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Trump: “Iran ha chiesto il cessate il fuoco, ma dipende da Hormuz”. La replica di Teheran: “Nessun negoziato in corso”

Axios conferma: “Trattative in corso Usa-Iran". Borse europee e asiatiche in rialzo. Il presidente Usa terrà un discorso alla nazione alle 21 negli Usa, le 3 in Italia, per esprimere il "suo" disgusto per la Nato"
Trump: “Iran ha chiesto il cessate il fuoco, ma dipende da Hormuz”. La replica di Teheran: “Nessun negoziato in corso”
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Trump: “Nel mio disscorso alla nazione esprimerò il mio disgusto per la Nato”

Il presidente americano Donald Trump ha ribadito all’agenzia Reuters di star “assolutamente” valutando la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato, e nel suo discorso alla nazione di stanotte, alle 3 italiane, esprimerà il proprio “disgusto” nei confronti dell’Alleanza.

  • 16:41

    Pezeshkian: “Difenderemo la nostra indipendenza”

    Il governo iraniano farà di tutto per difendere l’indipendenza dell’Iran. Lo ha assicurato il presidente Massoud Pezeshkian, nel suo messaggio per la festa della Repubblica. “L’aggressione delle potenze egemoniche ha dimostrato ancora una volta che queste sono incompatibili con l’indipendenza, la dignità e il progresso della nazione iraniana”, ha spiegato nel testo di cui riferisce l’agenzia Isna. “Il governo, contando su un immenso sostegno popolare, impiegherà tutto il suo potere e le sue capacità per salvaguardare l’indipendenza, la sicurezza e il progresso dell’Iran”, ha assicurato. 

  • 16:34

    Beirut: “Oltre 1300 morti nella guerra tra Israele ed Hezbollah”

    Gli attacchi israeliani hanno causato 1.318 morti in Libano dall’inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese in un comunicato, aggiungendo che il bilancio comprende 91 donne, 125 bambini e 53 operatori sanitari, mentre altre 3.935 persone sono rimaste ferite.

  • 16:18

    Araghchi: “Non accettiamo un cessate il fuoco2

    “Non accettiamo un cessate il fuoco. Chiediamo la fine della guerra in Iran e in tutta la regione”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un’intervista ad Al Jazeera rilasciata prima del post di Donald Trump su Truth Social, secondo cui il “presidente del nuovo regime” di Teheran avrebbe chiesto a Washington un cessate il fuoco. “Chiediamo garanzie che tali aggressioni non si ripetano – ha precisato il capo della diplomazia iraniana – Chiediamo il risarcimento dei danni causati a noi e al popolo iraniano”. “Al momento non vi sono presupposti per negoziare e non c’è alcun negoziato. La fiducia è a zero – ha concluso – Non c’è fiducia nel fatto che i negoziati con gli Stati Uniti possano portare a risultati concreti”

  • 16:09

    Araghchi: “Non c’è nessun negoziato in corso”

    “Non è in corso alcun negoziato tra Stati Uniti e Iran“. Lo ha detto ad Al Jazeera il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “A volte i Paesi si scambiano messaggi attraverso altri Paesi, ma questa non è una negoziazione – ha spiegato – Ci sono arrivati messaggi diretti e indiretti dalla parte americana. Laddove necessario, abbiamo risposto. Ma non è in corso un negoziato. Rivendicazioni che dicono il contrario, non sono corrette”.

  • 15:58

    Potenti esplosioni sentite nella parte ovest di Teheran

    Teheran è stata scossa da altre potenti esplosioni oggi pomeriggio. Lo constata un giornalista dell’Afp sul posto. Le esplosioni sono state udite nella parte occidentale della capitale iraniana, già colpita dai bombardamenti nelle prime ore del mattino

  • 15:55

    A Teheran mobilitati anche 12enni armati per pattugliare le strade

    Adolescenti armati di mitragliatrici a pattugliare le strade di Teheran, anche a 12 anni. La stretta sulla sicurezza imposta dalle autorità iraniane dall’inizio della guerra ha portato alla comparsa di questo fenomeno, causando disagio e preoccupazione tra i residenti. Dalle prime settimane del conflitto, scatenato dall’offensiva israelo-americana del 28 febbraio, i posti di blocco presidiati da veicoli della polizia o militari hanno invaso le strade della capitale. Alcuni sono stati colpiti dai raid aerei e sono scomparsi, altri sono rimasti, mentre adolescenti, persino bambini, stanno ora rinforzando i pattugliamenti. Le autorità iraniane hanno confermato che stanno reclutando anche ragazzini di dodici anni per ingrossare le fila dei Basij, la forza paramilitare responsabile, tra le altre cose, del mantenimento dell’ordine. Il reclutamento di bambini sotto i 15 anni “per scopi militari” costituisce “un crimine di guerra“, ha ricordato Human Rights Watch. Una sera, mentre guidavo, “mi sono imbattuta in due posti di blocco nella zona nord di Teheran, presidiati da ragazzi di 13 o 14 anni armati”, ricorda una donna di 28 anni che ha chiesto di rimanere anonima per motivi di sicurezza. Uno dei ragazzi ha aperto la portiera del passeggero e si è seduto accanto a lei. “Mi ha chiesto il cellulare e ha controllato tutto, persino le mie foto. È stato estremamente invadente“, ha raccontato in un messaggio inviato a un giornalista dell’Afp fuori dall’Iran.

