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Trump: “Abbiamo un accordo in 15 punti con l’Iran”. Teheran smentisce: “Fake news per manipolare mercati”

Il capo della Casa Bianca rinvia "per 5 giorni attacchi a centrali e infrastrutture" iraniane. Media: "Colloquio tra Vance e Netanyahu, discusse basi accordo"
Trump: “Abbiamo un accordo in 15 punti con l’Iran”. Teheran smentisce: “Fake news per manipolare mercati”
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In Evidenza

Ghalibaf: “No negoziati con Usa, fake news per manipolare mercati”

L’Iran “non ha condotto negoziati con gli Stati Uniti“, ha assicurato il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, che in un post su X ha bollato come false le parole di Donald Trump sui colloqui in corso tra le parti. Secondo Ghalibaf, indicato da Israele come l’uomo del dialogo con Washington, queste “fake news vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele”. Ghalibaf ha quindi sottolineato che “il popolo iraniano esige una punizione completa e severa per gli aggressori”, aggiungendo che “tutti i funzionari iraniani sostengono fermamente la loro Guida Suprema e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo”.

Momenti chiave

    • 09:32

      Borse sotto pressione: Milano in avvio a -2,13%

      La Borsa di Milano sotto pressione da subito per l’escalation in Iran e la corsa del petrolio. Il primo Ftse Mib lascia sul terreno il 2,13% a quota 41.929 punti
      Tiene Tim che sale del 5,5% in apertura dopo l’opas totalitaria da parte di Poste (-3,36%). In rialzo poi Banco Bpm (+0,31%) in attesa della lista di Credit Agricole. Mps perde l’1,92% con l’incertezza sulla futura governance dopo la presentazione di una lista che vede tra i candidati anche l’ad uscente Lovaglio.

    • 09:29

      Birol (Aie): “Almeno 40 infrastrutture energetiche danneggiate in 9 Paesi”

      Almeno 40 infrastrutture energetiche sono state danneggiate “gravemente o molto gravemente” a causa del conflitto in Medio Oriente, ha dichiarato oggi il capo dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie).
      “Almeno 40 infrastrutture energetiche nella regione sono state danneggiate gravemente o molto gravemente in nove paesi”, ha detto Fatih Birol al National Press Club di Canberra.

    • 09:21

      Birol (Agenzia internazionale energia): “Guerra in Iran gravissima minaccia all’economia globale”

      L’economia globale è sotto “grave minaccia” a causa della crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato Fatih Birol, direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, avvertendo che “nessun Paese sarà immune” ai suoi effetti. L’Agenzia Internazionale dell’Energia si sta consultando con i governi di Asia ed Europa in merito al rilascio di ulteriori riserve petrolifere “se necessario” a causa della guerra con l’Iran. Intervenendo al National Press Club nella capitale australiana, al convegno sul tema “Le prospettive per i mercati energetici globali e le implicazioni per la sicurezza energetica, la competitività e la sostenibilità’, Birol ha paragonato l’attuale crisi energetica a quelle degli anni ’70 e all’impatto dell’invasione russa dell’Ucraina del 2022. “E’ come se fossero state messe insieme due crisi petrolifere e un crollo del gas. L’economia globale si trova oggi ad affrontare una minaccia gravissima”, ha aggiunto. Birol ha sottolineato che “almeno 40 infrastrutture energetiche nella regione, distribuite in nove paesi, hanno subito danni gravi o gravissimi”.

    • 09:17

      Premier iracheno: “Noi amici di Iran e Stati Uniti, fateci mediare”

      “Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.
      “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.
      Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.
      “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.
      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

    • 09:14

      Mosca: “No al blocco di Hormuz, ma Iran ha diritto ad autodifesa”

      Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Orientè. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

    • 09:10

      Telefonata Trump-Starmer: “Essenziale riaprire Hormuz”

      Il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si sono sentiti nella tarda serata di domenica. Lo riferisce Downing Street. I leader hanno discusso della situazione attuale in Medio Oriente e, in particolare, della necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz per riprendere il traffico marittimo globale. Hanno convenuto che la riapertura dello Stretto di Hormuz fosse “essenziale” per garantire la stabilità del mercato energetico globale e hanno concordato di risentirsi presto. 

    • 09:08

      Trump: “Pace attraverso ka forza”

      “La pace attraverso la forza, per usare un eufemismo!”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con evidente riferimento alla guerra con l’Iran.

    • 09:06

      Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari

      Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

    • 09:04

      L’islamologo Kepel: “In Medio Oriente ci avviciano all’uso dell’atomica”

      “Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.
      “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.
      Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.
      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.
      L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.
      Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

    • 08:36

      Esplosioni a Teheran, danneggiato ospedale ad Ahvaz

      Esplosioni sono state avvertite nelle zone centrali, orientali e occidentali della capitale iraniana Teheran e in tutto il Paese, dove sono state attivate le difese aeree. A Bandar Abbas, una stazione radio è stata presa di mira e una persona è stata uccisa. Anche a Khorramabad e Urmia, due zone residenziali sono state colpite, causando vittime tra i civili.
      Anche a Isfahan, Karaj e Ahvaz si sono udite forti esplosioni. Ad Ahvaz, un ospedale è stato danneggiato dalle esplosioni come riporta al-Jazeera. Complessivamente, la Mezzaluna Rossa iraniana ha affermato che oltre 80mila siti civili sono stati colpiti, alcune sono stati completamente distrutti.

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