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Trump: “Iran ha chiesto il cessate il fuoco, ma dipende da Hormuz. La guerra finirà in due o tre settimane”

Borse europee e asiatiche in rialzo. Il presidente Usa terrà un discorso alla nazione alle 21 negli Usa, le 3 in Italia, per esprimere il "suo" disgusto per la Nato"
Trump: “Iran ha chiesto il cessate il fuoco, ma dipende da Hormuz. La guerra finirà in due o tre settimane”
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Trump: “Nel mio disscorso alla nazione esprimerò il mio disgusto per la Nato”

Il presidente americano Donald Trump ha ribadito all’agenzia Reuters di star “assolutamente” valutando la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato, e nel suo discorso alla nazione di stanotte, alle 3 italiane, esprimerà il proprio “disgusto” nei confronti dell’Alleanza.

  • 15:55

    A Teheran mobilitati anche 12enni armati per pattugliare le strade

    Adolescenti armati di mitragliatrici a pattugliare le strade di Teheran, anche a 12 anni. La stretta sulla sicurezza imposta dalle autorità iraniane dall’inizio della guerra ha portato alla comparsa di questo fenomeno, causando disagio e preoccupazione tra i residenti. Dalle prime settimane del conflitto, scatenato dall’offensiva israelo-americana del 28 febbraio, i posti di blocco presidiati da veicoli della polizia o militari hanno invaso le strade della capitale. Alcuni sono stati colpiti dai raid aerei e sono scomparsi, altri sono rimasti, mentre adolescenti, persino bambini, stanno ora rinforzando i pattugliamenti. Le autorità iraniane hanno confermato che stanno reclutando anche ragazzini di dodici anni per ingrossare le fila dei Basij, la forza paramilitare responsabile, tra le altre cose, del mantenimento dell’ordine. Il reclutamento di bambini sotto i 15 anni “per scopi militari” costituisce “un crimine di guerra“, ha ricordato Human Rights Watch. Una sera, mentre guidavo, “mi sono imbattuta in due posti di blocco nella zona nord di Teheran, presidiati da ragazzi di 13 o 14 anni armati”, ricorda una donna di 28 anni che ha chiesto di rimanere anonima per motivi di sicurezza. Uno dei ragazzi ha aperto la portiera del passeggero e si è seduto accanto a lei. “Mi ha chiesto il cellulare e ha controllato tutto, persino le mie foto. È stato estremamente invadente“, ha raccontato in un messaggio inviato a un giornalista dell’Afp fuori dall’Iran.

    Un altro residente di Teheran ha raccontato all’Afp la scorsa settimana di aver attraversato un checkpoint militare e poi, “solo 100 metri più avanti, c’erano diverse auto civili con adolescenti che fermavano i veicoli”. “Aprono le portiere senza autorizzazione, aprono il vano portaoggetti, controllano i telefoni”, ha raccontato. Il reclutamento di minori, apertamente riconosciuto dalle autorità, rievoca per gli iraniani i ricordi degli anni ’80, quando migliaia di bambini e adolescenti combatterono nella guerra Iran-Iraq. Secondo Rahim Nadali, capo di una sezione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (l’esercito ideologico della Repubblica Islamica), le unità Basij sono state sommerse di richieste. “Vista l’età dei candidati, abbiamo abbassato l’età minima a 12 anni, perché i dodicenni e i tredicenni vogliono partecipare” a queste missioni di pattugliamento e raccolta dati, ha dichiarato l’uomo alla tv di stato. Oltre ai posti di blocco, i sostenitori del regime, alcuni dei quali molto giovani, organizzano pattuglie notturne. “Prendono auto equipaggiate con altoparlanti, aggiungono bandiere e sfilano per le strade facendo molto rumore scandendo slogan”, ha riferito di recente un altro residente della capitale. 

  • 15:49

    Trump: “Presto fuori dall’Iran, se necessario torniamo per attacchi mirati”

    Gli Stati Uniti “usciranno dall’Iran piuttosto rapidamente” e potrebbero farvi ritorno per “attacchi mirati” se fosse necessario. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista alla Reuters.

  • 15:37

    Trump: “Nel mio disscorso alla nazione esprimerò il mio disgusto per la Nato”

    Il presidente americano Donald Trump ha ribadito all’agenzia Reuters di star “assolutamente” valutando la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato, e nel suo discorso alla nazione di stanotte, alle 3 italiane, esprimerà il proprio “disgusto” nei confronti dell’Alleanza.

  • 15:11

    Iran, il 62 per cento degli americani contrario all’invasione via terra

    La stragrande maggioranza degli americani non appoggia un eventuale invio di truppe di terra in Iran, con il 62% che si dichiarano contrari e il 24% che si dicono incerti, mentre solo il 14% che si dichiara favorevole. E’ quanto emerge dal sondaggio Economist-You Gov, ripreso oggi dal Washington Post, che cita anche il rilevamento di Ipsos e Ap-Norc secondo il quale un solo americano appoggia l’invio di truppe contro quattro che sono contrari.
    E’ interessante anche notare come anche tra i repubblicani è consistente l’opposizione all’escalation militare di un conflitto che Donald Trump prometteva di poche settimane. Tiepida rispetto ad operazioni di terra è la base più trumpiana, con un 40% di elettori che si definiscono Maga che sostengono l’ipotesi di invio delle truppe, con un 27% che invece si oppone. Ma tra gli elettori repubblicani non Maga l’opposizione alle truppe di terra arriva al 60%, con appena il 30-37% che l’appoggia.

