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Iran: “Proposte Usa eccessive e irragionevoli”. Trump: “Senza accordo distruggeremo centrali elettriche, pozzi petroliferi e l’isola di Kharg”

Il presidente Usa ha annunciato "il passaggio di 20 petroliere attraverso Hormuz", ma anche un possibile blitz sul petrolio. Secondo il Wall street journal nel mirino c'è anche l'uranio. Esplosione in Libano: un morto e tre feriti nel contingente indonesiano Unifil. Giacarta chiede un'indagine
Iran: “Proposte Usa eccessive e irragionevoli”. Trump: “Senza accordo distruggeremo centrali elettriche, pozzi petroliferi e l’isola di Kharg”
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Trump: “Senza accordo con l’Iran distruggeremo centrali elettriche, pozzi petroliferi e l’isola di Kharg

Senza un accordo che preveda anche la riapertura dello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti “faranno esplodere” e “distruggeranno completamente” tutte le centrali elettriche iraniane, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg. Lo ha dichiarato su Truth Social il presidente americano Donald Trump.
“Gli Stati Uniti d’America sono in serie trattative con un nuovo regime, più ragionevole, per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran – ha spiegato Trump – Sono stati compiuti grandi progressi ma, se per qualsiasi motivo non si raggiungerà presto un accordo, cosa che probabilmente avverrà, e se lo Stretto di Hormuz non sarà immediatamente ‘aperto al commercio’, concluderemo la nostra ‘piacevole permanenza’ in Iran facendo esplodere e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse anche tutti gli impianti di desalinizzazione!), che finora abbiamo volutamente non ‘toccato'”.
“Questo avverrà come ritorsione per i nostri numerosi soldati, e altri, che l’Iran ha massacrato e ucciso durante i 47 anni di ‘regno del terrore’ del vecchio regime”, ha concluso Trump.

  • 15:38

    Axios: “Partito repubblicano valuta tagli a spesa sanitaria per finanziare la guerra all’Iran”

    I repubblicani stanno valutando tagli alla spesa sanitaria federale allo scopo di contribuire a finanziare l’extra budget fino a 200 miliardi di dollari per la guerra in Iran e per le misure di controllo dell’immigrazione. E’ quanto riporta Axios, secondo cui i nuovi tentativi di contenere i programmi sanitari saranno quasi certamente oggetto di controversie ed esporranno il Grand Old Party, in vista delle elezioni di Midterm, ad attacchi basati sull’accusa di tagliare l’assistenza sanitaria per finanziare una guerra che negli Usa resta impopolare.

  • 15:36

    Teheran: “Israele dietro attacchi all’impianto di desalinizzazione in Kuwait”

    “L’attacco all’impianto di desalinizzazione del Kuwait è stato condotto da Israele ed è stato un atto strumentale del regime”, ha dichiarato lunedì Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando Centrale di Khatamolanbia (il comando operativo delle forze armate dell’Iran).
    “La brutale aggressione del regime sionista contro l’impianto di desalinizzazione, avvenuta nelle scorse ore e perpetrata con l’accusa all’Iran, dimostra la viltà e la depravazione del regime”, si legge nella dichiarazione, riportata dall’agenzia Fars.

  • 15:35

    Due navi cinesi hanno attraversato lo stretto di Hormuz

    Due navi commerciali di proprietà cinese hanno attraversato nelle scorse ore lo Stretto di Hormuz, superando il blocco imposto dalle forze iraniane per ritorsione contro le operazioni militari di Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito il New York Times, citando MarineTraffic, una delle principali piattaforme per il monitoraggio in tempo reale del traffico marittimo.
    Le due portacontainer di grandi dimensioni sono transitate nello Stretto intorno alle 10 ora italiana, dopo aver rinunciato a un primo tentativo venerdì scorso, e sono dirette in Malesia. Secondo MarineTraffic, il transito riuscito potrebbe indicare “un possibile cambiamento delle condizioni per il traffico commerciale” nello stretto.

  • 15:34

    Germania, inflazione a marzo balza al 2,7% per la guerra in Iran

    Il tasso di inflazione a marzo in Germania è aumentato al 2,7%, a causa dello shock energetico provocato dalla guerra in Iran. Lo ha reso noto l’itituto di statistica federale. A febbraio aveva segnato l’,1,9%.

