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Iran-Usa, Media: “Trump invia Kushner e Witkoff a Islamabad per i colloqui con Araghchi”. Ghalibaf lascia il team negoziale

Il ministro iraniano atteso questa sera nella capitale pakistana. Hegseth: "Blocco dei porti iraniani fino a quando sarà necessario". In Libano tregua estesa di 3 settimane
Iran-Usa,  Media: “Trump invia Kushner e Witkoff a Islamabad per i colloqui con Araghchi”. Ghalibaf lascia il team negoziale
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In Evidenza

Cnn: “Trump invierà Witkoff e Kushner in Pakistan per i colloqui”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, invierà Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, questo fine settimana. Lo hanno riferito alla Cnn due funzionari dell’Amministrazione Usa senza precisare dettagli sul loro viaggio per Islamabad né quando sarebbe in programma l’incontro con la delegazione iraniana. Il vice presidente, Jd Vance, al momento non ha in programma di partecipare ai colloqui dal momento che nemmeno il presidente del Parlamento dell’Iran, Mohammad Bagher Ghalibaf, prenderà parte all’incontro. I due funzionari hanno fatto notare che Ghalibaf è considerato internamente alla Casa Bianca come il capo della delegazione iraniana e l’omologo di Vance.
Tuttavia, hanno aggiunto, il vice presidente resterà in attesa di recarsi a Islamabad se i colloqui progrediranno, mentre membri del suo staff saranno in Pakistan e parteciperanno ai negoziati.

Momenti chiave

    • 14:12

      Al Jazeera: “Alta probabilità di svolta ai colloqui Usa-Iran di Islamabad”

      C’è un’”alta probabilità di svolta” ai colloqui Usa-Iran di Islamabad, dove questa sera è attesa una delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Aragchi. A riferirne è Al Jazeera, che cita fonti governative pachistane.

    • 13:59

      Media: “Ministro iraniano Araghchi verso il Pakistan per i negoziati con gli Usa”

      Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si starebbe recando in Pakistan insieme a una piccola delegazione governativa. Il suo arrivo potrebbe avvenire già nella giornata di oggi. Lo hanno affermato due funzionari pakistani parlando in forma anonima con l’Associated Press. Il Pakistan sta cercando di riavviare i colloqui per il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti.

    • 13:34

      Netanyahu rivela: “Ho sconfitto un tumore alla prostata”

      L’ufficio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha pubblicato oggi il rapporto annuale sullo stato di salute del premier, rivelando che due mesi e e mezzo fa si è sottoposto a radioterapia per un tumore precoce alla prostata. Questo dopo che, il 29 dicembre 2024, Netanyahu aveva subito un intervento chirurgico per ipertrofia prostatica benigna. L’intervento è stato eseguito con successo e senza complicazioni, come confermato in una nota dal professore Aron Popovtzer, direttore del dipartimento di oncologia dell’Hadassah Medical Center di Gerusalemme che ha seguito Netanyahu. “Ho chiesto di posticiparne la pubblicazione del rapporto annuale di salute di due mesi per evitare che venisse diffuso nel pieno della guerra, per impedire al regime terroristico iraniano di diffondere ulteriore falsa propaganda contro Israele”, ha scritto Netanyahu in un post su X. “Grazie a Dio, sono in buona salute, sono in ottima forma fisica. Ho avuto un piccolo problema alla prostata che è stato completamente risolto”, ha aggiunto Netanyahu, spiegando che i medici avevano detto che poteva tenere sotto controllo il tumore, o sottoporsi a un trattamento. “Mi conoscete già: quando vengo informato tempestivamente di un possibile pericolo, voglio affrontarlo immediatamente. Questo vale sia a livello nazionale che personale. Ed è quello che ho fattò. Grazie a Dio, ho sconfitto anche questo”, ha concluso.

    • 13:24

      Kuwait: “Colpite due località da droni iracheni, nessuna vittima”

      Il Kuwait afferma che stamattina alcuni droni esplosivi lanciati dall’Iraq hanno colpito due località sul confine settentrionale. L’esercito kuwaitiano ha dichiarato su X che i droni hanno causato danni materiali, ma che non sono state segnalate vittime.

