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Trump: “Chi non ci ha aiutato vada a prendersi da solo il petrolio a Hormuz”. Scontro con la Francia: “Parigi ha vietato spazio aereo a voli Israele con armi Usa”

Usa attaccano deposito di munizioni in Iran, Trump posta il video. Il Parlamento iraniano approva l'introduzione di un pedaggio per le navi a Hormuz. Brent a 115 dollari dopo che i droni iraniani hanno colpito una petroliera del Kuwait
Trump: “Chi non ci ha aiutato vada a prendersi da solo il petrolio a Hormuz”. Scontro con la Francia: “Parigi ha vietato spazio aereo a voli Israele con armi Usa”
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Momenti chiave

    • 18:21

      Da Cina e Pakistan un piano da 5 punti per fine guerra

      Cina e Pakistan hanno proposto un piano in cinque punti per la fine della guerra in Medio Oriente che include un cessate il fuoco immediato, l’avvio di colloqui di pace il prima possibile, la cessazione degli attacchi contro i civili e obiettivi non militari, come siti energetici, il rapido ripristino del “passaggio sicuro per le navi civili e commerciali” nello Stretto di Hormuz e che si arrivi a un accordo di pace con il sostegno dell’Onu. L’iniziativa congiunta è stata annunciata dopo l’incontro a Pechino tra il ministro cinese Wang Yi e quello pachistano Ishaq Dar. I due Paesi si sono proposti come mediatori. Lo riportano i media internazionali. Wang Yi e il suo omologo Dar “rafforzeranno la comunicazione e il coordinamento strategico riguardo alla situazione in Iran, nonché ad altre questioni internazionali e regionali di interesse comune”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning. La visita di Dar a Pechino segue l’incontro di domenica a Islamabad con i ministri di Arabia Saudita, Egitto e Turchia, volto a contribuire alla fine della guerra, e dopo che il Pakistan aveva trasmesso a Teheran il piano in 15 punti di Washington. La Cina è un partner chiave della Repubblica islamica, ma non ha annunciato alcun sostegno militare a Teheran, chiedendo ripetutamente un cessate il fuoco. 

    • 17:42

      L’Iran minaccia aziende Usa nella regione

      Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito che, a partire da domani primo aprile, prenderanno di mira le aziende statunitensi presenti nella regione, in rappresaglia per gli attacchi contro l’Iran. Lo riportano i media statali iraniani citati dal Guardian. Tra le 18 aziende minacciate dai pasdaran figuravano Microsoft, Google, Apple, Intel, Ibm, Tesla e Boeing. “Queste aziende devono aspettarsi la distruzione delle rispettive unità in risposta a ogni atto terroristico in Iran, a partire dalle 20:00 ora di Teheran di mercoledì 1 aprile”, si legge nella dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie.

    • 17:41

      Idf: “Due caschi blu uccisi da ordigni di Hezbollah”

      L’esercito di Israele (Idf) ritiene, in seguito a una revisione preliminare, che i due caschi blu dell’Unifil indonesiani uccisi ieri in Libano siano stati colpiti da ordigni esplosivi piazzati da Hezbollah lungo le strade. Lo riporta il Times of Israel.

    • 17:40

      Fonte Onu: “Casco blu ucciso in Libano da fuoco Israele”

      Una fonte della sicurezza delle Nazioni Unite ha dichiarato all’Afp che il casco blu indonesiano della missione Unifil ucciso nel fine settimana è morto a causa di fuoco israeliano. In precedenza, Unifil aveva dichiarato che il peacekeeper era stato ucciso domenica sera, quando un proiettile di origine sconosciuta “è esploso in una posizione Unifil vicino ad Adchit al Qusayr“, mentre altri due caschi blu indonesiani sono stati uccisi nel Libano meridionale il giorno seguente. La fonte ha detto all’Afp, a condizione di anonimato, che erano state identificate prove secondo cui la fonte del fuoco di domenica sarebbe stato un carro armato israeliano.

    • 16:12

      Hagseth: “C’è stato cambio di regime, quello nuovo sia più saggio”

      “Questo nuovo regime, perché c’è stato un cambio di regime, dovrebbe essere più saggio del precedente“. A dichiararlo è stato oggi il segretario alla Difesa americano Pete Hagseth. “Se l’Iran sarà saggio, stringerà un accordo“, ha aggiunto, sottolineando che il presidente americano Donald Trump “vuole fare un accordo” e avvertendo che “se l’Iran non vorrà, allora il Dipartimento americano alla guerra andrà avanti con rinnovata intensità“.