  • 15:33

    Iran, Starmer: “Questa non è la nostra guerra e non ci faremo trascinare”

    “Questa non è la nostra guerra e non ci lasceremo trascinare dentro”. Con queste parole il primo ministro britannico Keir Starmer ha ribadito la linea del Regno Unito sul conflitto in Medio Oriente, respingendo le pressioni e le critiche arrivate dagli Stati Uniti guidati dal presidente Donald Trump. Parlando durante un evento nelle West Midlands per il lancio della campagna elettorale del Labour Party in vista delle elezioni amministrative del 7 maggio, il premier britannico ha sottolineato: “La mia posizione e quella di questo governo non cambia, a prescindere dalla pressione nei nostri confronti”. Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato per il premier britannico, che affronta una fase politica complessa e il rischio di una battuta d’arresto elettorale con possibili ripercussioni sulla sua leadership.

  • 13:47

    Trump: “Senza accordo con l’Iran distruggeremo centrali elettriche, pozzi petroliferi e l’isola di Kharg

    Senza un accordo che preveda anche la riapertura dello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti “faranno esplodere” e “distruggeranno completamente” tutte le centrali elettriche iraniane, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg. Lo ha dichiarato su Truth Social il presidente americano Donald Trump.
    “Gli Stati Uniti d’America sono in serie trattative con un nuovo regime, più ragionevole, per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran – ha spiegato Trump – Sono stati compiuti grandi progressi ma, se per qualsiasi motivo non si raggiungerà presto un accordo, cosa che probabilmente avverrà, e se lo Stretto di Hormuz non sarà immediatamente ‘aperto al commercio’, concluderemo la nostra ‘piacevole permanenza’ in Iran facendo esplodere e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse anche tutti gli impianti di desalinizzazione!), che finora abbiamo volutamente non ‘toccato'”.
    “Questo avverrà come ritorsione per i nostri numerosi soldati, e altri, che l’Iran ha massacrato e ucciso durante i 47 anni di ‘regno del terrore’ del vecchio regime”, ha concluso Trump.

  • 13:16

    Ue condanna le minacce e gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso

    L’Unione europea “condanna fermamente le minacce e gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e oltre perché rischiano di trascinare lo Yemen nella guerra regionale e di aumentare non solo il conflitto, ma anche l’instabilità nella regione, oltre a influire sul commercio globale e sulla libertà di navigazione”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni nel corso del briefing giornaliero con la stampa.
    Da parte sua, l’esecutivo Ue si unisce all’appello dell’inviato speciale Onu per lo Yemen, Hans Grunberg, che ha invitato “a esercitare moderazione, fermare le azioni militari, rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario al fine di proteggere i civili e prevenire un’ulteriore escalation in Medio Oriente. E allo stesso tempo, noi, come Ue, restiamo impegnati a sostenere il popolo dello Yemen e a promuovere la stabilità in questa regione”, aggiunge El Anouni.

  • 13:15

    Teheran: “Non abbiamo partecipato agli incontri per i negoziati in Pachistan”

    “Gli incontri che il Pakistan sta tenendo sono un quadro che hanno stabilito loro stessi e al quale noi non abbiamo partecipato. È positivo che i Paesi della regione siano preoccupati di porre fine alla guerra, ma dovrebbero fare attenzione a quale parte ha iniziato il conflitto”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall’agenzia Tasnim.

  • 13:12

    Iran, Confindustria: “Turismo? Crollate del 90 per cento le prenotazioni, per 3 operatori su 4”

    Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno incidendo in modo rilevante sul mercato turistico italiano, determinando un cambiamento nei comportamenti di acquisto dei viaggiatori e un aumento della complessità gestionale per gli operatori della distribuzione. È quanto emerge dall’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato il 25 marzo scorso su un campione di 235 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale e che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare in anteprima. Il 75% degli operatori rileva un impatto significativo sul proprio business, con effetti che si manifestano principalmente su tre direttrici: riduzione delle nuove prenotazioni (90,1%), incremento dei costi operativi (49,8%), aumento delle cancellazioni e delle richieste di rimborso (42,5%).
    Secondo Aidit, il quadro mette in rilievo una contrazione della domanda accompagnata da un incremento delle attività di gestione post-vendita. L’indagine evidenzia anche un cambiamento significativo nel comportamento dei viaggiatori: oltre l’80% delle agenzie segnala variazioni rilevanti, il 62% dei clienti tende a rimandare la prenotazione, il 21,8% richiede modifiche o informazioni aggiuntive. Il principale driver di scelta è la sicurezza (55,8%), seguita da flessibilità e prezzo. Si osserva inoltre un aumento della volatilità della domanda: il 61,7% degli operatori prevede prenotazioni caratterizzate da elevata incertezza per la stagione estiva.

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