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Iran: “Le proposte Usa in 15 punti sono eccessive e irragionevoli”. Libano, ucciso in un’esplosione soldato Onu indonesiano

Trump: "L'Iran da oggi consentirà il passaggio di 20 petroliere attraverso Hormuz". Il presidente Usa ha annunciato possibile blitz sul petrolio. Secondo il Wall street journal nel mirino c'è anche l'uranio. Nel Paese dei cedri feriti altri tre caschi blu Unifil a causa della detonazione vicino Adchit Al Qusayr. Giacarta chiede un'indagine
Iran: “Le proposte Usa in 15 punti sono eccessive e irragionevoli”. Libano, ucciso in un’esplosione soldato Onu indonesiano
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Iran: “Le proposte Usa in 15 punti sono eccessive e irragionevoli”

“Le richieste che ci sono state trasmesse sono state per lo più irragionevoli ed eccessive”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, nel corso di una conferenza stampa riportata dall’agenzia Tasnim, sottolineando che “non abbiamo avuto alcun negoziato diretto con gli Stati Uniti” ma solo “messaggi ricevuti tramite intermediari sulla volontà americana di negoziare”.
Baghaei ha ribadito che “la nostra posizione è chiara e, a differenza dell’altra parte che cambia continuamente posizione, sappiamo bene quale sia il nostro quadro di riferimento”, aggiungendo che “l’Iran non ha iniziato questa guerra ma è stato oggetto di un’aggressione” e che, nelle attuali condizioni, “tutti i nostri sforzi sono concentrati sulla difesa del Paese”.

  • 12:27

    Il presidente egiziano al-Sisi: “Solo Trump può fermare la guerra nel Golfo”

    “Dico al presidente Trump: solo tu puoi fermare la guerra nella nostra regione del Golfo”. Lo ha dichiarato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, lanciando un appello al presidente degli Stati Uniti durante la cerimonia di apertura dell’Egypt Energy Show. Lo riporta Haaretz.

  • 12:16

    Iran, domani vicepremier Pakistano a colloquio in Cina

    Visita in Cina, domani, per il vicepremier e ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Islamabad, dove ieri si è tenuta una riunione tra i capi delle diplomazie di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto incentrata sulla situazione nella regione a un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran a cui Teheran non manca di ‘rispondere’.
    Il Pakistan si è offerto di mediare. La visita di Ishaq Dar a Pechino arriva su invito del capo della diplomazia cinese Wang Yi, precisano dal Pakistan, sottolineando la storica ‘amicizià con il gigante asiatico, una partnership caratterizzata da “forte coordinamento e consultazioni che si tengono regolarmente” su questioni regionali e internazionali. La missione, aggiungono, servirà per parlare “in modo approfondito degli sviluppi nella regione, di questioni bilaterali e globali di interesse comune”.
    Ieri Islamabad ha annunciato di essere pronta a ospitare colloqui tra rappresentanti di Stati Uniti e Iran “nei prossimi giorni” per “giungere a una soluzione globale e duratura del conflitto in corso”.

  • 12:02

    Iran: “Le proposte Usa in 15 punti sono eccessive e irragionevoli”

    “Le richieste che ci sono state trasmesse sono state per lo più irragionevoli ed eccessive”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, nel corso di una conferenza stampa riportata dall’agenzia Tasnim, sottolineando che “non abbiamo avuto alcun negoziato diretto con gli Stati Uniti” ma solo “messaggi ricevuti tramite intermediari sulla volontà americana di negoziare”.
    Baghaei ha ribadito che “la nostra posizione è chiara e, a differenza dell’altra parte che cambia continuamente posizione, sappiamo bene quale sia il nostro quadro di riferimento”, aggiungendo che “l’Iran non ha iniziato questa guerra ma è stato oggetto di un’aggressione” e che, nelle attuali condizioni, “tutti i nostri sforzi sono concentrati sulla difesa del Paese”.

  • 11:48

    Israele, incendio nella raffineria petrolifera di Haifa dopo attacco missilistico

    Un incendio è scoppiato nella raffineria della città settentrionale israeliana di Haifa per la seconda volta durante l’inizio della guerra. I filmati hanno mostrato fiamme su un grande serbatoio della raffineria con un denso fumo nero alzarsi al cielo. L’incendio è stato rapidamente spento. Non è chiaro se le fiamme siano state causate dall’impatto di un missile o da detriti. Nei raid contro l’Iran, Israele ha preso di mira il giacimento di gas naturale South Pars e altri siti petrolchimici.