  • 15:03

    Macron a Trump: “Divieto di sorvolo della Francia per aerei militari Usa? Certo, non partecipiamo alla guerra”

    Il presidente francese Emmanuel Macron ha risposto alle critiche avanzate dal presidente Usa Donald Trump per il divieto di sorvolo dello spazio aereo francese da parte degli aerei militari statunitensi. La Francia “non partecipa” alla guerra e “non è stata consultata” prima dell’inizio del conflitto, ha affermato l’inquilino dell’Eliseo, in un’intervista trasmessa dall’emittente giapponese Nhk durante la sua visita a Tokyo e riportata da BfmTv. “E’ assolutamente vero che la Francia, che non è stata consultata e non fa parte di questa offensiva militare lanciata dagli Stati Uniti e da Israele, non vi prende parte. Ma non c’è nulla di nuovo, è così fin dal primo giorno, quindi non c’è da stupirsi”, ha detto Macron.

  • 14:58

    Trump: “L’Iran ci ha chiesto un cessate il fuoco”

    Donald Trump ha annunciato su Truth che l’Iran ha chiesto agli Usa “un cessate il fuoco”. “Ci penseremo quando lo stretto di Hormuz sarà aperto e libero”, ha detto il tycoon aggiungendo che nel frattempo gli attacchi continuano.

  • 13:54

    Iran: “Hormuz riaprirà, ma non per gli Usa”

    “Lo Stretto di Hormuz riaprirà sicuramente, ma non per voi”. Così il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano Ebrahim Azizi si è rivolto agli Stati Uniti in un post su ‘X’. Lo Stretto di Hormuz, ha aggiunto, ”sarà aperto solo a coloro che si adegueranno alle nuove leggi iraniane”. Il Parlamento di Teheran ha di recente approvato di introdurre il pagamento di un pedaggio per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz.
    Azizi ha poi deriso il presidente americano Donald Trump scrivendo su ‘X’: “Trump ha finalmente realizzato il suo sogno di ‘cambiare di regime’, ma nel regime marittimo della regione!”.

  • 13:30

    Israele: “Quella con l’Iran non sarà l’ultima guerra”

    Quella che Israele sta combattendo contro l’Iran “non sarà l’ultima guerra”. E’ la convinzione espressa dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar in un messaggio postato su X in occasione della Pasqua ebraica. Sàar cita la canzone ‘Ti prometto, bambina mia, che questa sarà l’ultima guerra’, definendola “una canzone bellissima e persino commovente, ma il meglio della canzone è la sua falsità”. Non aveva alcun fondamento nella realtà allora e, purtroppo, non ne ha nemmeno oggi”. Secondo il ministro degli Esteri israeliano, “l’esistenza del popolo ebraico nella sua terra può e sarà garantita solo dalla volontà di combattere e dalla costruzione della forza necessaria per farlo”.
    “Ci trovavamo di fronte a un pericolo di annientamento – sostiene Sàar, in un riferimento alla decisione di attaccare l’Iran il 28 febbraio scorso – I nostri nemici, primo fra tutti il regime degli ayatollah in Iran, hanno ideato un piano di eliminazione. Non solo attraverso chiare dichiarazioni pubbliche che rivelavano le loro intenzioni. Non solo come aspirazione astratta, ma come piano concreto. Un piano di eliminazione ‘convenzionale’ tramite l’impiego di enormi quantità di missili balistici, affiancati da forze di terra dei loro proxies ai confini di Israele. Un’invasione su più fronti combinata con volumi inimmaginabili di lancio di missili balistici…Parallelamente a ciò, il folle regime iraniano ha portato avanti, passo dopo passo, il suo programma nucleare, con l’obiettivo di ottenere armi nucleari che consentissero l’eliminazione del nemico attraverso mezzi non convenzionali”.
    E oggi, rivendica Sàar, “possiamo affermare: abbiamo scongiurato la minaccia di annientamento. Abbiamo ancora nemici acerrimi e crudeli, ma hanno subito un duro colpo. Non promettiamo che questa sarà ‘l’ultima guerra’. Anche in futuro dovremo rimanere vigili contro i piani dei nostri nemici. Ma se non avessimo scelto di agire contro le minacce esistenziali e se le forze di difesa Israeliane e le altre forze di sicurezza non avessero attuato queste decisioni in modo esemplare, avremmo lasciato Israele in una situazione impossibile”. “Sì, possono ancora spararci. No, non possono più metterci in pericolo esistenziale. Abbiamo l’obbligo di preservare questa conquista”, chiosa il ministro.

  • 13:27

    Commissione Ue: “Israele rispetti integrità territoriale del Libano”

    Israele deve rispettare l’integrità territoriale del Libano ed “evitare un ulteriore allargamento del conflitto, anche attraverso un’operazione di terra sul territorio libanese”. Lo afferma nel corso del briefing giornaliero con la stampa il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni. Dal canto suo, l’Ue intende fornire 100 milioni di euro in sostegno umanitario a Beirut per far fronte al milione e più di sfollati, aggiunge.
    El Anouni ricorda la dichiarazione congiunta firmata ieri da dieci Paesi Ue, tra cui l’Italia, a sostegno del popolo e del governo libanesi, “in una guerra che non è la loro e che non hanno scelto. La responsabilità della situazione attuale in Libano ricade su Hezbollah e condanniamo fermamente l’attacco di Hezbollah a sostegno dell’Iran contro Israele. Sosteniamo inoltre le decisioni storiche e coraggiose prese dal governo libanese e chiediamo negoziati diretti tra Libano e Israele”, dichiara il portavoce Ue.

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