    • 13:22

      Meloni: “Necessario mantenere forza internazionale tra Israele e Libano”

      “Una presenza internazionale al confine tra Israele e Libano è necessaria. Il ruolo che gioca l’Italia può fare la differenza. Ne ho parlato con Aoun. Bisogna cercare una cornice legale”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, a margine del vertice informale Ue di Cipro, parlando del ruolo dell’Unifil.

    • 13:11

      Libano, morto militare Unifil indonesiano ferito a marzo

      Morto un altro militare della missione dell’Onu in Libano. “L’Unifil esprime il proprio cordoglio per la scomparsa del caporale Rico Pramudia, gravemente ferito a seguito dell’esplosione di un proiettile nella sua base ad Adchit Al Qusayr, nel sud del Libano, nella notte del 29 marzo“, si legge in una nota. Il caporale Pramudia, 31 anni, è tragicamente deceduto a causa delle ferite in un ospedale di Beirut. “L’Unifil – prosegue il comunicato – porge le sue più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici del caporale Pramudia, nonché all’Esercito indonesiano e al Governo e al popolo della Repubblica di Indonesia per questa tragica e irreparabile perdita. Chiediamo a tutti gli attori di rispettare i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale e di garantire la sicurezza e l’incolumità del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite in ogni momento. Gli attacchi deliberati contro i peacekeeper costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono equivalere a crimini di guerra”.

    • 10:32

      Sanchez: “Mail del Pentagono per escluderci dalla Nato? Valgono solo atti formali”

      “Non ci basiamo sulle e-mail. Ci basiamo su documenti ufficiali e posizioni governative, in questo caso degli Stati Uniti”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez, a margine del vertice Ue informale di Cipro, interpellato su un’email interna del Pentagono – rivelata in un’esclusiva di Reuters – che ipotizzerebbe misure contro Madrid, tra cui una possibile sospensione dalla Nato, per punirla per la sua posizione nella guerra con l’Iran. 

    • 10:30

      “La Nato non acquisterà più aerei da ricognizione Usa”

      La Nato prevede di modernizzare la sua flotta di aerei da ricognizione Awacs ma non si affiderà più a velivoli di fabbricazione statunitense. Come scrive la Dpa, se solo un anno fa si dava per scontato che il produttore statunitense Boeing avrebbe ottenuto l’appalto per la costruzione dei nuovi aerei da ricognizione, ora le fonti sostengono che in futuro verranno usati aerei del produttore canadese Bombardier, equipaggiati con il sistema di ricognizione e allerta precoce GlobalEye dell’azienda svedese di difesa Saab. L’ordine dovrebbe comprendere fino a 12 velivoli Global 6000 o Global 6500, per un valore di diversi miliardi di euro.

    • 09:07

      Kallas: “Preoccupa che negoziati non affrontino programma missilistico”

      “Ciò che ci preoccupa è che i negoziati in corso” in Medio Oriente “stiano affrontando la questione nucleare, ma occorre affrontare anche il programma missilistico”. Lo ha detto l’alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, all’arrivo al Consiglio europeo informale a Cipro. “Se i colloqui si concentreranno solo sul nucleare, senza esperti del settore presenti al tavolo, finiremo per raggiungere un accordo più debole”, ha evidenziato, indicando inoltre che l’Ue è pronta ad “aiutare nei negoziati”.

    • 09:03

      Sanchez: “La guerra illegale in Iran dimostra il fallimento della forza bruta”

      “La situazione in Medio Oriente, la crisi causata da questa guerra illegale, dimostra il fallimento della forza bruta e l’imperativo di rispettare e rafforzare il diritto internazionale e l’ordine multilaterale”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez al suo arrivo al vertice informale Ue di Cipro. “La legge del più forte indebolisce il mondo ed è purtroppo ciò a cui stiamo assistendo in Medio Oriente, con una situazione in cui l’obiettivo preciso della guerra non è chiaro”, ha sottolineato Sanchez, aggiungendo che “non sembra esserci sufficiente fiducia tra le parti per raggiungere un accordo a breve termine”.
      Tutto questo, ha osservato, “porta alla sofferenza, alla perdita di migliaia di vite umane a causa delle guerre, a centinaia di migliaia di sfollati, ad esempio in Libano, all’indebolimento dell’ordine internazionale e, infine, alle conseguenze economiche che famiglie, imprese, industrie e le economie europee stanno già pagando”.