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“Sequestrare la nave israeliana, ha preso Abukeshek mentre era su una barca italiana”: l’esposto ai pm di Roma

L'iniziativa legale di un team di avvocate che ipotizza il reato di sequestro di persona perché il noto attivista della Flotilla al momento del fermo della Marina dello Stato ebraico era a bordo della Eros 1 che batte bandiera tricolore
“Sequestrare la nave israeliana, ha preso Abukeshek mentre era su una barca italiana”: l’esposto ai pm di Roma
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Sequestrare la nave israeliana a bordo della quale si trovano i due attivisti della Global Sumud Flotilla Saif Abdelrahim Abukeshek e Thiago Avila intervenendo mentre il mezzo navale della Marina dello Stato ebraico si trova ancora in acque internazionali “per interrompere il sequestro e prevenire il rischio di trattamenti inumani e degradanti“. A chiederlo alla Procura di Roma in un esposto è un pool legale composto dalle avvocate Patrizia Corpina, Francesca Cancellaro, Tatiana Montella, Sonia Randazzo e Serena Romano. L’esposto fa riferimento all’ipotesi di reato di sequestro di persona aggravato di Abukeshek, membro del direttivo della Flotilla, palestinese che ha passaporti spagnolo e svedese, che nella nuova missione con rotta su Gaza stava navigando a bordo di una imbarcazione italiana, la Eros 1 (si era trasferito durante la navigazione dopo essere partito sulla francese Batolo).

“L’abbordaggio della nave italiana, il sequestro e il trasferimento in Israele del cittadino lo sta esponendo a un rischio concreto e attuale per la sua incolumità personale, nonché al pericolo di subire tortura e trattamenti inumani e degradanti” scrivono le legali nel loro documento inviato in Procura. La barca Eros 1, sottolineano le avvocate, si trovava “in acque internazionali prospicienti l’isola di Creta” quando è stata “avvicinata da un mezzo militare dell’esercito israeliano”. Nell’atto si afferma che “personale militare non meglio identificato ha proceduto al prelevamento forzato di Abukeshek e degli altri membri dell’equipaggio”. Gli altri membri dell’equipaggio del natante sono stati “fatti sbarcare in Grecia mentre Abukeshek (unitamente a Thiago Avila altro membro simbolo della missione e parimenti membro dello steering commitee) non sono stati fatti sbarcare ma stanno procedendo forzatamente in direzione Israele, per ragioni non formalizzate e comunque non note alle denuncianti. Da quel momento non abbiamo avuto più contatti diretti con i due attivisti”. Nell’atto si ipotizza anche la fattispecie del “rifiuto di atti di ufficio in capo alle autorità italiane” perché “dovevano tutelare l’incolumità di una persona sottoposta alla giurisdizione dello Stato (di bandiera) “senza ritardo”.

“Le autorità italiane – sottolinea il documento del team legale – sono a conoscenza della situazione e ben conoscono i rischi di tale operazione militare avvenuta in acque internazionali anche alla luce dei trascorsi della missione della Global Sumud Flotilla del 2025 con riferimento ai quali è stato aperto un procedimento penale attualmente pendente in indagini” davanti alla procura di Roma.

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