la direzione artistica di Antonio Diodato, Roy Paci, della giornalista Valentina Petrini e dell’attore e regista Michele Riondino. La conduzione è affidata ad Andrea Rivera, Martina Martorano e Serena Tarabini

    In apertura, dopo l’esibizione di gruppi locali, un collegamento con Alessandro Mantovani, inviato del Fatto Quotidiano a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e che ora si trova in barca dinanzi a Creta insieme agli altri equipaggi che sono sfuggiti all’abbordaggio dell’altra sera da parte della marina israeliana. “Aspettiamo di capire cosa succederà ai 173 attivisti portati via e che ora sono detenuti dalle autorità greche”. Ha parlato poi, con il compagno di equipaggio Daniele Gallina della “emozione per il sostegno arrivato dalle numerose manifestazioni che sono state organizzate in Italia a supporto degli attivisti e per Gaza”.

  • 16:21

    Global Sumud Italia: “Il rilascio parziale degli attivisti non chiude l’incidente, è solo l’ultimo step di un’operazione illegale”

    “Il rilascio parziale degli attivisti della Global Sumud Flotilla non chiude l’incidente: due persone rimangono in detenzione israeliana senza alcuna base giuridica, le imbarcazioni sono distrutte, i crimini commessi in acque internazionali restano senza risposta istituzionale”. Lo sottolinea la Global Sumud Italia.

    “Chiediamo al governo italiano e alle istituzioni europee di non trattare il parziale rilascio come una chiusura dell’incidente: è l’ultimo passaggio logistico di un’operazione illegale condotta in acque internazionali, in Unione Europea, e deve essere letto come tale”, sottolinea.

    “Chiediamo con urgenza al governo italiano di: avviare immediatamente misure di protezione consolare e di assistenza legale volte ad assicurare l’immediato rilascio e l’incolumità di tutti i partecipanti alla missione umanitaria imbarcati su navi battenti bandiera italiana – prosegue la Global Sumud Italia – Condannare pubblicamente e formalmente gli atti posti in essere da Israele contro la missione della Global Sumud Flotilla e avviare l’accertamento delle responsabilità per i crimini perpetrati”. “Inviare immediatamente una nota diplomatica formale e pubblica al governo di Israele, per riaffermare la natura umanitaria della Global Sumud Flotilla e chiedere formalmente a Israele di non interferire con il suo passaggio – conclude – Adoperarsi per il rilascio delle imbarcazioni illegalmente sequestrate e del carico umanitario presente a bordo al momento dell’abbordaggio”.