Chiuso il secondo round di colloqui Israele-Libano: anche Trump all’incontro
Tre settimane d’estensione del cessate il fuoco per cercare di arrivare a un accordo di pace definitivo tra Israele e Libano: è questo l’esito del secondo round di colloqui fra gli ambasciatori dei due paesi a Washington, ospitati alla Casa Bianca, con Donald Trump che ha partecipato ad una parte dell’incontro. L’iniziale tregua di dieci giorni, entrata in vigore venerdì 17 aprile, sarebbe dovuta scadere il prossimo lunedì. ”Abbiamo avuto un ottimo incontro con i massimi funzionari del Libano e di Israele, e credo che il presidente del Libano e il primo ministro di Israele, nel corso delle prossime due settimane, verranno qui – ha affermato il presidente americano – Hanno concordato ulteriori tre settimane di, immagino, assenza di spari, un cessate il fuoco, niente più spari. Vedremo. Speriamo che ciò accada. Non avverrà direttamente tra loro, ma dobbiamo ancora tenere conto di Hezbollah”.
Secondo il segretario di Stato Marco Rubio, che il 16 aprile aveva ospitato al dipartimento di Stato il primo round di colloqui, il coinvolgimento di Trump ha permesso di estendere la tregua per altri ventuno giorni. “Il presidente ha voluto essere coinvolto personalmente, e sono lieto che lo sia stato, perché ciò ha reso possibile ottenere questa proroga e dà a tutti il tempo di continuare a lavorare per quella che sarà una pace duratura tra due Paesi che desiderano vivere in pace”, ha dichiarato Rubio nello Studio Ovale. Trump, al momento dell’annuncio, che aveva anche anticipato poco prima su Truth Social, era affiancato da Rubio, dal vicepresidente JD Vance, dall’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, dal’ambasciatore americano in Libano Michel Issa, dall’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter e dall’ambasciatrice libanese negli Stati Uniti Nada Hamadeh Moawad, questi ultimi i due diplomatici che si erano riuniti la settimana scorsa al Dipartimento di Stato.
“Sono alleati su determinate questioni, e nemici su altrettante – ha continuato il leader della Casa Bianca – E la cosa riguarda, si potrebbe dire, un paio di Paesi; ma certamente, se si guarda a Hezbollah, è proprio su quel fronte che tutti sembrano essere uniti: contro di loro”. Guardando anche all’Iran, il repubblicano ha ribadito che gli Stati Uniti continuano a esigere che Teheran cessi il sostegno ai gruppi per procura in Medio Oriente, incluso Hezbollah in Libano, come parte di qualsiasi accordo con Washington volto a porre fine alla guerra fra i due Paesi.
“Sì, dovranno interromperlo”, ha affermato Trump in risposta alla domanda di un giornalista riguardo agli aiuti al gruppo, ” è un requisito imprescindibile”. Una pace duratura, allo stesso tempo, dipenderebbe dalla capacità del governo libanese di tenere a freno Hezbollah, sostenuto dal regime degli ayatollah. Un limite che, finora, non è quasi mai riuscito a imporre. Una sospensione dei combattimenti in Libano, inoltre, è considerata cruciale per favorire qualsiasi accordo di pace tra Iran, Stati Uniti e Israele. Prima che il cessate il fuoco venisse negoziato la scorsa settimana, quasi 2.300 persone erano rimaste uccise in Libano e 13 in Israele. Da allora, il numero degli attacchi aerei israeliani e degli attacchi di Hezbollah si è ridotto drasticamente.