    Un altro residente di Teheran ha raccontato all’Afp la scorsa settimana di aver attraversato un checkpoint militare e poi, “solo 100 metri più avanti, c’erano diverse auto civili con adolescenti che fermavano i veicoli”. “Aprono le portiere senza autorizzazione, aprono il vano portaoggetti, controllano i telefoni”, ha raccontato. Il reclutamento di minori, apertamente riconosciuto dalle autorità, rievoca per gli iraniani i ricordi degli anni ’80, quando migliaia di bambini e adolescenti combatterono nella guerra Iran-Iraq. Secondo Rahim Nadali, capo di una sezione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (l’esercito ideologico della Repubblica Islamica), le unità Basij sono state sommerse di richieste. “Vista l’età dei candidati, abbiamo abbassato l’età minima a 12 anni, perché i dodicenni e i tredicenni vogliono partecipare” a queste missioni di pattugliamento e raccolta dati, ha dichiarato l’uomo alla tv di stato. Oltre ai posti di blocco, i sostenitori del regime, alcuni dei quali molto giovani, organizzano pattuglie notturne. “Prendono auto equipaggiate con altoparlanti, aggiungono bandiere e sfilano per le strade facendo molto rumore scandendo slogan”, ha riferito di recente un altro residente della capitale. 

  • 15:49

    Trump: “Presto fuori dall’Iran, se necessario torniamo per attacchi mirati”

    Gli Stati Uniti “usciranno dall’Iran piuttosto rapidamente” e potrebbero farvi ritorno per “attacchi mirati” se fosse necessario. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista alla Reuters.

  • 15:37

    Trump: “Nel mio disscorso alla nazione esprimerò il mio disgusto per la Nato”

    Il presidente americano Donald Trump ha ribadito all’agenzia Reuters di star “assolutamente” valutando la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato, e nel suo discorso alla nazione di stanotte, alle 3 italiane, esprimerà il proprio “disgusto” nei confronti dell’Alleanza.

  • 15:11

    Iran, il 62 per cento degli americani contrario all’invasione via terra

    La stragrande maggioranza degli americani non appoggia un eventuale invio di truppe di terra in Iran, con il 62% che si dichiarano contrari e il 24% che si dicono incerti, mentre solo il 14% che si dichiara favorevole. E’ quanto emerge dal sondaggio Economist-You Gov, ripreso oggi dal Washington Post, che cita anche il rilevamento di Ipsos e Ap-Norc secondo il quale un solo americano appoggia l’invio di truppe contro quattro che sono contrari.
    E’ interessante anche notare come anche tra i repubblicani è consistente l’opposizione all’escalation militare di un conflitto che Donald Trump prometteva di poche settimane. Tiepida rispetto ad operazioni di terra è la base più trumpiana, con un 40% di elettori che si definiscono Maga che sostengono l’ipotesi di invio delle truppe, con un 27% che invece si oppone. Ma tra gli elettori repubblicani non Maga l’opposizione alle truppe di terra arriva al 60%, con appena il 30-37% che l’appoggia.

  • 15:03

    Macron a Trump: “Divieto di sorvolo della Francia per aerei militari Usa? Certo, non partecipiamo alla guerra”

    Il presidente francese Emmanuel Macron ha risposto alle critiche avanzate dal presidente Usa Donald Trump per il divieto di sorvolo dello spazio aereo francese da parte degli aerei militari statunitensi. La Francia “non partecipa” alla guerra e “non è stata consultata” prima dell’inizio del conflitto, ha affermato l’inquilino dell’Eliseo, in un’intervista trasmessa dall’emittente giapponese Nhk durante la sua visita a Tokyo e riportata da BfmTv. “E’ assolutamente vero che la Francia, che non è stata consultata e non fa parte di questa offensiva militare lanciata dagli Stati Uniti e da Israele, non vi prende parte. Ma non c’è nulla di nuovo, è così fin dal primo giorno, quindi non c’è da stupirsi”, ha detto Macron.

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