  • 11:47

    Borsa, l’Europa gira in rialzo: attesa per negoziati Usa-Iran

    Le Borse europee girano in rialzo mentre si guarda agli sviluppi della guerra in Medio Oriente. L’attenzione è rivolta ai negoziati Usa e Iran mentre scendono in campo le forse Houthi contro Israele. L’aumento del petrolio e del gas alimenta il clima di incertezza sul fronte dell’inflazione e sulle prossime mosse delle banche centrali. In lieve calo i rendimenti dei titoli di Stato.
    L’indice stoxx 600 sale dello 0,5%. In rialzo Madrid (+0,9%), Londra (+0,8%), Parigi (+0,4%) e Francoforte (+0,2%). I principali listini sono spinti dalle utility (+1,9%), con l’aumento del gas. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un rialzo del 2% a 55,61 euro al megawattora. Sale anche l’energia (+1,7%), il Wti guadagna l’1,4% a 101 dollari al barile. Il Brent guadagna il 2,3% a 115,16 dollari al barile. In aumento anche il comparto tecnologico (+0,7%) e la farmaceutica (+0,6%). In moderato rialzo le assicurazioni (+0,3%) e le banche (+0,1%). Deboli le auto (-0,3%).
    Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund sale a 95 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,03% e quello tedesco al 3,08%. In aumento l’oro che guadagna il 2,6% a 4.528 dollari l’oncia. Il dollaro si rafforza sulle principali valute internazionali. L’euro scende a 1,1494 sul biglietto verde.

  • 11:45

    Turchia: “Non siamo parte in causa nel conflitto tra Usa, Israele e Iran

    La Turchia ha ribadito di non essere parte in causa nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, respingendo accuse diffuse sui social media secondo cui Ankara vorrebbe entrare nel conflitto a sostegno della Repubblica islamica, intervenendo in Libano. “La Repubblica di Turchia ha sempre ribadito di non essere parte in causa nel conflitto”, ha affermato l’ufficio per le comunicazioni della presidenza della Repubblica di Ankara. “Le affermazioni che circolano su alcune piattaforme di social media, secondo cui ‘la Turchia entrerà in guerra a sostegno dell’Iran o interverrà in Libanò, costituiscono disinformazione”, ha aggiunto l’ufficio delle comunicazioni, definendo queste accuse come “fuorvianti” e “volte a danneggiare la reputazione internazionale della Turchia”. 

  • 11:16

    Tajani: “Tregua più vicina in Medio Oriente che in Ucraina”

    “Certamente si arriva prima alla tregua per il Medioriente che per l’Ucraina, secondo me. Mi auguro che sia una questione di poche settimane, così come ha detto il segretario di Stato Rubio a Parigi al vertice del G7, ha parlato di 2-4 settimane. Speriamo che sia così”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel suo intervento in videocollegamento all’evento ‘Forum della cucina italiana’ a Masseria Li Reni con Bruno Vespa. “Le nostre pressioni sono sempre quelle di poter arrivare ad una cessazione del fuoco il prima possibile, però sono decisioni che sono indipendenti dalla nostra volontà. Abbiamo fatto anche capire a Israele che ci sono delle cose che non vanno”, ha aggiunto. 

  • 11:09

    L’Iran minaccia di colpire le case dei funzionari Usa e israeliani in Medio Oriente

    L’Iran ha dichiarato di voler colpire le abitazioni di funzionari militari e politici statunitensi e israeliani nella regione. Lo riporta SkyNews citando il portavoce dell’esercito iraniano, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari, che ha parlato di possibile rappresaglia per i bombardamenti effettuati dai due Paesi contro le abitazioni in Iran.

  • 10:52

    Siria: “Attacco con droni su basi militari al confine iracheno”

    “Un attacco su vasta scala, con molti droni”, ha preso di mira “all’alba diverse basi militari” in Siria, “vicino al confine con l’Iraq”. E’ quanto rendono noto i militari siriani, precisando che stanno “valutando le opzioni” e che risponderanno “in modo adeguato per neutralizzare qualsiasi minaccia e impedire qualsiasi aggressione contro il territorio siriano”.

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