    • 16:01

      Forti Ue: “Iran non chiude a ruolo dell’Onu per Hormuz”

      L’Iran non chiude la porta su un possibile ruolo dell’Onu per garantire la navigazione nello stretto di Hormuz. È quanto si apprende a Bruxelles da fonti informate sul dossier. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, è stato molto attivo nei giorni scorsi ed è impegnato in un giro di telefonate con i principali attori dell’area – ha sentito i suoi omologhi di Israele, Emirati, Pakistan e oggi Iran – e, in tutti i casi, ha espresso la posizione comune raggiunta nel corso del Consiglio Europeo, chiedendo l’allentamento della tensione e il rispetto del diritto internazionale. Il giro di telefonate, a quanto pare, non è ancora ultimato e ci saranno nei prossimi giorni altri scambi. Costa non a caso ha sentito anche il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, in aggiunta all’incontro già avuto al vertice Ue della settimana scorsa.

    • 15:39

      Reuters: “Parigi ha vietato spazio aereo a voli Israele con armi Usa”

      La Francia non ha permesso nel fine settimana a Israele di utilizzare il suo spazio aereo per trasportare armi americane da impiegare nella guerra contro l’Iran, hanno riferito martedì a Reuters un diplomatico occidentale e due fonti a conoscenza della questione. Lo scrive Reuters sul sito. Secondo le fonti, il rifiuto, avvenuto nel fine settimana, è stato il primo caso in cui la Francia ha preso una decisione del genere dall’inizio del conflitto in Iran. Né la presidenza francese né il ministero degli esteri sono stati immediatamente disponibili per un commento, precisa Reuters.

    • 15:35

      Parigi replica a Trump: “Nessun divieto di sorvolo per aerei Usa”

      “Contrariamente a quanto affermato dal presidente americano, Donald Trump, la Francia non ha vietato il sorvolo del suo spazio aereo agli aerei militari americani”: lo ha assicurato una fonte militare francese alla tv BFM. La stessa fonte afferma che “le condizioni restano le stesse per gli atterraggi: solo gli aerei di trasporto logistico – spiega – possono atterrare nelle basi di Istres e Avord“.

    • 15:28

      Cina conferma transito 3 navi da Stretto di Hormuz

      Pechino conferma che “di recente” tre navi cinesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Nessun dettaglio su cosa trasportassero. La portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, si è limitata a sottolineare che l’area resta una rotta cruciale. “Dopo un coordinamento con le parti interessate, tre navi cinesi hanno attraversato di recente lo Stretto di Hormuz”, ha detto Mao, esprimendo “apprezzamento per l’assistenza fornita dalle parti interessate”. “Lo Stretto di Hormuz e le acque circostanti sono una rotta importante per il commercio internazionale e per l’energia”, ha aggiunto. La Cina, ‘amica’ di vecchia data della Repubblica islamica, ripete gli appelli per “una fine immediata delle ostilità“, a oltre un mese dall’avvio delle operazioni militari americane e israeliane contro l’Iran e dall’inizio della ‘risposta’ di Teheran. Il gigante asiatico chiede il “ritorno a pace e stabilità” nella regione. Ieri il New York Times – citando MarineTraffic, una delle principali piattaforme per il monitoraggio in tempo reale del traffico marittimo – aveva riferito di due portacontainer di proprietà cinese in transito nello Stretto di Hormuz, dove vige il blocco imposto dalle forze iraniane per ritorsione contro le operazioni militari di Stati Uniti e Israele. La Cina è il principale partner economico dell’Iran. Secondo dati riportati di recente dal Wall Street Journal, viene venduto al gigante asiatico circa il 90% del greggio che ogni giorno viene esportato dalla Repubblica islamica, circa 1,6 milioni di barili.

    • 15:25

      Zelensky conferma accordi con Arabia, Emirati e Qatar

      Il presidente dell’Ucraina Volodymir Zelensky, conferma il raggiungimento di accordi storici con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar e anticipa che Kiev “sta lavorando anche con Giordania e Kuwait” e che “ci sono ulteriori richieste da Bahrain e Oman“. In un post su X, il presidente ucraino conferma che il suo Segretario per la sicurezza nazionale, Rustem Umerov, è rimasto nella regione per “proseguire i negoziati a livello politico”. “Stiamo esportando i nostri sistemi di protezione, le capacità dei nostri combattenti, la conoscenza che lo stato possiede. E da questi paesi partner ci aspettiamo impegno nella sicurezza reciproco”, ha aggiunto. “Abbiamo già concordato su opportunità per rafforzare la difesa aerea, per lo sviluppo congiunto di produzione nel settore della difesa e nella cooperazione nell’energia, incluso nelle forniture di diesel e altre materie cruciali di cui abbiamo bisogno ora”.

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